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LA BIBLIOFILIA ! ì A I

RIVISTA DI STORIA DEL LIBRO E DELLE ARTI GRAFICHE DI BIBLIOGRAFIA ED ERUDIZIONE

DIRETTA

DA

LEO S., OLSCHKI

ANNO XXIII (1921-1922) — VOLUME XXIII

FIRENZE LEO S. OLSCHKI - EDITORE

MCMXXII

ford Library "n AE Ù Ù - é ee iii

ANIA I pe et

BIARIBRIBIZBIZI BIBI BIRBIAZBAA

SOMMARIO DELLE SINGOLE DISPENSE

n — ——_ — ©, ] —__ rr _—_— _——PTy _——&

DISPENSA 18-2*.

La più antica carta dell’isola di S. Domingo (1516) e Pietro Martire d’Anghiera. (CARLO Frari): Con 3-facsimili» i. do a « & & # wu e e e 4 Pag, La leggenda aviatoria di Alessandro Magno nella letteratura e nell’arte. (GiusePPE Bor- FITO). (Confinuaziane e fine). Con 3 facsimili . . ../.0./.6 La L'ascesa al cielo di Alessandro Magno. (GiuLio BERTONI). Con 1 facsimile. . . . . Questionario degli eruditi. (Continua). Con 1 facsimile . 0.0.0... 6.64 Pubblicazioni di carattere bibliografico e intorno alla storia dell’arte tipografica. (E. R., CARLO: FRATI) . & 4 & au È & £ 4 © di o a A Courrier de France. (A. BOINET). (.Stife) 0.0.0...

Notizie . ® e L] e . e . . . L] . l] o . . e . o . e . t_] . . . o.

I codici greci del Vecchio Testamento. — Un nuovo codice dei ‘ Trionfi ’ petrarcheschi e della ‘ Pie- tosa Fonte’ di Zenone da Pistoia, autografo di Bartolomeo Gatari. — La miniatura fiamminga al tempo = della Corte di Borgogna (1415-1530). — Codici miniati della Biblioteca Reale di Bruxelles e di altre biblioteche, — 1 disegni di Jacopo Bellini al Louvre e al British Museum. — Il prestito dei codici nel sec. XV alla corte degli Estensi. — Paleografia latina. — ‘ Bibliotheca Cluniacensis ’. — Un supplemento italiano al ‘ Glossarium ' del Du Cange. — 1l centenario dell’ ‘ Ecole des Chartes *. — Mostra di cimeli geografici nella villa Olschki. — Catalogo degli antichi manoscritti scientifici esistenti in Inghilterra. — Il ‘ Deutsches Museum fiir Buch und Schrift’ di Lipsia. — Bibliografia dei manoscritti della ‘ Historia Romana’ di Paolo Diacono, — Bio- bibliografia di Spiridione Lambros. — Bibliografia di Pier Desiderio Pasolini. — Bio-bibliografia di Pietro

Vigo. — Bibliografia di Vittorio Turri.

Recenti pubblicazioni . 0... L..L La Necrologio:. i ou è è P 0 È di

DISPENSA 3*-53.

Commémoration de Molière, Racine, Corneille, Shakespeare & Cervantès à la Comédie Francaise. Expaositions bibliographiques et iconographiques en 1916, 1917 et 1919. (Auguste RonDEL). Con 26 facsimili 0. LL.

Carlo Sigonio e la Società tipografica bolognese. (ALBANO SORBELLI). . . . .....

Le edizioni e gli editori del ‘ Dittamondo ’. (FANFULLA ORETI). (Continua). . . . . +

62 64

IV LA BIBLIOFILIA

Corriere delle Biblioteche. (CARLO FRATI). .0..0.0.0+ ++. +++ + Pag. 126 Questionario degli eruditi. (LEONARDO OLSCHKI). (Confina)... . . +... + I3I Vendite pubbliche: Vendita Thompson. (Xx. Y.). LL. e. 60.060 132 Nobdie®)i a Po de dala £ 7 Le 1

Miscellanea Olschki, — Il codice Fuldense dell’ ‘ Apologeticum’ di Tertulliano. — La pianta di Roma di Antonio Tempesta (1593). — Un carteggio di Bernardino Ramazzini con Marcello Malpighi. — Un inno inedito di Silvio Pellico e la Casa di Savoia. — Goethe criticato, — Un nuovo trattato di Biblioteconomia, — Bollettini bibliografici di recenti pubblicazioni, — Riproduzioni di incunabuli xilografici tedeschi. — La Biblioteca Reale di Bruxelles e la bibliografia belga. — La Biblioteca Municipale ‘ Bikélas " a Candia. — Bibliografia Friulana. — Bibliografia di Giulio Cesare Cordara. — Bibliografia di Ernesto Monaci. — Bibliografia di Angelo Camillo De Meis. — Bibliografia di Modestino Del Gaizo, — Bibliografia di Philip E. B. Jourdain. — Bibliografia di Renato Fucini. — Ancòra per la bibliografia di Giulio Camus. — An- còra per la bibliografia di Raffaello Fornaciari. — Manoscritti e incunabulî in vendita,

Recenti pubblicazioni +... .0.0. 2 2eee I52

DISPENSA 62-88,

Un codice Savonaroliano sconosciuto. (G. CESARE OLSCHKI). Con 2 facsimili . . . . . 153 Le edizioni e gli editori del ‘ Dittamondo ’. (FANFULLA ORETI). (Continua). . . . . . 165 Saggio di una Bibliografia stenografica Italiana. (GIUSEPPE ALIPRANDI). (Conzinma) . . . 187 Corriere delle Biblioteche. (ALBANO SORBELLI). . . .0.0.0.0 L00000 + + 206 Courrier de France. (A. BOINET). . ... 4... Lee a 215 Nozio <o Lil e lea a

‘ Biblioteca di Bibliografia italiana’. — Il facsimile del codice Landiano della « Divina Commedia ». — I disegni della R Galleria degli Uftizi di Firenze. — Il codice ‘ Perottino' delle Favole di Fedro, — Un manoscritto autografo di Paolo Dal Pozzo-Toscanelli, e le comete del sec. XV. — ‘Il Dante' a Firenze. — Dante e Venezia. — Dante e Verona. — Dante e Vicenza. — Dante in Olanda. — Giovanni Tortelli, bibliotecario di Niccolò V. — La fortuna del Montaigne in Germania. — Bibliografia Provenzale. — Bi- bliografia idrologica italiana. — Bibliografia di Gio. Jacopo Dionisi. — Bio-bibliografia di Prospero Viani.

t

— Bibliografia di Giuseppe Biadego. — Bibliografia di (Cesare Battisti.

Recenti pubblicazioni LL... 244

DISPENSA 9*-10°.

.

Le edizioni e gli editori del ‘ Dittamondo ”. (FANFULLA ORETI). (Continua). . . + . . 249 Bibliografia della Laude. (GENNARO MARIA MONTI). (Continua). . . .. ... . . 260 Le figurazioni nell’arte della leggenda aviatoria di Alessandro Magno, Appendice. (Giu- sePPE BOFFITO). Con I tavola .0.0.0.0L0 664000 268 Corriere delle Biblioteche. (CARLO FRATI). . 0.0.0... 00006000 272 Livres inconnus des bibliographes. (LEo S. OLSCHKI). Con 1 facsimile (A suivre) . . . 283 Corriere della Germania. (MAx HUSUNG) . .0.0L0.0.0L060 0 283 Notizie. Si è ga è E Pi ae pe © 900

* Biblioteca di Bibliografia italiana’ — Il codice Ginevrino delle ‘ Naturales Quaestiones’ di Seneca. — Antiche figurazioni della Crocifissione. -- I disegni di Sandro Botticelli per la ‘ Divina Commedia ’. — Codici miniati della Biblioteca di Monaco. — Ronsard plagiario di Teotilo Folengo? — Bibliografia di Clé- ment Marot, del Rabelais e del Ronsard. — Collezioni bibliografiche di Bordeaux, — Il 1V centenario di Cri- stoforo Plantin a Anversa e a Tours. — Bibliografia Americana, — Onoranze a Renato Serra. — Vigiliamo sugli archivi ecclesiastici! — Un bibliotecario musicista, — Bibliografia di Arturo Graf, = Bio-bibliografia di Alfred Cartier.

Recenti pubblicazioni LL... 309

= or

SOMMARIO DELLE SINGOLE DISPENSE Vv

DISPENSA 11?-123.

I disegni della R. Galleria degli Uffizi. (OpoarDpo.H. GigLioLI). Con 27 facsimili . Pag. 313 Corriere delle Biblioteche. (CARLO FRATI)... 0.0.0. 8000 III Nolzil & é.& 4 © eb aa e È I a

Il nuovo Papa: Pio XI. — Il codice Bini del ‘ De vulgari eloquentia ’ di Dante. — Un pittore e minia- tore senese a S. Gimignano. — Miniatori Mantovani e Veronesi dei sec, XIV-XYI. — ]l carteggio del card. Alessandro Farnese. — Scipione Maffei, Bernardo di Montfaucon e l’Ordine Costantiniano, — Un papa bibliofilo: Benedetto XIV. — Nuove accessioni della Biblioteca Nazionale di Parigi. — Ladri di libri. — Bibliografia di Atlanti geografici. — Bibliografia Shakespeariana. — La biblioteca dei fratelli Goncourt, — Opere postume di Spiridione Lambros. — Bio-bibliografia di Piero Rarbèra. — Bio-bibliografia di Elia Millosevich. — Corriere d’ Inghilterra. 3 i

Necrologio:.. @ + è a e de è lee de A A È 373 Recenti pubblicazioni . /.0. ./ LL.

BRABPZIBBIBRIZIBAR ARI ARABA

INDICE DEGLI ARTICOLI

ALIPRANDI, Giuseppe. Saggio di una Bi- bliografia Stenografica italiana. /ag.

BERTONI, Giulio. L'ascesa al cielo di Ales- sandro Magno. . . . .. . +

BorrFito, Giuseppe. La leggenda aviatoria di Alessandro Magno nella letteratura

187

32

. e nell’arte . . . . . 6.0. +00. 22 — Le figurazioni nell’arte della leggenda aviatoria di Alessandro Magno. . 268 BoiNET, A. Courrier de France. . 40, 215 C. F. Recensione di : A. BERTARELLI, In- ventario d. Raccolta formata da A. Ber- farelli. lio g so 4a è 6 168 — Recensione di: A. LumBroso, Biblio- grafia ragionata d. Guerra delle Na- ZIONE ww di de e € 39 — Necrologio : Giuseppe Biadego . 64 — -+— Léon Dorez. . . . .. .. 373 — Errata. . 376

Vedi anche; FRATI, Carlo. E. R. Recensione di: 7agebduck des Herrn v. CANTELOU ber die Reise des Cav. BERNINI 7% ZYankreich. Deutsche Bearbeitung von Hans RosE FRATI, Carlo, La più antica carta del- I’ isola di S. Domingo (1516) e Pietro Martire d’Anghiera . i

34

I

FRATI, Carlo. Corriere delle Biblioteche

Pag. 126, 206, 272, 35I

— Recensione di : CH. Upson CLARK, Co/- lectanea Hispanica. Vedi anche.: C. F. GiGLIOLI, Odoardo H. I disegni della R. Galleria degli Uffizi . . . . Husunc, Max. Corriere della Germania . MONTI, Gennaro Maria. Bibliografia della Laudas 2 dé È é e Re & OLSCHKI, Giulio Cesare. Un codice Savo- naroliano sconosciuto hot OLSCHKI, Leo S. Livres inconnus des bi. bliographes. . . . .... . OLSCHKI, Leonardo. Questionario degli eruditi. è LL £.w darla 4 ORETI, Fanfulla. Le edizioni e gli editori del ‘ Dittamondo ?. 105, 165, RonDEIL, Auguste. Commémoration de ° Molière, Racine, Corneille, Shake- speare & Cervantès à la Comédie Frangaise. Expositions bibliographi- ques et iconographiques en 1916, 1917 et 1919 . ..°0. 0. -+ & ld. SORBELLI, Albano. Carlo Sigonio e la So- cietà tipografica bolognese — Corriere delle Biblioteche . . X. Y. Vendita Thompson .

36

. 313

283

260

+ 153

. 283

13I

249

-._———_— r_ 6 -———r_-.r-.-

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INDICE DELLE

‘ Bassorilievo di Venezia (sec. XII-XIII) raffigurante il volo di Alessandro Ma- PROC 0 2 e Le e ROD:

Capitello della Cattedrale di Friburgo raf- figurante il volo di Alessandro Magno

Carta miniata dell’isola di s. Domingo (1516). È

Codice Savonaroliano, scritto da Bartolo- meo Del Vantaggio (1499)

Disegni di fra Bartolomeo nella Galleria degli Uffizi. . ..... È

— di Lorenzo Bernini id. id. .

— di Boccaccio Boccaccino id. id. .

— di Jacques Callot id. id. . .

| — di Lodovico Cardi detto il Cigoli id. id.

— di Jacopo Chimenti id. id.

— di Piero di Cosimo id. id. . .

—: di Stefano Della Bella id. id,

— di Dosso Dossi id. id. . ,

— di Francesco Furini id. id. . .

— di Claude Gelée detto Lorrain id. id.

— di Domenico Ghirlandaio id. id.

—. di Giulio Romano id. id: . . .

— del Guercino id. id. ;

—- di Filippino Lippi id. id.

— di Andrea Mantegna id. id.

— del Pollajuolo id. id. . .

— di Raffaello id. id. n

— di Francesco Salviati id. id.

27

II

ILLUSTRAZIONI

Disegni di A. del Sarto id. id. Pag. 331, 3320

— di Luca Signorelli id. id. . - 337 —- del Tintoretto id. id. . 322 — di Tiziano id. id. . . , . + 320 — di Andrea del Verrocchio id id. . 314 —- di Leonardo da Vinci id. id. . 339, 341 Frammento di un « Donatus pro puerulis »

attribuito al Planck o a Schweinheim

e Pannartz . . . ... . P. e 733 Frontispizi di edizioni di Corneille, Molière

e Racine . 69, 75 — di edizioni di Shakespeare e di Cer-

Vantes: seo Go ale e ® e dm e 73 ‘ Historia de preliis’ (1499). Facsimile di

una pagina... .0.0 0... + 23

Legatura di PIETRO MARTIRE D’ANGHIERA, « De orbe novo Decades » (1516). . 13

— di un codice Savonaroliano del 1499 . 161

Miniatura di un codice di Lipsia raffigu- rante il volo di Alessandro Magno . 32

Pianta ii dell'isola di S. Do- mingo (ISII) . cdr # di ES

Ritratti di Corneille, Molière e a . 67 Scene dell’ « Andromeda » di CORNEILLE (Paris 1651). . . +... +. +. 91, 93 ‘ Vite de’ SS. Padri’ (Milano, Ant. Za- roto, 1487), colophon . 283 Xilografia di Hans Schàaufelein anne

il volo di Alessandro Magno . 270

ABIBIARIBIARBIBIBBZBIAABIBARAE

INDICE DEI NOMI E DELLE COSE

Acque — Bibliografia idrologica ita- lana» de dee «è & È è di ZA0:241 Aeronautica ed Aviazione — Leggenda avia-

. toria di Alessandro Magno . 22, 32, 26$ Alcalà — Ediz. di P. Martire (1516). 4 Aldrovandi, Ulisse — Lettera al card. Far-

MEeseca. i: e ee Dee 3604 Alessandro Magno — Leggenda aviatoria. e e e e e le 5 32,200 Alighieri, Dante — facsimile del cod. Lan- Glanon: 4 la de Sa de le e i le 6232 — ‘il Dante’ a Firenze . . 234 — D. e Venezia . .. 236 — D. e Verona. 236 — Di e Vicenza. . ui +4 i + è e a 237 — D, in Olanda. > E i 238 — Mostre Dantesche di Bolveni, Modem Novara su cha. 1 272 — Mostra Dantesca nella Bibl. Palatina di Parma x $ 353 — Cod. Bini del De a eloquentia 361 — Disegni di S, Botticelli per la Divina Commedia , ; 301 America — Bibliografia . 3 305 — Carta dell’ isola di S. Domingo . I — P. Martire, De Orbe novo Decades (1516). ; ‘af « +. 4 Andreasi, Lodovico, di Mantova — £/e- giarum libri Il . . . . 150 Anghiera (Pietro Martire d’) — Vedi: Pie. tro Martire. Anversa — Centenario di Crist. Plantin . 304 Apocalisse miniata (1380) i. 138

Archivi ecclesiastici

. 306

Argiropulo, Giovanni — Trad. di Aristo-

tele, Ne celo et mundo . . . Pag. 150 Astronomia — Fogli volanti con xilografie

(secc AVI, < 4 «i &isi Atlanti geografici — Bibliografia. . 370 Avena, Antonio — Recens. . . . . . 236 Aviazione — Vedi: Aeronautica.

Awdeley, Edmondo, vesc. di Salisbury —

Salterio:.- Lo >. Li a 4 - + + 150 Avala (d’), fam. — Libro d’ Oi. gi cis A 137 Baer, Joseph, di Francoforte . . . . . 147 Balsamo, Augusto — Recens. . . . . 232 Barbèra, Piero — Bio-bibliografia 397% Bartolomeo (Fra) — Disegni . . . 321 Battisti, Cesare — Bibliografia +. 244 Beer Rudolf — Viaggio in Spagna. . 36 Belgio — Bibliografia. . . . «+». 143 Benedetto XIV — Sua bibliofilia +. .. . 366 Bernini, Lorenzo — viaggio in Francia 34

— Disegni... .0. 6. +... +. 343 Bersaucourt (de) A. — Recens. . . . 369 Bertalot, Lodovico. . . .. .. . +. 361 Bertarelli, Achille — Recens. . . . . 38 Bertoni, Giulio — Recens. . . . 53, 232 Bertrando, Luigi, domenicano. . . . . ISI Biadego, Giuseppe — Necrologia . . . 64 — Bibliografia . . è... +. . +. è. 243 Bibbia — Codici greci del V. Testamento. 49 Bibliografia Americana . . . . . +. 305 = Belpai & do GR Wo è. Sd - 143 — Bollettini bibliografici . . . . 143 — Friulana . .. . 144 — Guerra delle Nazioni . . . . +». 39 — Idrologica. . . .. +0... +. 241

INDICE DEI NOMI E DELLE COSE IX

.Bibliografia della Laude » Pag. 260 — Provenzale . . . ..°.0.0. + 24I — Stenografica. . . . so va da 187 Bibliografie personali — di Piero TA 372 — di Cesare Battisti |... .... 244

— di Giuseppe Biadego . ... . . . 243 — di Giulio Camus. . . . ... + 147 — di Alfred Cartier ‘ | — di Giulio Cesare Cordara. . . . . 145 — di Modestino Del Gaizo. . . . . 146 , —. di Angelo Camillo De 'Meis. . . . 146 —- di Gio. Jacopo Dionisi . . . . . 242 — di Léon Dorez — di Raffaello Fornaciari . . . . . 147 — di Renato Fucini . .’. . . . . 147 — di Arturo Graf . . o D'u,h — di Ph. E. B. Jourdain . . . . . 147 — di Spiridone Lambros . . . . . 60

— di Clément Marot . . . . . . . 303 — di Elia Millosevich . . . . . . 372 — di Ernesto Monaci. . . . . © +. 145

— di Pier Desiderio Pasolini . . . . 6I

— di Francesco Rabelais. 303 — di Pierre Ronsard . 303 — di Gugl. Shakespeare 370 — di Vittorio Turri. . . . .... 62 — di Prospero Viani . . . . . . . 242 — di Pietro Vigo. . . . sat: i OT Biblioteche pubbliche — Bevino: Fis sische Bbliothek . . . . . ... 289 — Bologna, Bibl. Comunale. 49, 127, 272 — Bologna, Bibl. Universitaria. ì e dle a a 449 272; 278, 305 — Brescia, Bibl. Civica . . . . . . 148

— Bruxelles, Bibl. Reale . . . 52, 143 — Budapest, Bibl. Corvina. . . . . 278 — Candia, Bibl. Bikélas. . . . . . 144 — Capodistria, convento di S. Anna . 49 — Cava dei Tirreni . . . ... . 37 — Cento, Bibl. Comunale . . . . . 129 — Cesena, Bibl. Malatestiana . . ‘49, 305 — Faenza, Bibl. Comunale . 279, 351 — Ferrara, Bibl. Comunale. . . 49, 280 i Firenze, Bibl. Laurenziana . . . . 49 — Firenze, Bibl. — Firenze, Bibl. «=. Fulda, we & e & ele cai e i 139 — Genova, Bibl. delle Missioni urbane. 49 — Ginevra, Bibl. pubblica . — Gorizia, Bibl. di Stato . Sud 130

Nazionale... . . - 49 Riccardiana . . . . 49

Biblioteche pubbl. — Grottaferrata Par. 49 — Lipsia, Bibl. Universitaria . . . . 32 — Lucca, Bibl. della Cattedrale . . . 37 — Lucca, Bibl. Governativa. . . . . 49 — Messina, Bibl.

Universitaria 49, 126

- Milano, Bibl. Ambrosiana . . . . 49

— Milano, Bibl. Trivulziana . . . 49 — Milano. Bibl. dell’Università jan 355: — Modena, Bibl. Estense — Molfetta, Bibl. del Seminario. . . 49

— Monaco, Bayer. Staatsbibliothek . . 290 — Montecassino ; - 37, 49 — Napoli, Bibl. Nazionale . . 49, 282

— Napoli, Bibl. — Padova, Bibl.

S. Giacomo . -. . . 282 Universitaria. . . . 49

— Palermo, Bibl. Nazionale . . . . 49 — Palermo, Museo Nazionale. . . . 49 — Parigi, Bibl. Nazionale . 367 — Parma, Bibl. Palatina . 49, 353 — Piacenza, Bibl. Comunale . . . . 232 — Reims, Bibl. d. Cattedrale . . . . 218

— Roma, Bibl. — Roma, Bibl. — Roma, Bibl.

Angelica . . . ... 49 S. Anselmo. . . . . 37 Casanatense. . .. . 49

— Roma, Bibl. Chigiana . . . 49, 28I — Roma, Bibl. Corsiniana . . .. . 37 | — Roma, Bibl. Rossiana . . . .,. 356 — Roma, Bibi. Vallicelliana. . . . . 49 — Roma, Bibl. Vaticana . 37; 49, 356

— Siviglia, Bibl. Colombina . . . . 50 — Torino, Bibl. Nazionale . . . . . 49 — Torino, Bibl. di S. M. . . . ... 49 — Udine, Bibl. del Seminario . . . . 49 — Venezia, Bibl. Marciana. . . . . 49 — Vercelli, Bibl. Capitolare... >: 337 — Verona, Bibl. Capitolare. - 37, 49. Biblioteche private — di Domenico Ca- DIANICa: sua 4 + a d è #380

— di G. Carducci 127, 206, 272

| — di Gio. Franc. De Rossi. . 356 — di R. Dezeimeris » 303 — dei fratelli Goncourt . . » 370 ‘ Biblioteca di Bibliografia italiana ’. 232, 299

Biblioteconomia — Trattato di V. Gard- thausen . . .. .. e aL Bini — Cod. del ‘ De vulgari “locidanai 361 Bissaiga, Giovanni, canonico dei SS. Celso e Giuliano (1679). . . . .*. 10 Blandford (March. di) — ‘ Horae Goren NS er e le e ee e ca 1198

49, 272.

x LA Bloc, Lodovico, legatore (1529) . . Pag. Boccaccino, Boccaccio — Disegni — Boccaccio, Giovanni — ‘ Des cas des no- bies hommes et femmes ’. ‘ Bologna — Biblioteca Universitaria. ee de -° 4, 49, 272, 278, — Bibl. Comunale . . . . 49, 127, — Bibi. Carducci. . . . . 127, 206, — Società tipografica Bolognese. — Mss. relativi alla sua storia . . 149,

— ‘ Horae ad usum ecclesiae Bononiensis ; — Mostra Dantesca . i . Bordeaux — Collezioni sil liografche a Bordes de Fortage (L. de) — Recens. Borghezio, Gino — Recens. ; Borgia, card. Stefano — Autografo. Borgogna (Corte di) — Miniatura Boselli, Antonio — Recens. . . Botticelli, Sandro — Disegni. . .

Bovio, famiglia bolognese — Genealogia.

Brabante — Genealogia dei Duchi. . Brescia — Biblioteca civica ; Brunswick (di) Guglielmina Amalia — Autografo . . .....0. 0. Bruxelles — Bibl. Reale. . . . . 52, Callot, Jacques — Disegni. Campagnola, Domenico — Disegni. Camus, Giulio — Bibliografia. . . .

Candia — Biblioteca Bikélas . Capodistria — Convento di S. Anna . Capranica, Domenico — Biblioteca.

Cardi, Lodovico, detto il Cigoli — Disegni. Carducci, Giosue — Biblioteca e Mano- scritti. . . . . . . . 127, 206,

Carlo V imp. — Dedica di P. Martire

| “d’Anghiera (1516)

— * Credo o protestacion ?. e

Carlo Felice, re di Sardegna — Autografo.

Carta geografica — Dell’ isola di S. Do- mingo (1516) e di

Cartier, Alfred — Bibliografia

Casa (Della), Giovanni — Lettere due al card. Farnese .

Castiglione (da) Sabba — Sua libreria.

Caterina de’ Medici, regina di Francia —

Autografo de ni Cava dei Tirreni — Codici in scrittura

visigotica. ie did Cavazzocca-Mazzanti, Vittorio — Recens.

Cento — Bibl. Comunale

BIBLIOFILIA .

149

. 318

Cerasòli, Francesco — Autografo . Pag. 151

Cervantes — Commemorazione ed esposi-

zione bibliografica 65 — Facsimili di edizioni . 73 Cesena — Bibl. Malatestiana . 41 Chantelou — ‘ Tagebuch ’. si, e Chigi — Biblioteca — Vedi: Biblioteche. Chimenti, Jacopo — Disegni . - — 324 Clark, Ch. Upson — Recens. . . . , 36 Cluny DD: di) — ‘ Bibliotheca Clunia-

censis’ . . “« & 5 & 55 Codidi miniati — Vedi : Miniatura. Comete — Nel sec. XV. . . +. 234 Complutensi (Edizioni) — Vedi. Alcalaà. Cordara, Giulio Cesare — Bibliografia. . 145 Crocifissione — Antiche figurazioni. . 300 Cuba — ‘ Littera mandata dalla insula

de Cuba * (1519). .- + 305 Dal Pozzo-Toscanelli, Paolo — Autografo. 234 Davidico, Lorenzo fe Avila del-

l'animo ’ 4 ; ù. EST Del Gaizo, SIRIA — Bibliografia . 0. 146. Della Bella, Stefano -- Disegni. - 327 Del Sarto, Andrea — Disegni . . 331, 33? Del Vantaggio, Bartolomeo -— cod. Savo-

naroliano (1499) . . 153 De Meis, Angelo Camillo — Bibliografia. 146 De Rossi, Gio. Francesco — Biblioteca . 356 De Rossi, Gio. Gherardo . . 356 Dezeimeris, Reinhold — Biblioteca. + 303 Dionisi, Gio. Jacopo — Bibliografia . 242 Disegni — Del British Museum, 52 — del Louvre : dn a rd e e 2 — degli Ufhzi di Firerize dla 4 #33: 313 — Esposizione di disegni del sec. XVI

a Fontainebleau 216 — di fra Bartolomeo . 321 — di Jacopo Bellini . 52 — di Lorenzo Bernini. - 343 — di Boccaccio Boccaccino . 318 — di Sandro Botticelli . 301 — di Jacques Callot i . 326 — di Domenico Campagnola . . ISI — di Lodovico Cardi, detto il Cigoli . 323 — di Jacopo Chimenti. . 324 — di Piero di Cosimo. . 328 — di Stefano Della Bella . 327 — di Andrea Del Sarto. . . . 33I, 332 — di Dosso Dossi - 317 — di Fragonard. . I5I

INDICE DEI NOMI E DELLE COSE XI

Disegni di Francesco Furini . Pag. 325 — di Claude Gelée, detto Lorrain . 322 — di Domenico Ghirlandaio . . 333 — di Giulio Romano. e «è 335 — del Guercino. I51, 330 — di Filippino Lippi” . 329 — di Andrea Mantegna . . 316 — del Parmigianino . . . . . . . ISI — di Pietro Perugino. . . . . . . ISI — del Pollajuolo . 315 — di Raffaello . . 319 — di Girolamo Romanino . . . . . ISI — di Francesco Salviati . 334 — di Luca Signorelli. 337 — di Domenico Tiepolo... . . . ., ISI — del Tintoretto . . . . ... . 322 — di Tiziano. SEE 320 — di Andrea del Verrocchio . 314 — di Leonardo da Vinci. 339, 341 Dorez, Léon — Recens. . . . . . . 236 — Necrologia A 373 Dossi, Dosso — Disegni . . . . . . 317 Drei, Giovanni — Recens. : 354 Du Cange, Carlo — Supplemento italiano

al ‘ Glossarium”. . .. .. .. 55 Durrieu, Paul — Recens. . . ... . SI Eckhardt, Alexandre — Recens. Ce 303 ‘ École des Chartes’ — Centenario . . 56

Esportazione di opere d’arte — In Francia. 229

Este (d’) Ercole I — Sonetti due a lui diretti . . 53.

Este (d') Isabella — . Elegie di Lod. An- dreasi a lei dedicate . . . . . . 150

Faenza — Bibl. Comunale . + 279, 351 Farnese, card. Alessandro — Carteggio . 363 Fedro — Cod. Perottino . . . . . . 233

Ferrara — Bibl, Comunale. . . . 49, 280 Ferrazzi, Jacopo — Autografo . . . . ISI Ferro, Giovanni — Diploma di dottorato (Padova 1614). . . . . . +. +. 148 Firenze — Bibl, Laurenziana. . . . . 49 — Bibl. Nazionale. . . ...... 49 — Bibl. Riccardiana . . . : +. 49 5 Disegni della Galleria degli Ufizi. ‘233, 313 — ‘il Dante’ a Firenze . . . . . . 234

Fock, Gustav, di Lipsia. ae Fogli volanti del sec. XVI. . . . . . 131 Folengo, Teofilo — Plagi del Ronsard Fontainebleau — Esposizione di disegni del sec. XVI. . . . .

CI ti

Fonzio, Bartolomeo — Volgarizzamento

della ‘ Calunnia” di Luciano ae. 53».

Fornaciari, Raffaello — Bibliografia . . 147 Forti, Achille — Recens. . . . . . . 362 Fragonard — Disegni . . . . . . . ISI Francia — ‘ Courrier de France ’ 40, 215 Frati, Carlo — ‘ Biblioteca di Bibliografia italiana’. . . . +. + 232, 299 Friburgo — Capitello soatà della Cat- tedrale ue . & è È dè # è 88 Friuli — Bibliografia. . . . . . . . 144 Frutta — ‘ Opusculum de Fructibus ve- scendis .’ , 53. Fucini, Reraio — Bibliografia. i ra 197

Fulda — Cod. dell’ ‘ Apologeticum ’ di Tertulliano: > > e «i e è 4139

Furini, Francesco — Disegni - 325 Furti di libri. w . 368 Gardthausen, Victor — Recens. . . . 142 Gatari, Bartolomeo — Cod. autografo. 50-51 — Autoritratto . . . ... . 50

Gelée, Claude, detto Lorrain — ‘Dica 322 Genova — Bibl. delle Missioni urbane . 49 Geografia — Carta dell’isola di S. Do- mingo (1516) . . . .. +. I — Cimelî geografici della collez. Olschki. 57 — Bibliografia di Atlanti . . . . 370 Germania — Fortuna del Montaigne . . 240

.—— ‘ Corriere di Germania”. . . . . . 283

— Biblioteche . . ....... . 288 Ghirlandaio, Domenico — Disegni. .

Giacomo (S.) della Marca — Suoi codici. Ginevra — Cod. delle ‘ Naturales Quae-

stiones’ di Seneca. . . . . 300 Girolla, Pia — Recens. . . . . . . 362 Giulio II — ‘ Orationes oboedientiae ’' a

lui indirizzate. . 353 Giulio Romano — Disegni. . . . . . 336

Giuseppe (S.) — Inno di S. Pellico . . 141 Giuseppe I imp. d’Austria — Autografo. 150

Goethe, Volfango — Criticato . . . . 142 Goloubew, Victor — Recens. . . . . 52 Goncourt, Edouard e Jules — Biblioteca. 370 Gorizia — Bibl. di Stato . . . . . . 130 Gozzi, Gaspare — Autografo . . . . . 1S1 Graf, Arturo — Bibliografia 309 Graziano — Cod. del ‘ Decretum ’ con mi- niature francesi . . . > di i 197

| Grottaferrata — Codd. greci del V. Te.

stamento . . ...°.... 0. 49

XII LA BIBLIOFILIA

Gualandi-Gamberini, Enea — Recens. Pag. 366 Guda, miniatrice (sec. XII) . . . . . 147 Guercino — Disegni. . . . . . 1ISI, 330 Guerra delle Nazioni — Bibliografia . . 39 Haarlem — Libro d’Ore in dialetto di H. 1 Harrisse, Henry — ‘ Bibliotheca Americana vetustissima ” . . . . . +... +. 305 Hautecoeur, Louis — Recens. . . . . 30I ‘ Historia de preliis ’ 22, 23, 32 Hugo, Victor — ‘ Maison V. Hugo”. . 216 Idrologia — Bibliografia. . . . . . . 241 Incunabuli — Della Bibl. Comunale di Faenza . . . sd i © 4352 — Della Bibl. Rossana. ud i le 358 — Sconosciuti ai bibliografi . . . . . 283 — In vendita . . .... +. . 147; ISI — Xilografici tedeschi . . . . . . . 143 — ‘ Historia de preliis’ (1499) . . . . 23 — ‘ Donatus pro puerulis ’ (del Planck o di Schweinheim e Pannartz). . . . 33 MES — manoscritti scientifici. . . 58 ‘ Corriere d’ Inghilterra”. . è. 3372 io Philip E. B. — bibliografia . . 147 Lambros, Spiridione — Bio-bibliografia . 60 — Opere postume. . * . . 0.0. + 371 ‘ Lancelot du Lac’ — Cod. Thompson . 133 Laudi — Bibliografia. . . . . . . . 260 La Vallette (de) Jean — Lettera al card. Farnese. . . .. . 0 » + 364

Legatori — ‘ Johannes Marcus de Vin- centia’ . . . . eee e 48

— Lodovico Bloc ol °°...» 149

Legature — di P. Martire d’Anghiera,

‘Oceane Decades ’ (1516), facsimile. 13 — del sec. XV ex. (1499), facsimile . . 161 Leidinger, Georg — Recens. . . . 302 Leonardo da Udine — Sermoni (1478) . 135 Leone X — Dedica della ‘ Legatio Baby-

lonica’ di P. Martire . . .... 8 — * Orationes oboedientiae’ a lui indi- | TIZZAlO: ,i a wa & de Va i 883 Liberale da Verona . . . . .. . +. 363 Libri (dai) Girolamo . . . . . . . . 363 Libri d’ Ore — Vedi: Ore (Libri d'’). Libro — ‘ Deutsches Museum f. Buch u.

SEhaft . ue ee 0 e E 89 Lippi, Filippino — Disegni . . . . 329 Lipsia — Cod. della Bibl. Uiiiversibria . 32 — ‘ Deutsches Museum f. Buch u. Schrift’. 59 Londra — Disegni del British Museum . 52

Lucca — Bibl. della Cattedrale . . Pag. 37 — Bibl. Governativa. . . .. . +. . 49 Luciano — volgarizzamento dellà ‘ Ca- lunnia’ . . : peace 53 Luigi XV re di Francia — Rica . ISI Lumbroso, Alberto — Recens. «ale. er <a Ue 39 Luzzietti, Pio, libraio. . . . . . . . ISI Maffei, Scipione — e lVOrdine Costanti-

DIANO: e- e 4ede @ i del IO Maggiora, Arnaldo — Recens. . . . . 140 Malpighi, Marcello — Carteggio con B.

Ramazzini . .0.0 +0... ++ + 140 Mancini, Girolamo — Recens. . . . . 239 Manoscritti — In scrittura visigotica . . 36 — Greci del V. Testamento . . . . . 49

— Scientifici in Inghilterra. . . . . . 58 — Collez. Thompson. . . . . . +. +. 132 — Cod. dei ‘ Trionfi’” del Petrarca. . . 50 — Cod. Fuldense dell’ ‘ Apologeticum ’

di Tertulliano. .. . . . . . +. + 139 — Cod. Landiano della Divina Commedia. 232 — Cod. Perottino di Fedro . . . . 233 — Ms. autogr. di P. Dal Pozzo- Toscanelli 234 — Cod. Ginevrino di Seneca. . . . . 300 Mantegna, Andrea — Disegni . . . . 316

Mantova — Miniatori. . . . . . . . 362 Marretti, Lelio, di Siena . . . . ISI Martinozzi, Benedetto — ‘ Amori di Ti.

bullo e Glicera ’ (sec. XV) . . . . 150 Massa, Battista, di Argenta — Suoi mss. 53

Matteucci, Carlo — Autografo . . . . ISI Medin, Antonio — Recens. . . . . . 50 Mercati, Giovanni — Recens. . . . . 240

Messina — Bibl. Universitaria . . 49, 126 Milano — Bibl. Ambrosiana . . . . . 49 — Bibl. Braidense . . . . +... . 49 — Bibl. Trivulziana . . LL... 49

— Università cattolica . . . o + 355 Millosevich, Elia — Bio- bibliografia > dB Miniature — Fiamminghe. . . +. , 51, 52

— Codd. miniati della Bibl. di Bruxelles. 52 — Cod. miniato della Bibl. di Lipsia. . 32 — Codd. miniati di Monaco . . . . . 302 — Codd. miniati della Bibl. Rossiana. . 357 — ‘ Guda miniatrix ’ (sec. XII). . . . 147 — Miniatori a S. Gimignano . . . . . 361 — Miniatori a Mantova e Verona . . . 362 Modena — Bibl. Estense . . . . 49, 272 — Mostra Dantesca . . . le se ai272 Molfetta — Bibl. del Seniinsnia.. e. è. 49

INDICE DEI NOMI E DELLE COSE

Molière — Commemorazione ed esposi- zione bibliografica . . . . . ag. 65 — Ritratto + a Ù 67 Monaci, Ernesto — Bibliografia i 145 Monaco (Bav.) — Staatsbibliothek . . 302 Montaigne, Michele — Sua fortuna in Ger- mania. ; so «a 240 — Collezioni bibliografiche di Bordeaii . 304 Montecassino — Codici in scrittura visi- gotica. . . soa 37 — Codici greci del Vv. lenmentò. 49 Montfaucon (di) Bernardo — Sue relazioni con S. Maffei. * 364 Morpurgo, Salomone — Recens. 234 Muratori, Lod. Antonio — Autografo. I51I Musica — Concerto storico-musicale 308 Napoli — Bibl. Nazionale . 49, 282 — Bibl. S. Giacomo . ti # ce. 55282 Nebrissense (Elio Antonio) — Pref. a P. Martire (1516). #0 7 Noceto (Girolamo da) — ‘ Liber cantus firmi o È hd 46; + 148 Novara — Mostra Dantesca . . . . . 272 Olanda — Dante in Olanda 238 Olschki, Leo S. — ‘ Historia de preliis ’ (1499) della sua collezione 23 — ‘ Donatus pro puerulis ', id. . 33 — Cimelii geografici, id. i di87 — Miscellanea onoraria. . . . 95, 138 Oltremare, Paul — Recens. + +. 300 Omont, Henri — Recens, . 364, 367 ‘ Orationes oboedientiae ’ del sec. XVI in. 353 Ore (Libri d’) — netia collez. Thompson. 135 — con miniature francesi, fiammin- ghe, ecc. 148, 150 — della famiglia d’ Avala . 137 — di Giovanna di Borgogna, regina di Francia (1336). . 148 — della ch. di Tournai. . . ; 149 Orléans (Duca d'’), Fois: reggente — Ci tografo . . . .°. è e 4 151 Orsini, Fulvio — Lettere 5 al cardi Far- nese . Aa” è °. + 364 Padova — Bibl. Universitaria. 49 Paleografia — Visigotica 36 — Latina. Sede e : 55 Palermo — Bibl. Nazionale . . 49 — Museo Nazionale . d il e a 49 Paolo Diacono — Mss. della ‘ Historia Romana ’ 59

Parigi — Disegni del Louvre. . Pag. 52 — Bibl. Nazionale. . . . 367 Parma — Bibl. Palatina. . . 49, 353 — Ordine Costantiniano . . 364 Parmigianino — Disegni . i . ISI Pasolini, Pier Desiderio — Bibliografia 61 Patrizio, Francesco — Lettera 364 Pellico, Silvio — Inno inedito 1I4I — Autografo. ; ? 151 Perotti, Niccolò — Cod. di Fedro i 233 Petrarca, Francesco — Cod. dei ‘ Trionfi’. 50 — Cod. della ‘Pietosa Fonte’ in sua morte. . . . iu = 50 Phillips (Phillip Lee) _ Resi 370 Piacenza — Facsimile del cod. Landiano. 232 Pianta di Roma (1593) . ; 139 Pico, Alessandro II, della Mirandola — Autografo . . . . . ISI Pietro Martire d’Anghiera — ‘Oceane. Decades’ (1516) . . I Pietro Perugino — Disegni a I5I PIO AI: cao ue we dd e, # Le la 3600 Plantin, Cristoforo — Centenario 304 Pollajuolo — Disegni . . . . 315 Portolani, atlanti, mss. . . ... +. + 149 Prestito dei codici — Presso gli Estensi. 53 Provenzale (Letteratura) — Bibliografia. 241 Rachel (Elisa Félix, detta) — Centenario. 89 Racine — Commemorazione ed esposi- zione bibliografica . . . 65 — Ritratto ,. i 67 Raffaello — Disegni . 319 Raggi, Oreste — autografo. 151 Rahifs, A. — Recens. 49 Rajna, Pio — Recens. è & 361 Ramazzini, Bernardino — Carteggio con M. Malpighi . . . . ‘ 140 Ravaglia, Giuseppe — Recens. . . . . 241 Reims — Biblioteca . «4 218 Renan, Ernesto — Mss. e Biblioteca . 367 Risorgimento italiano — Raccolta Ber- tarelli. . . . . sr le 38 Roma — Bibl. Angelica i 49 — Bibl. di S. Anselmo kyd — Bibl. Casanatense. se 49 — Bibl. Chigiana 49, 281 — Bibl. Corsiniana 37 — Bibl. Rossiana 356 — Bibl. Vallicelliana. 49 - Bibl. Vaticana . . . . . 37, 49, 356

XIII

XIV i LA BIBLIOFILIA

Roma — Pianta di Antonio Tempesta (1593) >; &. «.& «& & € è ®Pap:.139 Romanino, Girolamo — Disegni. ISI Ronsard, Pietro — plagiario di T. Fo- lenzo? n Lui o 302 Rose, Hans — Recens. . Da 34 Ruffini, Giovanni — Autografo . . 151 Rumor, Sebastiano — Recens. . . 237 Salandra, Antonio — Recens. 39 Salviati, Francesco — Disegni 334 San Domingo (isola) — Carta miniata del'ISIO,. += $ & ad wa e I San Gimignano — Pitture e miniature del sec. XIV. . . .... . 361 Savoia (Casa di) — Inno di S. Pellico . I4I Savoia (di) Eugenio — Autografo . . ISIÌ Savonarola, Girolamo — Cod. savonaro- liano sconosciuto (1499) '£53 Scene dell’ ‘ Andromeda ’ di Corneille, 91, 93 Schencken, fim. della Turingia . . 148 Schiaparelli, Luigi — Recens. 55 Schuùck, Henrik — Recens. . 140 Secolo XVI — Edizioni della Bibl. o nale di Faenza (1501-1550) . . 3S5I Seneca L. A. — Cod. delle ‘ Naturales Quaestiones ”® . .0. 0.0... 300 Serego-Alighieri, Pieralvise — Recens. 236 Serra, Renato —- Onoranze ; 305 Shakespeare, G. — Commemorazione ed esposizione bibliografica 65 — facsimili di edizioni . 73 — Bibliografia... .0.0..0 370 Signorelli, Luca — Disegni ; 337 Sigonio, Carlo — e la Società tipografica Bolognese ; . 95 Singer, Charles e Diorathca Waley Singer — Recens. dr e a le e 0 Sisto V — Autografo .‘. . . . 15J Sodini, Angelo — Recens. 242 Spagna — Ediz. di Alcalà (1516) 4 — ‘ Collectanea Hispanica ’ di Ch. Upson Clark. 36 — Codd. in scrittura visigotica . 36 — Viaggio di R. Beer . 36 Stenografia — Bibliografia . . 187 Supino, Igino Benvenuto — Recens. . 302 Tempesta, Antonio — Pianta di Roma | (1593). . . A » 139 Tertulliano — Cod. Fuldense dell : Tra logeticum ’. . 139

Thompson, collezione — Vendita . ae. Tibullo — ‘Amori di T. e Glicera” di

B. Martinozzi . Tiepolo, Domenico — Disegni Tintoretto — Disegni dh de N Tipografia — Società tipografica Bologisse: Tiziano — Disegni . . . . . . Tommasini, Giacomo — Autografo Torino — Bibl. Nazionale. . . . . . — Bibl. di S. M. . . .... + — Concerto storico-musicale , .

Torri, Luigi. . $i Tortelli, Giovanni — Bibliotecario di Nic- colò V - 5 a Tours — Centenario di Crist. Plantin.

Turri, Vittorio — Bibliografia.

Uberti (degli) Fazio — Edizioni e editori

. del ‘ Dittamondo ’ 105, 165, 249 Udine — Bibl. del Seminario . 49 Van Oest, G., editore . , 52 Vélins — della biblioteca Rossiana 358 Vendite pubbliche — in Francia. . . 40 — in Germania. . .7. . 147 — in Italia. . ISI — in Svizzera . Wu lg 149 — comte A. de K. . . .. 47 — Henri Cherrier . 41 — Ch. Delafosse 42 — Léon Descloux . 45 = "Ga A RI > 40 -- Hoche . . .., > od 48 — H. Yates Thompsdn é sla 132 Venezia — Bassorilievo raffigurante il volo

di Alessandro Magno . 27 — Biblioteca Marciana . 49 — Dante e V.. 3 236 Verona — Bibl. Capitolare. 49 — Dante e V.. . ... . 236 —. Miniatori. Li de e 362 Verrocchio (del) Andrea — DIFCEnI 314 Viani, Clelia — Recens. . . . . 243 Viani, Prospero — Bibliografia . 242 Vicenza — ‘ Johannes Marcus de Vincen-

tia’, legatore. . . . . . . . ». 148 — Cod. del convento di S. Domenico . . 148 — Dante e V. è 00. . + 237 Vigo, Pietro — Bio. bibliografia ; 61 Vinci (da) Leonardo — Disegni. . 339, 34I ‘ Viridarium consolationis ’ (Parma, 1463). 148

Volpi, Gaetano .

132

er

INDICE DEI NOMI E DELLE COSE xv

Waltzing, }. P. — Recens. . . . Pag. 391. | ‘ Oceane Decades ’ di P. Martire

Xilografie — Pianta dell’ isola di S. Do- È (SIT): a» è e uh «Le Wap..14 mingo (ISII). . . . .. . . +. 15 | Zama, Piero — Recens. . . . . . . 352

‘— Incunabuli tedeschi . . . . . . .143 | Zenone da Pistoia — Cod. della ‘ Pietosa

— Incunabuli xilografici. . . . . . . 149 FORME” »: è die, 1 150

Ximenez, Francesco, card. — Dedica delle Zuccaro, Federico — Lettera . . . . 364

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Anno XXIII ArriLe-MacgIO 1921 Dispensa 1*-2*

La Bibliofilia RIVISTA DI STORIA DEFL LIBRO E DELLE ARTI GRAFICHE

DI BIBLIOGRAFIA ED ERUDIZIONE DIRETTA DA LEO S. OLSCHKI

rrrrrrrrrrro

La più antica carta dell’isola di S. Domingo

(1516) e Pietro Martire d' Anghiera

NA delle fonti più autorevoli e più importanti per la storia della scoperta del nuovo continente sono (come è noto) gli scritti la- sciatici da Pietro Martire d’Anghiera: uno studioso nostro, d nativo del novarese (1457), che trasferitosi in Spagna all’età di trent'anni, vi trascorse tutto il resto della vita, coprendovi deli- cati uffici in Corte, e raggiungendovi gradi cospicui. Poco dopo aver messo piede nella penisola iberica, Pietro Martire impugnò valorosamente le armi per liberare la sua patria adottiva dalla dominazione mo- resca, e prese parte al famoso assedio di Granata. Poi, gettate le armi, vesti la tonaca sacerdotale, e fu, prima canonico, poi priore e decano del Capitolo di Granata. Per il pregio in cui era tenuto dalla famiglia reale, che lo volle sempre seco ovunque essa si stabilisse, anche temporaneamente — a Saragozza, a Barcel- lona, a Madrid, ad Alcalà, — egli divenne precettore dei nobili della Corte mede- sima e degli stessi figli di Ferdinando e Isabella, ed ebbe, in momenti difficili, un incarico delicato : di una ambasceria al Soldano d’Egitto, Cansu Guri o Al- guri, di cui dà ampia ed esatta relazione in quella ZLegatfio Babylonica, che sì trova stampata anche nel libro di cui intendiamo qui occuparci, e che è una delle più antiche e curiose fonti di informazione sullo stato dell’ Egitto al cadere del secolo XV ed agli inizi del XVI (1). Fu Protonotario apostolico ed in rapporti di

(1) Nel II libro della Zegatio Babylonica, Pietro Martire ha avuto cura di trascrivere le antiche iscrizioni da lui trovate nell’ Istria e nella Dalmazia, e ne reca una trentina di Pola e tre di Zara. Il MoMMSEN afferma senz’altro che egli non avrebbe fatto che attingere alla silloge . di Marin Sanudo : « Petrus Martyr in Zegationis Babylonicae libro II [per /a quale egli af- ferma di essersi valso della nostra edizione di Aicalà r516).... narrat sibi, cum ventis detineretur Polae, visum esse, ‘ex epitaphiis aliqua colligere, quorum pleraque vetustate collapsa, alia

La Bibliofilia, anno XXIII, dispensa 19-2* A LÌ

2 C. FRATI :

O

grande amicizia col cardinal di Tortosa, il futuro papa Adriano VI, che scriven- dogli si firmava: « Vester amicus, ut ante », e che lo avrebbe voluto accanto a

sé in Roma, se non fosse stato prevenuto dalla morte; — fu cappellano della regina Isabella, e compi delicati uffici presso l’infelice regina Giovanna, la madre di Carlo V, che egli ricorda più volte nelle sue lettere; — più tardi, cronista

di S. M. l’Imperatore e membro del Consiglio delle Indie, di cui fu « la mente più illuminata » e « la voce più autorevole per la sua grande e speciale dot- trina » (1); e quando mori, nell'ottobre 1526, venne onorato di sepoltura e di una lusinghiera epigrafe latina nel duomo di Granata. | Questo italiano, questo esule volontario, vissuto in Spagna in un’epoca in cui in questo paese si svolsero avvenimenti politici e civili di importanza mon- diale, comprese con raro intuito i tempi e gli uomini, e di questi fu giudice sempre imparziale, spesso audace. Prestò l’opera propria in ardui negoziati po- litici, giovò del proprio consiglio illuminato e indipendente e della propria leale assistenza i principi ai quali era addetto; osservò con acume fatti storici, e per- sino fenomeni fisici e meteorologici accaduti a’ suoi tempi, e registrandoli mostrò di valutarne esattamente la portata; e tutto ciò fece in uno stile, che malgrado la forma latina non sempre elegante, ha spesso una spigliatezza notevole, ed una efficacia caratteristica e quasi pittoresca (2): fatto singolare e quasi unico, in un umanista allievo di umanisti. Guglielmo Prescott, lo storico americano di Ferdi- «nando e di Isabella, mostrò di fare assai conto delle testimonianze del nostro scrittore, se non esitò di affermare che il suo « voluminoso epistolario.... contiene _

fragmentata iam sunt; de manibus etiam Polensium *, inquit, ‘ quaedam extorsi, alia prae- termisi ’. At hae nugae sunt; nam hausit Martyr Polenses titulos ex sylloge Sanutiana ». (TH. MOMMSEN, in C. Z. Z., vol. V, parte Ia® (1872), ‘ Pola’, pag. 5, %. 6). Ma l’affermazione sembra un po’ troppo generica e sommaria, non potendosi, a priori, escludere che il caso sia inverso (cioè che sia stato il Sanuto ad attingere all’operetta di P. Martire); e anche contrad- detta da ciò che lo stesso Mommsen aflerma altrove per le epigrafi di Zara: « Petrus Martyr in Zegationis Babylonicae L. II (1502) tria posuit epigrammata Iadestina, quae videtur exce- pisse ex lapidibus». Cfr. C. Z. Z., vol, III, parte Ia (1873), p. 273, 2. XV). Ad ogni modo sembra che lo spoglio della Zegafio Labylonica fatto pel Corpus non sia stato (a causa della rarità delle edizioni di P. Martire, attestata dallo stesso Mommsen) troppo accurato, poiché, ad es., per l’ iscrizione di Zara, n°. 2904 (loc. cit., p. 375), P. Martire non è ricordato, mentre essa è la prima delle tre da lui riportate. Questo punto meriterebbe forse di essere ulterior- mente chiarito.

(1) Gius. PENNESI, Zielro Martire d’ Anghiera e le sue relazioni sulle scoperte Oceaniche ; in Raccolta di Documenti e studi, ed. Commissione Colombiana, Parte V, vol. 2.° (Roma 1894), pagg. 43-44.

(2) Del suo stile latino cosi giudica il Pennesi: « Educato alla scuola di Pomponio Leto e tutto pieno della cultura umanistica del suo tempo, egli aveva infatti pronto e spedito il maneggio della lingua latina, sebbene non contemplasse con l’animo alcun particolare tipo di scrittore antico. Le parole le accettava da chiunque gliele porgeva ; lo stile lo formava, a cosi dire, da sé. Anzi nell’uso stesso delle parole non sempre se ne sta attaccato alla latinità : spessissimo toglie i vocaboli dall’italiano, dallo spagnolo, e, nel più dei casi, com’essi risuo- nano sulle argute labbra del popolo.... Epperò la lettura del suo epistolario ‘riesce agile, viva, attraente, cosi che pochi scrittori, per questo rispetto, gli stanno innanzi ». PENNESI, 0/. cil.,

pag. 107.

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LA PIÙ ANTICA CARTA DELL'ISOLA DI S. DOMINGO, ECC. 3

i materiali più autentici del regno di Ferdinando e Isabella » (1), e costituisce « uno dei più insigni monumenti storici dei due regni di Ferdinando il Cattolico e di Carlo V » (2). Il dotto americanista Henri Harrisse afferma che « Pedro Martyr est le plus ancien des cpistolaires et des chroniqueurs qu’on puisse con- sulter avec . profit pour l’histoire du Nouveau Monde » (3). Anche Alessandro Humboldt gli attribuisce « uno spirito superiore nel discutere i fatti, e quella mobilità d'immaginazione, che era propria a un secolo avido d'istruzione e di gloria » (4). E finalmente Giuseppe Pennesi (che al d'Anghiera consacrò una suc- cosa monografia in occasione del centenario Colombiano), dopo averne messo in rilievo la ‘ sagacia’, la ‘ grande accortezza, congiunta alla singolare operosità della sua dottrina ’ (5), cosi riassume, a mo’ di conchiusione, il proprio giudizio: « Il suo nome ci è tanto più caro, perché va unito a quelli di Colombo, di Ve- spucci, di Caboto, di tutti gli Italiani che nel secolo delle grandi scoperte vol- lero portare il contributo della loro dottrina e della loro audace operosità presso altre nazioni, che seppero agitare la fiaccola del sapere e farsi guide e maestri d’imprese arditissime. Spetta all'Italia il vanto d’essere stata la culla di chi primo sondò i misteri dell'emisfero occidentale. È nostra gloria che fosse un Italiano il primo a narrare le gesta che raddoppiarono la grandezza del globo terraqueo » (6). Può perciò parere strano (come già parve strano al Humboldt) che scritti di tanta importanza, quali son quelli che Pietro Martire ci ha lasciati, non abbiano avuto più larga fortuna presso i suoi connazionali (7); se anche qui non sovvenisse la consueta spiegazione dell’incuria nostra (quasi inverosimile, ma purtroppo vera) per tutto ciò che è nostro, e non forestiero.

Ora le opere principali lasciateci da quest’ uomo singolare, che, vissuto in un periodo importantissimo (1487-1526), venne a trovarsi nella condizione più

———»b6

(1) PENNESI, 0. cif., pag. 27.

(2) PENNESI, 0). cif., pag. 45.

(3) H. HARRISSE, Christophe Colomb, son origine, sa vie, ses voyages, sa fanulle et ses descendants. Paris 1884 ; vol. I, pag. 87.

(4) PENNESI, 0. cil., pag, 27.

(5) PENNESI, 0). cil., pag. 21.

(6) PENNESI, 0). cil., pag. 109.

U)

(7) Se se ne tolga il buon saggio di G. PENNESI, già citato, e di cui molto ci siamo valsi, ed un articolo divulgativo di IGNAZIO Ciampi, /. Martire d’Anghiera ; in N. Antologia, vol. XXX (1875), pagg. 39-79 e 717-744, le monografie recenti più notevoli sul d’Anghiera Sono, quasi tutte, o francesi o tedesche: neppure una spagnuola! Cfr. J.-H Mariéjor, Un lettré italien è la cour d’Espagne (1488-1526): Pierre Maytyr d’'Anghera, sa vie et ses oeuvres. Paris 1887; pagg. XVI-239, in 8°; — HERMANN A. SCHUMACHER, /e/rus Martyr, der Geschi- chischreiber des Weltmeeres. Eine Studie. New-York 1879; pagg. IX-152, in 8°; — JOHANNES GERIGK, Das ‘Opus epistolarum’ des Petrus AMartyr; cin Beitrag zur Arilik der Quellen des ausgehenden 15. und beginnenden 16. Jahrhunderts. Inaugural-Dissertation. Koònigsberg 1881; Pagg. 74, in 8°; — IpEm, Das Leben des Petrus Martyr, vorziiglich nach seinem ‘Opus episto- larum.’ Posen 1891; pagg. 33, in 4°; — HEINR. HEIDENHEIMER, Zefrus Martyr Anglerius und Sein ‘Opus epistolarum’, ein Beitrag zur Quellenkunde des Zeitalters der. Renaissance und der Reformation. Berlin 1881; pagg. IV-216, in 8°. — Dell’Opus epistolarum e delle Oceane De- cades, neppure una ristampa moderna!

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favorevole per raccogliere le notizie che pervenivano in Ispagna delle nuove scoperte e per divulgarle presso i suoi corrispondenti e mecenati italiani — il card. Ascanio Sforza, il conte Giovanni Borromeo, Pomponio Leto, — sono le Oceane Decades o De Orbe novo Decades, e l’Opus Epistolarum (che comprende non meno di 813 lettere scritte dal 1488 al 1525). Quest’ ultimo fu stampato solo dopo la morte dell’autore, avvenuta nel 1526, e di esso si sono occupati più par- ticolarmente i critici stranieri poc'anzi ricordati; ma delle Oceane Decades (in tutto, otto), la prima — dedicata al card. Ascanio Sforza — fu (insieme ad altre opere latine in prosa e in versi dello stesso autore) pubblicata — senza però il con- senso di quest’ultimo — sino dal 1511; ed anzi una redazione italiana, da essa derivante, fu stampata e divulgata in Italia sino dal 1504; e insieme - alla se- conda ed alla terza (dedicate a papa Leone X) ristampata nel 1516. Le altre cinque Decadi poi (IV-VIII) non videro la luce che postume, nel 1530, insieme alle tre precedenti. |

Qui intendiamo occuparci soltanto dell’edizione del 1516, che è la prima fatta col consenso e coll’assistenza dell’autore (com’egli stesso dichiara), e a cui è premessa anche una prefazione latina di Elio Antonio Nebrissense, amico del- l’autore; e di un esemplare particolarmente prezioso di essa, che oggi conservasi nella Biblioteca Universitaria di Bologna.

* * *

L’ edizione complutense delle Oceane Decades è assai nota ai bibliografi, che la registrano, sebbene non senza qualche inesattezza (1). Rimettendoci per-

(1) Come, ad es., nel noto e giustamente apprezzato Manuel! du Libraire di ].- CH. BRUNET, 5° édit., vol. I (Paris 1860), col. 293; cosi spesso e volentieri (e quindi anche nel caso nostro) saccheggiato dal suo concorrente germanico, JEAN-GEORGE-THÉODORE GRAESSE, Trésor de livres rares et précieux, vol. I (Dresde 1859), pag. 129. Ecco le principali inesattezze del BRUNET: i

_ 1.0 Non è vero che vi sieno 2 ff. prelim., indipendenti da quelli segnati con registro a - 7, perché la 1* carta del libro è quella che contiene l’epigramma latino di ‘Joannes ruffus’ sopra ricordato : carta, che non ha in calce segno di registro (appunto perché tiene luogo di frontispizio), ma che è realmente la c. a 7. Questo errore del BRUNET è ripetuto dal GARCIA, che non vide l’edizione, come già si è avvertito a suo luogo. I 2 ff. prelim., che si hanno nel nostro esemplare, sono altra cosa, e spettano (come vedremo) ad altra edizione anteriore.

2.° Nell’ intitolazione dell’epigramma del « ruffus’ non si legge : « cosentu’ », come scrive il BRUNET, ma « Cofenti | n° » = ‘ Consentinus’ o ‘ Cosentinus ’ (di Cosenza). |

3.9 I versi latini, che si leggono entro l’ incorniciamento che fa da frontispizio, non sono propriamente « 15 vers» (come scrive il BRUNET), quasi fossero un solo componimento; ma bensi due diversi epigrammi latini: l’ uno, di tre distici, al Lettore ; l’altro di 8 esametri, in persona dell’Autore ; e anche computandosi complessivamente, i versi sono, non 15, ma solo 14 (648). — Trattandosi poi di una descrizione bibliografica, non poteva tacersi che il titolo che si legge in calce dei due epigrammi (De orbe nouo Decades) è in semigotico, piut- tosto grande; mentre gli epigrammi sono (come tutto il libro) in carattere romano comune.

4.° Le carte che costituiscono il volume sono, non «64» (come afterma il BRUNET), ma 66, cosi risultanti: a= 6 ft.; è= 8; c=8; d=98;e=8;f=8,p=8th=6% 4 = 6:

LA PIÙ ANTICA CARTA DELL'ISOLA DI S. DOMINGO, ECC. 5

tanto ad essi per la descrizione generale, vi aggiungeremo alcuni particolari — sia di forma, sia di contenuto — che non sono forniti dai bibliografi precedenti, rimandando per tutto il resto ai repertorii consueti, e in più partieolar modo, alla Bibliotheca Americana vetustissima del Harrisse (1), ed alla Zibliografia italiana di C. Colombo, che fa parte della Raccolta Colombiana (2); ‘che quanto all'opera, che dovrebbe essere fondamentale per noi, l’£nsayo de una Tipografia Complutense di Juan Catalina Garcia (premiata nei concorsi bibliografici banditi dalla Biblioteca Nazionale di Madrid), essa non ci è di alcun aiuto, perché — a cagione della grande rarità dell’edizione, che manca a questa ultima biblioteca ed alle altre biblioteche spagnuole, consultate dal Garcia pel proprio diligentissimo lavoro, — questi non pote averla sott'occhio, e si limitò quindi a registrarla sommaria- mente, riferendosi alle descrizioni del Brunet e di un catalogo inglese di anti- quariato (3).

Il recto della 1* carta contiene, entro un incorniciamento xilografico, due epigrammi latini, il primo dei quali, di tre distici, è preceduto dal titolo:

Joannes ruffus foroliuientis Archiepis C6fenti n’: legat’ apo. ad lectoré de orbe nouo,

e inc.: « Accipe non noti.... » — Il secondo, di 8 esametri, è in persona dell’au-

totale 66; né sono tutti quaderni (come parrebbe dalla descrizione del BRUNET: « signat. a—i iiij »); ma da da g sono quaderni, mentre a, % e î sono terni.

5.0 È inesatto che sull’ ultima c. dell’ultimo quaderno, o terno (i), vi sieno « des errata», perchè il verso dell’ ultima c. (nel cui recto trovasi il colophon: « Cura & diligentia.... ») è total- mente bianco. Un errata-corrige si ha bensi in principio del nostro CSEMIDISrO, ; ma esso ap- partiene (come dimostriamo più oltre) ad altra edizione.

6.° È del pari inesatto che dopo i fogli segn. a - î (« ensuite ») vi sia un foglio bianco, più altri 3 ff. contenenti i Vocabula barbara ; giacchè i Vocabula barbara occupano appunto le 3 carte corrispondenti di î i-iij, ossia dell’ultimo terno del volume. — Da ciò che abbiamo osservato per il Brunet, risulta che anche la descrizione del Harrisse non è perfettamente esatta: « Folio, title one leaf 4- sixty-two unnumbered leaves + one unnumbered leaf + one blank + three lea- ves for the Vocabula barbara ». [HARRISSE], Bibliotheca Americana vetustissima, vol. I, pag. 152.

(1) [H. HARRISSE], 2ibliotheca Americana vetustissima. A description of works relating to America published between the yeavs 1492 and 1551. New York, Geo. P. Philes, 1866; (vol. I], pagg. 151-153. [Il numero d’ordine 88, spettante al nostro paleotipo, è, per mera svista tipografica, ripetuto all’articolo seg., pag. 154].

(2) G. FUMAGALLI e P. AMAT di S. FiLippo, 2ibliografia degli scritti italiani, 0 stam- pati in Italia, sopra C. Colombo, la scoperta del Nuovo Mondo e i viaggi degli Italiani in America, Roma 1893, pag. 92, n.° 585.

(3) JUAN CATALINA GARcIA, £rusayo de una Tipografia Complutense.... Obra premiada por la Biblioteca Nacional en el concurso publico de 1887, è impresa à costa del Estado. Madriej, Manuel Tello, 1889; di pagg. XII-673, in 8°. La nostra edizione vi è registrata al n.° 25 (pag. 18), colla semplice riproduzione del c0/0ff0x, neppure completo, e manifesta- mente derivato dal BRUNET, che il GaRrcIA cita: « La mencionan BRUNET y el catalogo de Quaritch, num. 373 ». Di biblioteche spagnuole che la posseggano, neppure un cenno. Questa, e le altre opere bibliografiche spagnuole premiate, che fanno parte della stessa serie, trovansi tutte nella Biblioteca Nazionale di Torino, cui furono inviate in dono dalla Nazionale di Madrid, dopo l’incendio del 25-26 gennaio 1904.

6 C. FRATI

tore (« Autor »), e inc.: « Siste pedem lector.... » — sotto’ gli epigrammi, in car. gotico più grande, si legge:

"De orbe nono Decades

Il verso della 1* carta contiene una lettera, in data di Madrid, 30 settembre 1516, scritta colla consueta eloquente eleganza, a un Principe, che allora non era che il figlio sedicenne di Giovanna la Pazza, ma che. doveva più tardi « cingere la corona imperiale, ed essere rammemorato negli annali dell'umanità fra i più potenti monarchi della terra col nome di Carlo V » (1). In questa lettera l'autore narra come si inducesse a lasciare il paese natale ; come e da quali cortesi insistenze trattenuto, fermasse la propria dimora nelle Spagne, anche dopo la morte di Isabella avvenuta il 26 novembre 1504, e di Ferdinando, mancato solo da alcuni mesi (23 gennaio 1516); come e perché le sue relazioni sulle nuove scoperte differissero da quelle degli storici spagnuoli; qual parte avessero in ciò le esortazioni del card. Ascanio Sforza, del cardinal d'Aragona e di Leone X. Non facendosene parola in nessuna delle opere bibliografiche sopra indicate, la riproduciamo qui integralmente, sciogliendo le abbreviazioni, e modificandone leggermente l' interpunzione :

CLARISSIMO PRINCIPI CA ROLO REGI CATHOLICO.

Servavit divina Providentia, ex quo fabricare universum constituit, immensae va- stitatis occidentalis oceani agnitionem ad nostra usque tempora, in quibus tibi, potentis- sime Rex, maternorum avorum foelicibus auspiciis patefacta est. Eadem nescio quo ur- gente fato, ex natali patria Mediolano, mox ex urbe Roma, ubi fere decennium egeram, ad Hispaniam me videtur impulisse, ut haec ego miranda novaque particulatim collige- rem; quae forte alias in voraces fauces oblivionis demersa latuissent, historicis hispanis egregiis quippe viris de generalibus tantum harum rerum inventis curam habentibus. Non tamen soli mihi huius sumpti laboris gratiam vendicare intendo. Ascanio Vice- comiti cardinali vicecancellario prima debetur; qui me discedere iam volentem ex Urbe ut Granatensi bello interessem, dissuasit adventum primo; mox videns id mihi animo fixum sedere hortatus est; immo et rogans imperavit, ut quaecumque in Hispania emer- gerent ad eum conscriberem. In Hispaniam concessi expeditionis eius visendae studio, quae in hostes nostrae fidei sumpta esset, nilque mihi iuveni et rerum novarum cùpido praeberet Italia, unde ingenium pascerem ob eius principes discordes, bello interfui. Per epistolas diarias quae gerebantur a me Ascanius cardinalis habebat. Fortuna eius ex altrice mutata in novercam, ‘cessi a scribendo. Purgata stratis hostibus Hispania Mauro- que malo gramine extirpato, ne labentes annos ocio indecenti contererem, in Italiam re- gredi meditabar. Amborum Regis et Reginae Catholicorum vita functorum singu- laris erga me benignitas et simul ampla pollicita post reditum praecipue a legatione mea Babylonica me detinuerunt. Fixisse tamen pedem haudquaqnam poenitet: tum quia nul- libi terrarum hoc tempore aeque praeclaras res fieri videbam ; tum etiam quod ex chri- stianorum principum dissidiis ruere omnia in praeceps: depopulari agros in universa fere Italia et humano sanguine impinguari, atque urbes hostiliter diripi, virgines nupta- sque cum bonis patriis in praedam trahi. Miseros innocentes viros ac genitores intra pro-

(1) PENNESI, 0. cil., pag. 28.

LA PIÙ ANTICA CARTA DELL’ISOLA DI S. DOMINGO, ECC. 7

prios lares inermes etîam et gratuito crudeliter trucidari; querulis clamoribus non audie- bam modo, sed pene sentiebam. Neque enim aftinium et propinquorum meorum sanguis ab ea fera saevitia immunis evasit. Dum sic morarer, cardinalis Aragonius, Foederici (sic) Regis patrui sui nomine, sequentes primae decadis octo libellos epistolares, visis duobus Ascanianis, a me exegit. Vacuum omni cura demum de rebus oceaneis apostolici nuncii, viri celeberrimi, nostri Summi Pontificis Leonis decimi nomine (cuius foelici consilio et autoritate speramus aerumnosis tot calamitatibus Italiam aliquando finem im- posituram) me dormientem excitarunt. Ad suam Sanctitatem brevibus epistolaribus libellis compactas duas decades addidi primae, quae me inconsulto praelis fuit impressorum exposita ; uti per sequentem praefationem constabit. Nunc ad te venio, serenissime Rex, a quo parumper vagatus sum. Quod universam tibi avi materni subdiderit Hispaniam angulo excepto ; quod pulchram tibi cum feracibus nostri maris insulis Parthenopem re- liquerint, magnum quidem ; et ea nos per annales annotavimus. Sed pace maiorum dic- tum velim : quidquid ab initio mundi gestum scriptumque reperio, meo ‘iudicio parum est, sì pensitaverimus quas tibi, Rex potentissime, novas terras, quae nova maria, quam varias nationes et linguas, quales aurifodinas, quae margaritarum vivaria (proventibus aliis omissis) tibi pararunt. Quae, qualia, quantaque sint, tres nostrae decades hae patefa- cient. Veni ergo, veni, rex electe a superis ad nondum ab hominibus intellectum rerum aliquod culmen : veni et propera. Aequinoctialem tibi circulum latentem hactenus, et furentem atque ardore solis adustam antiquorum opinione zonam, paucis exceptis, tibi paratam habemus: populis refertissimam, amoenam, uberem, fortunatissimam. Auro can- dentibus margaritis coronatas mille insulas, et uno putato continenti tres Europas offe- remus. Veni novum orbem amplexurus, nec tui nos desiderio ulterius macerato. Hinc hinc, tenelle Rex clarissime, instrumenta, quibus totus tibi pareat orbis, comparabuntur. Valeat foeliciter tua Mafiestas|, cuius gustui si sapidas fore culturae nostrae sationes intellexerimus, uberiorem in dies illarum copiam plenis canistris offeremus. Qui sim, libel- lorum indices aperient. Ex Mantua Carpetana vulgo Madrid. pridie Kal. octo. 1516.

Il recto della 2° carta (segn. a. i) è occupato dalla prefazione del Nebris- sense :

AELII ANTONII NEBRISSENSIS EX GRAMMATI co & rhetore Historici regii in Protonotarii P. Martyris angli Mediolanensis regii consiliarii opera Praefatio ;

nella quale, dopo essersi chiesto come avvenga (allora, come... ora!) « ut prae- clarissimorum scriptorum opera interciderint : contra vero ineptissimi cuiusque autoris libri legantur, amenturque », prosegue :

... Haec sunt a me, lector amice, idcirco tam longe repetita, ut ostenderem non mul- tum abfuisse, quin Martyris mei quaedam opera multo studio, multaque diligentia elabo- rata interirent, nisi Tendillani comitis providentia obstitisset. Nam cum eo sit ingenio Martyr, ut facile in quocumque scribendi genere possit egregium aliquid concinnare, non multum curat labore parta in vulgus edere ; sive quod gloriam suam negligit, sive quod non putat nos esse dignos, quibus tantum munus communicetur. Comes namque Tendil- lanus cum multa efflagitatione ac propemodum convicio cotidiano extorsisset quaedam eius opera ‘quae adhuc latebant, fortasseque aeternum latuissent), intelligens esse e re- publica atque communi omnium utilitate illa invulgari; mihi hanc operam condixit, ut emendata redactaque in ordinem per impressores in numerosos codices propagandam cu- rarem...

8 | C. FRATI

A c. 2° (a. îî, verso) incomincia la prima Deca, di cui i primi due libri sono dedicati al card. Ascanio Sforza (e sono i soli che sieno datati: il primo, . « Ex hispana curia Idus Novembris 1493»; il secondo, « Ex hispana curia tertio calendas Maii. 1494 »); il terzo, quarto, quinto, sesto e ottavo al card. Lodovico d'Aragona; il settimo e nono sono mancanti del nome del dedicatario, se pur ne ebbero alcuno; ed il decimo è indirizzato « ad Inacum Lopez Mendocium Tendille comitem, Granate proregem »: lo stesso conte di Tendilla, del cui inte- ressamento per le opere di Pietro Martire abbiamo già letto nella prefazione del Nebrissense. |

La prima Deca termina nel recto della carta segn. d. z# ; nel verso incomin- cia la II Deca, intitolata CREDITI CONTINENTIS dedicata a papa Leone X, e recante in fine la data: « Anno a Xpi natali. 1514 » (c. segn. /. zi, recto). Anche la III Deca (come si è visto) è dedicata a Leone X (da c. segn. /. îî verso, a c. i.îti, verso), ma non ha data. — Seguono nelle ultime 3 carte del fol. # i VOCABVLA BARBARA (cioè l’elenco alfabetico di tutti i nomi geografici delle nuove terre, od altre voci indigene, contenute nelle varie Deche); ai quali segue immediata- mente il co/ofhor, già noto, ma qui riprodotto nella sua precisa disposizione ti- pografica :

Cura & diligentia uiri celebris Magiftri Antonii Ne- briffenfis hiftorici regii fuerunt hae tres protono tarii Petri martyris decades Impreffae in contubernio Arnaldi Guillelmi in Illuftri oppido carpetanae pui ciae cOpluto quod uulgari ter dicitur Alcala pfe ctiì eft nonis No uGbris An.

I516.

Con registro diverso (A e 2, quaderni), ma nello stesso formato e coi me- desimi caratteri, segue poi, in 16 cc., la Legatio Babylonica.

A c. segn. A è, il titolo (in carattere semigotico) e la dedica (in carattere romano):

Incipitur Legatio Babylonica

Sanctffimo Leoni decimo pontifici maximo. B. M,

OVANDOOVIDEM BEATISSIME PATER E NOSTRI orbis novi ternione partes sibi duas tua sanctitas vendicavit, Ioanne Ruffo Foroliviensi Archiepiscopo Co n- sentino & Galeacio Butrigario tuae sacrae sedis apostolicae legatis ac Ioanne Curfio florentino suae illuftris rei pub. oratore ut ea colligerem tuae Sanctitatis nomine poscentibus: Accipiat una legationem hanc meam babylonicam paululum reformatam ab ea quae inepto caracthere me inconsulto cum prima decade impressa vagabatur. quo in- telligat utrum mihi creditum a peregre proficiscenti domino vitale talentum in nostra re- ligione suffoderim, an exercuerim. et an ego de tui gregis ovibus una virentia tua prate depastus impune fuerim. Huius legationis epistolares archetypos lituratos proieceram in angulum tanquam rem nude compactam de ipsius editione nil penitus curans: quia nihil

LA PIÙ ANTICA CARTA DELL'ISOLA DI S. DOMINGO, ECC. 9

ex his quae domi aliquando cuderim sine rubore ac metu emisi unquam, quoniam quid ex mea officina prodire queat, aperte cognosco. Multo enim magis occipitalem eruditorum castigationem timeo, et invidorum tela perhorresco, quam amicorum applausibus erigar, aut ulla commendatione ob sumptos labores exhilarari animum sentiam. Dormitabat igitur iacebatque in tenebris derelicta mea haec a Gadibus ad Nilum usque peragratio, quando Hispaniarum et cardinalis et Primas Toletanus Archiepiscopus noster hic patronus Fran- ciscus Ximenez in presentiarum Castellae regnorum moderator, Carolo rege ca- tholico absente, ut e latebris (1) illam educerem eftlagitavit. Prodiit eius nomine. En illam secundo chalcographorum prelis suppositam, venustioribus tamen caractheribus fu- catam magisque vere quam eleganter scriptam. Quae si tam sereno vultu suscipietur, quam nostri agelli primiciae anno superiore ‘ de orbe novo ’ ad te qui vicarius dei vices in terris geris missae, cui rerum omnium decimae primitiaeque debentur, susceptae fuerunt, obtusum ac torpens ingenium meum excitabitur, et multa quae de orbe novo restant litteris mandabit. Vale, pater beatissime, ante cuius sacros pedes animo, si nequeo corpore, pro- stratus opto dicoque foelicitatem, Petrus martyr ab angleria Mediolanen.

A tergo della stessa carta (segn. A) principia la Zegatio:

Petrus Martyr ab Hngleria Medio

laneà. Fernando & Helifabeth regibus qui eum ad venetos & folda num : oratorem miferant.

Finisce nel recto dell’ultima carta (corrisp. di £ ?), colla data: « Ex vrbe alexandria aegyptia quarto nonas Aprilis. M.ccccc.ii ».

Tutto ciò è comune a tutti gli esemplari completi e noti dell’opera. Ma l'esemplare della Biblioteca Universitaria in Bologna (2), su cui richiamiamo l’attenzione dei bibliografi e dei cartografi, ha due particolarità che lo rendono eccezionalmente prezioso. |

(1) La stampa reca propriamente «e lateribus»; ma l’evidente errore tipografico fu corretto a penna in « e latebris ».. i

(2) È collocato A [w/a] 2 [agna]. C. V. 3; ma non è del tutto certa la sua provenienza. Sulla faccia interna del cartone anteriore, il bibliotecario Montefani (ch’ebbe quasi sempre l’ottimo costume di tener nota della provenienza de’ libri, ch’egli veniva collocando e catalo- gando) appose in matita la iniziale //7 la quale dovrebbe designare il prezioso lascito del generale Luigi Ferdinando Marsili all’ Istituto delle scienze (1712). Senonché nel sommariissimo indice delle opere a stampa pervenute dalla donazione Marsili, pubblicato col titolo: Zns/rw- mentum Donationis Il,mi& Excellmi Viri D. Co. Aloysii Ferd.de Marsiliis favore Il mi &° Excelsi Senatus et Civ. Bononiae, in gratiam novae in eddem Scientiarum Institutionis. S. n. t. (Bologna, 1712), in fol., trovasi soltanto, a pag. 12:

« De Rebus Oceanicis, in ottavo . . . ..... T.1»;

dove, sebbene quasi certamente si tratti appunto delle Oceane Decades di P. Martire, nè la forma del titolo (De Rebus Oceanicis, in luogo di Oceane Decades), e meno ancora il formato del libre (77 8°, anziché 7 /0/.), non corrispondono all’edizione che ci sta innanzi. D'altro canto il libro non può provenire neppure dall'altro cospicuo lascito che il card. Filippo Maria Monti (1675-1754), a istigazione di papa Benedetto XIV, fece più tardi allo stesso Istituto, e

La Bibliofilia, anno XXIII, dispensa 18-24 i l ti

IO C. FRATI

In principio, fra il cartone anteriore e la 1 c., furono inseriti e cuciti, sin dall’origine: a) una carta geografica ms., su pergamena, accuratamente delineata ed elegantemente colorata; 4) un doppio foglio a stampa, che ha le stesse di- mensioni del libro, ma che per la qualità e grandezza dei caratteri (che sono semigotici, mentre quelli della nostra edizione sono, all’ infuori di pochi titoli, romani), spetta indubbiamente ad altra edizione.

La carta geografica, notevole per la finezza dell'esecuzione, e di cui of- friamo una riproduzione in proporzioni ridotte (Fig. 1), non ha alcun titolo o in- dicazione, ma raffigura l’isola di S. Domingo o di Haiti o, come dicevasi allora, ‘Isla Espafiola’. La pergamena, su cui è disegnata e miniata (i colori adoperati sono sostanzialmente il giallo, sopratutto per le coste; il verde, per le regioni montuose; e l’azzurro, pei fiumi e pei laghi) è in ottimo stato di con-

servazione e misura cm. 43 di lunghezza x cm. 29‘/, di altezza; e per poter es-

sere adattata al formato del libro di Pietro Martire (cm. 22 X 31), al quale fu allegata in principio, in modo da potersi dispiegare ed avere sott'occhio leg- gendo il volume a stampa, fu ripiegata verso l’ interno in tre parti; in maniera che a chi apra il libro (adorno di una bella legatura in pelle scura, con im- pressioni a secco sui piani; certamente contemporanea all’edizione : cfr, Fig. 2) si offre il verso bianco della pergamena (che nel recto contiene la carta), con suvvi scritto in chiari caratteri della seconda metà del sec. XVII:

Ex libris Joannis Bissaighe Canonici Sanctorum Celsi, et fuliani de Vrbe 1679.

‘ Il doppio foglio a stampa poi, allegato al nostro esemplare, ma non ap- partenentè all'edizione, ci offre, nel recto della 1° c., un disegno xilografico, a

comprendente c. 12.000 volumi e oltre 400 ritratti; sia perché diversa era la sigla di cui il bibliotecario Montefani si valeva per designare quest’ultimo legato (C. 47.) ; sia perché nell’ /x- ventario dei Libri della Biblioteca Monti, riscontrati all’atto della consegna (cod. Bibl. Univ. Bol. 424), figura soltanto (al n.° 430 della Classe 2.) un’edizione posteriore dell’opera di Pietro Martire (P. MARTYRIS, De Rebus Oceanicis, Basileae 1533), e non questa del 1516; la quale, come più antica e più rara, non avrebbe potuto esser taciuta, se avesse fatto parte del lascito. Dobbiamo quindi conchiudere, che — sino a più precisa prova in contrario — il libro e la carta pervennero alla biblioteca di Bologna col lascito Marsili, ne’ primi decenni del sec. XVIII, cioè non molto dopo ch’esso era stato posseduto dal Bissaiga. — La nostra preziosa carta (sulla quale richiamò per primo la mia attenzione un conoscitore emunclae naris, l’egregio sig. Giuseppe Avalle della Universitaria di Bologna), era sfuggita anche al prof. Lodovico Ciccolini dell’ Università di Bologna ; il quale nel 1806 — analogamente a quanto fecero altri suoi colleghi per altre discipline — compilò un Catalogo dei Libri della R. Biblioteca di Bo- logna, di Astronomia, Geografia e Navigazione, diviso in XXX cartelle: catalogo rimasto, ‘ come gli altri, inedito nel ms. n.° 2169 della stessa Biblioteca. Nella cartella XXIV (/so/e, Golfi, Laghi, ecc.) sono registrate altre due carte dell’ isola di S. Domingo, e precisamente : « Per il sig. D’Anville con la Carta distinta della parte che è abitata dai Francesi, 1730-31 >» [segn. A. M. B. I. 11, vol. 2°); e « Per Delisle 1725 » [segn. A. M. B. I. 11, vol. 6.9]; ma manca affatto quella annessa all’opera di Pietro Martire; la quale, anepigrafa e anonima, non era stata prima d’ora identificata, nè in alcun modo avvertita.

»

FOGMNEAO

Fig. 1. — CARTA MINIATA DELL’ IsoLA DI S. DomINGO (1516).

(Fac-simile ridotto dell’originale, che misura cm. 43 X 29 1a).

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semplice contorno, delle isole di Cuba e di S. Domingo e delle coste dell’Ame- rica meridionale, ma senza alcun titolo (Fig. 3); a ergo della 1* c., una lettera latina dell'autore al card. Francesco Ximenez, riferentesi allo schizzo geografico della pagina precedente, e che riproduciamo integralmente più oltre, come con- facente al nostro scopo; ed un elenco non breve di £rraze, che si riporta ai fogli di stampa segn. A-f (got.), ed è preceduto dalle seguenti parole, scritte in persona del Nebrissense:

Imperitia calcographorum qui latinam minime callent linguam : fecit vt mibi parum profuerit exemplar illis horum amici vatis operum correctum praebuisse: carent enim dipbtongis & plerisque in locis praeter orthographiam errata reperi non pauca. e quibus ec (quia séntentias peruertunt) fuit animus colligere.

Ora, se codeste due carte a stampa non appartengono all'edizione cui sono materialmente unite, a quale altra edizione della stessa opera, o di altra opera dell’Angleriense, appartengono ? La risposta non può essere dubbia, pur mancan- doci la possibilità di un raffronto diretto: esse spettano alla prima edizione della prima Deca (e di altre opere di Pietro Martire), uscita — come abbiamo accen- nato — nel 1sti, a insaputa dell’autore. Scrive il Brunet: «.... on remarque au recto de l’avant dernier feuillet [de/l’ediz. 15757] une carte curieuse des déecouvertes de Colomb » (1). E con maggior precisione l’Harrisse: «On the recto of the forty-fifth leaf, there is a map without title, representing Cuba, Hispaniola, Ber- muda and. the coasts of Florida and Central America » (2). E infatti la carta xilografica, annessa al nostro paleotipo, corrisponde perfettamente, nel contenuto e nelle dimensioni, a quella che riproduce il Kretschmer nell’atlante annesso alla propria opera, intitolandola: « Karte aus der ersten Ausgabe der Decas Oceani des Petrus Martyr, 1511 » (3). Meno chiaro parrebbe ciò che soggiunge, subito dopo, l’ Harrisse: « The text continues on the verso of the leaf containing the map, wich evidently belongs to the work » (4). Ora è vero bensi che anche nel nostro frammento trovasi stampato il verso della carta, che nel recto contiene la piccola mappa; ma ciò che vi si trova non è già ‘ il testo ’ dell’opera di Pietro Martire (come parrebbe dalle parole del Harrissc), ma una lettera latina di lui al card. Ximenez, di cui egli non fa motto; come non fa parola dell’ Eyrra/a- corrige che occupa il recto e parte del verso della 2° carta. Lasciando che questo lieve dubbio possa chiarirsi facilmente mediante il raffronto dei nostri 2 fogli con un esemplare completo dell’edizione 1511, riproduciamo qui per intero l’epi- stola al Primate delle Spagne, che ha per noi uno speciale interesse, e che (mal- grado il silenzio del Harrisse) non può mancare nell’edizione 1511, perchè essa si riferisce appunto alla piccola carta geografica, che trovasi a tergo. — Eccola:

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(1) BRUNET °, d/anwe!, I (1860), col. 293.

(2) HARRISSE, Zibliotheca Americana vetustissima, I (1866), pag. 123.

(3) KRETSCHMER, Die Anldeckung Amerikas in threv Bedeutung f. die Geschichte des Weiltbildes. Berlin 1892; Atlas, Tafel X, n.° 2.

(4) HARRISSE, /oc. cil. |

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Fig. 2 — P. MARTIRE, De orde novo Decades (1516). (Piano anteriore della legatura originale).

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C Tilustriffimo & reuerendiffimo diuo fran. xi menez archiepifcopo toletano Cardinali & primati Bifpaniarum.

Ut dilucidius queant, reverendissime purpurate, nostrarum nereidum (libellorum utpote decadis occeanee) latebras (si quae insint) lectores intelligere : decadis ipsius calcem hac sculpta statui ta- bella fulcire. Qui sibi formare horum tractuum speciem nauigationemque in intellectu desiderant: bunc ibi ordinem capiant. Tn extremo tabelle margine duas promontorias cuspides inspice: bas bispanus vocat ‘ strecho de gibraltar’: latina lingua ‘ fretum berculeum’. Tn lewam si te inde conuerteris septem veluti scopulos videbis : he sunt ‘ canarie’ insule, apud latinos ‘ fortunate ’: licet non desint qui alias sentiant. e ‘ fortunatis” recta itur ad occidentem & ad ‘ hispaniolam ’ de qua pregnantes sunt nostri libelli. Quadrata ca que ‘ bispaniole * ab oriente vicina est: ‘sant icannem’ appellant. De bac late (quia est aurifera) in cpilogo perpendiculari. ab insulis autem ‘ fortunatis ” leuorsunm tractum discurre illum flexibilem : infinitum : varium. Ts est de quo multa : vbi ‘ 0s draconis’, ‘ paria”: ‘ curiana ” ‘ cauchiet ”: ‘ cuquibachoa ’: ‘ vraua ’: ‘ beragua” & relique prouintie amplissime quas continentem putatum <‘ indicum ’ diximus. ca vero tellus que ad occidentem ‘ hispaniole ” primum occurrit insulis vndique (veluti feta pullis gallina) circumuallata : ‘ cuba” est ingens insula. 7 leua vtrique adiacet a nobis satis trita, ‘lamaica”. Fd septentrionem vero miras etiam terras mirosque tractus repererunt quornm vestigia cerne dextrorsum scuipta. Canibalicas autem insulas & archipelagus atque alia multa que adiacent medie pretermissi : ne tabellam confunderem. Bec et cetera libelli aperient. ergo vale, splendidissime purpurate, & nos qui excellentiam tuam obseruamus & colimus diligito.

* * %*

Ora, quale è il valore della nostra carta? e quale la sua ragion d’essere nel nostro esemplare ? |

Le due ricerche, che sembrano fra sé connesse, sono sostanzialmente di- stinte, dacché qualunque siasi la risposta che può darsi alla seconda, resta fuor di discussione quella che deve darsi alla prima: cioè che essa, per la qualità de’ caratteri e per le modalità dell’esecuzione, è indubbiamente contemporanea all'edizione, e quindi spetta al 1516, risultando così la più antica carta spe- ciale dell’isola di S. Domingo, datata, che sin qui si conosca (1). Ma v’ha di più. Se si ponga mente che quando il libro venne in luce l’autore era

(1) La nostra affermazione è basata principalmente sul fatto, che nessuna carta speciale dell’isola di S. Domingo, o anche di tutte le Antille, di una data cosi vicina alla loro scoperta, trovasi riprodotta nell’atlante, o indicata nel testo, della monumentale pubblicazione che la ‘ Gesellschaft fiìr Erdkunde ’ di Berlino pubblicò nel 1892 per festeggiare il IV centenario della scoperta dell'America (cfr. KonRAD KRETSCHMER, ie Entdeckung Amerikas in ihver Be- deutung fiir die Geschichte des Weltbildes. Festschvift der ‘Gesellschaft fiir Evdkunde ' zu Berlin zur vierhundertjihrigen Feier der Entdeckung Aymertkas. Berlin, W. H. Kihl, 1892; testo di pagg. XXIII-471, in 4° gr. ; atlante di tavv. XL, in fol.): — e che parimente nessuna carta paragonabile alla nostra è indicata nelle varie bibliografie geografiche e cartografiche, che furono in quell’occasione pubblicate (cfr. G. FUMAGALLI e P. AMAT di S. FiLippo, £: bliografia degli scritti italiani o stampati in Italia sopra C. Colombo, la scoperta del Nuovo Mondo e i viaggi degli Italiani în America. Roma 1893; pagg. XX-217, in 4° gr. = Parte VI della Raccolta di documenti e studi pubbl. dalla R. Commissione Colombiana) ; — né in alcuna delle note opere del HARRISSE, che recano importanti speciali contributi all’antica cartografia.

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Fig. 3 — PIANTA XILOGRAFICA, SPETTANTE ALL’ EDIZIONE ISII.

(Fac-simile ridotto dell’originale, che misura cm. 22 X 31).

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ancora vivente, ed anzi ne sorvegliò la stampa per purgarla dagli errori tipo-

grafici che avevano deturpato l’edizione precedente; — che il libro fu stampato in quella stessa Spagna, in cui già da molti anni viveva l’autore, coprendovi elevati e delicati uffici; — che l’esemplare (specialmente per l'elegante rilega-

tura, anch’essa contemporanea all’edizione) è indubbiamente un esemplare desti- nato a qualche illustre personaggio, cosi che l’autore (o per lui il Nebrissense), prima di spedirlo, ebbe cura di correggere a penna tutti i più minuti errori ti- pografici (1); — ne viene di conseguenza che anche la carta dell’isola di S. Do- mingo non fu messa li a caso, ma fu appositamente aggiunta per Glontà del- l’autore, onde impreziosire maggiormente l'esemplare e renderlo più accetto al personaggio al quale era destinato. Infatti il d’Anghiera si trovava meglio di qualsiasi altro in condizione, o di far eseguire appositamente, o di avere in co- municazione da altri una carta esatta dell’isola, che era stata una delle prime scoperte dal Colombo; egli che era in relazioni personali col grande scopritore, col ‘ Novi Orbis repertor, archithalassus ’, com’egli lo chiama; che cita lettere da lui ricevute (« Colonus uti ad me nuper scripsit »), ed afferma di ricavare le proprie narrazioni da scritti di lui (« ex prefecti ipsius marini Coloni archetypis pauca hec delegisse ») (2); — che nelle proprie narrazioni concorda sempre «aa litteram con quelle del Colombo, e che anzi ci ha lasciato intorno al regno ve- getale e animale delle nuove terre particolari, che si cercherebbero invano nelle relazioni stesse del Colombo al Sanchez, e che quindi dobbiamo ritenere attinte « dalla viva voce dello scopritore » (3); — egli, che avendo avuto facoltà di americana: H. HARRISSE, Notes pour servir a l'histoire, a la bibliographie et à la carto- graphie de la Nouvelle-France et des pays adjacents (1545-1700). Paris 1872, in 89; — Ip., Zes Corte-Real et leurs voyages au Nouveau Alonde... suivi d'une importante carte nautique portu- gaise de l’année 1502, reproduite ici pour la première fois. Paris 1883, in 80. [Con una ripro- duzione della famosa carta di Alberto Cantino (1501)]; — Ip., DWéconverte et évolution carto- graphique de Terre. Neuve et des pays circonvoisins (1497-1501-1769). Paris 1900, in 86; — e specialmente le No/es four servir à une classification des oeuvres cartographiques de la 1re moitié du XV1* s. concernant l Amérique septentrionale, che fa séguito all’opera: /ean ef Sé- bastien Cabot, leur origine et leurs voyages.. Paris 1882; pagg. 137-252; e Ze discovery of North America. A critical, documentary and historic Investigation, with an Essay on the early Cartography of the New World, including descriptions of tuo hundred and fifty Maps or Globes, existing or lost, constructed before the year 1536. Paris, A. Welter, 1892; in 8° gr., con XXIII fac-simili di portulani e mappe della 12 metà del sec. XVI.

(1) Cfr. PetrI MARTYRIS ANGLER., Oceane Decades. Alcalà 1516, esempl. cit., c. 3 (segn. @ iti) recto, margine super. : LIBER SECVNDVS, corretto in PRIMVS; — c. 5 (cor- risp. di a ti) recto, marg. super. LIBER PRIMYVS, corretto in SECVNDVS; — c. 8 (5 î) verso, lin. 25: « portu fancti michaelis », corretto in « fancti nicolai» ; — c. JI (corrisp. di b itit) recto, marg. super.: LIBER PRIMVS, corretto in OVARTVS; — c. 54 (corrisp. di g î) verso, lin. 19 (dal basso): « funtque udi », corretto in «nudi»; — c. 55 (4 î) verso, lin, 22 (dal basso), dopo « uocabula », - aggiunto fra le linee « receperunt » ; — c. 62 (# #7) recto, aggiunto in marg. alla lin. 19: « tribus (milliaribus) ». — Nella dedicatoria a Leone X della Zegatio Babylonica, alla lin. 20, « e lateribus » fu giustamente corretto in « e latebris » ; e cosi dicasi di molte altre correzioni di minor conto.

(2) PENNESI, of. cil., pag. 63.

(3) PENNESI, 0f. cil., pagg. 47-48.

LA PIÙ ANTICA CARTA DELL’ ISOLA DI S. DOMINGO, ECC. 17 « assistere alle adunanze del Consiglio delle Indie, recentemente istituito per di- rigere gli affari concernenti le nuove conquiste, si trovava in grado, non solo di leggere e di esaminare le corrispondenze d’oltre Oceano, si pure di conoscere personalmente gli esploratori, e di richiederli delle più curiose, delle più parti- colari informazioni » (1); — egli, che ricorda di aver avuto notizie circa « la posizione astronomica dell’isola Hispaniola » (2), e ricerca e raffronta carte geo- grafiche delle nuove scoperte (recate dagli esploratori), eseguite su pergamena, quale è appunto quella di cui ci occupiamo : « habuimus ad manus.... membranas, quas naute ‘ chartas’ vocant ‘ navigatorias’ plures: quarum una a Portugallen- sibus depicta erat, in qua manum dicitur imposuisse Americus Vespucius Flo- rentinus, vir in hac arte peritus » (3). Insomma, se la carta non fu eseguita (come noi crediamo) sotto gli occhi di Pietro Martire, e per suo desiderio o sug- gerimento, fu certamente fatta da chi viveva in quel medesimo ambiente, e po- teva avere, o dallo stesso Pietro Martire, o dai suoi informatori, tutti i dati che gli erano necessari per eseguire la carta con tanta diligenza e con tanta esat- tezza di contorni. La carta è infatti eseguita con tal finitezza, che vi sono indi- cati, non solo le città (anche minori), le terre, i monti, i porti, le baie, i fiumi le riviere, i laghi, ma persino gli scogli, che nelle coste haitiane sono assai fre- quenti. Alcuni corsi d’acqua e alcuni nomi secondari si cercherebbero invano anche nell’opera di Fernando Colombo, pur così circostanziata ed esatta, e nelle carte: moderne più dettagliate.

Né deve sorprendere il numero considerevole di città e luoghi minori abi- tati, segnati nella carta appena ventiquattro anni dopo la scoperta dell’isola, chi rammenti che quando Cristoforo Colombo vi giunse, nel dicembre 1492, l’isola era già da lungo tempo olonizzata. « Quoi qu'il en soit (scrive il Reclus) Espa- fiola était déjà depuis des longs ages colonisée par des populations d’origine differente; elle avait son histoire et sa préhistoire, ses mythes se rapportant à toute une longue période de vie encore peu consciente » (4). E si comprende come il d’Anghiera facesse porre in questo esemplare di dedica (a preferenza di altre isole o di altre coste americane) proprio la carta dell’isola di ‘ Hispaniola ’ (com’era. allora denominata) (5), perché di questa erano piene le sue Decadi, com’egli stesso si esprime nella lettera al card. Ximenez dell'edizione 1 SII, più Sopra riferita: <«....de qua [Hispaniola] pregnantes sunt nostri libelli ». Egli non faceva cosi che sostituire con una carta manoscritta più dettagliata e precisa,

(1) PENNESI, 0). Cil., pagg. 34-35.

(2) PENNESI, 0f. cil., pag. 52.

(3) PENNESI, of. cif., pag. 75; cfr. anche pag. 84.

(4) E. RECLUS, Nouvelle Géographie universelle, vol. XVII (Paris 1891), pag. 742.

(5) Cristoforo Colombo, che la scoperse il 6 dicembre 1492, la denominò Espafiola (/7ispaniola), o ‘ Piccola Spagna’, in omaggio al paese che gli aveva fornito i mezzi per attra- versare l’Oceano. Poi questo nome andò scomparendo, per cedere il posto a quello di S. Do- mingo, dalla capitale dell’isola : nome che ora (sotto la forma di ‘Dominicania’) spetta alla parte orientale dell’isola. Fu per reazione (scrive il RecLUS) contro il ricordo degli odiosi tempi della schiavità, che i negri della parte occidentale, divenuti liberi, ripresero per la loro patria il nome di Haiti adoperato dagli antichi Arauchi, e ben giustificato d’altronde dalla natura Ss luogo. Cfr. RECcLUS, 0). cif., vol. XVII, pag. 730.

La Bibliofilia, anno XXIII, dispensa 15-20 3

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quella carta xilografica rudimentale, a semplici contorni, delle isole di Hispaniola e di Cuba, che già trovavasi nell’edizione precedente (1511): edizione, alla quale questa, più corretta e accresciuta dall'autore, del 1516, veniva a sostituirsi.

D'altra parte la contemporaneità della carta manoscritta all’opera del d’An- ghiera e alla stampa del 1516 è dimostrata inconfutabilmente dalle corrispon- denze che troviamo fra la massima parte dei nomi che si leggono nella carta, e quelli che ricorrono nei Vocabu/a barbara, che in questa edizione seguono imme- diatamente alle Decadi. Ne diamo l’elenco, procedendo, nella carta, da sinistra a destra, e indicando colla sigla V 2. gli accennati Vocabula barbara.

INDICE GEOGRAFICO

in corrispondenza coi ‘ Vocabula barbara’ di P. MARTIRE d’ANGHIERA.

Nomi della carta (1)

‘Vocabula barbara’

—_——_

(1) Procedendo da sin. a d. del riguardante. (2) I nomi di luogo e le parole in corsivo s'intendono desunti dai Wocad. barbara.

‘ GVACAIARIMA Guaccaiarima : provincia hispaniolae (2). SALVATIERA Seluaterra colonia est hispaniolae. IABAOVE ‘ CAHAIMI Ora : ‘ Isola grande Cayemite ’, Nei VZ. abbiamo sol- | <= tanto: Cahami : regio. 5 GVANABO Ora : ‘Isola de la Gonave *. HACVEI FL. IAGVANA IJaguana regio est. CVIAHABO FL. Guarabo » ffu[vius] cadens in lacum salsum. VILLANOVA. Villanoua » colonia in hispaniola. 10 AHAMO (?) VERA PAX CAMI FL. ALTOVELO Altobelus insula. DAYGVO = Lago Azuay o Laguna de Fondo. 15 XARAGVA « .... ad occidentem in Xaraguam regionem ». P. MAR- TIRE, /ecades, presso PENNESI, of. ciîf., pag. 67. — .4 Son vieux nom indien est Xaragua et les Espagnols lui donnent ordinairement l’appellation d’Enriquillo ou ‘ Petit Henri” ». E. RECLUS, Nour. Géogr. univ., XVII (1891), p. 739. GVAHACA Guahagua © regio hispaniolae, CAHAI | HAGVANATABON AMANY..... 20 HATIBONI FL. Attibunicus unus e quattuor fluminibus aquae dividen- tibus hispantolam. — Ora: ‘ Artibonite ?. HATIEI (?) MANATI Abbiamo soltanto : Manati piscis & lacus salsoduicis est. Guauzabus fl. MACAGINA Maccazina: regio est.

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LA PIÙ ANTICA CARTA DELL’ISOLA DI S. DOMINGO, ECC. 19

GVAHACANO Guavrabo fl.

PORTVS SCI NICOLAI VALLIS PARADISI PORTVS CVLICIS (?) Coreito (?) saline TAIA.... DA (?) FL. GVANEI

HANV FL.

Vaque fl.

Bainoa

LARES

Maymon fl.

Amaguey

Aguazugue fl. PVERTO REAL DAHABON FL. ITAQVE FL.

SANCTVS IOHANNES

FL. SALSYS. NAIBA FL.

ACVA

ISABELA CAONAO BAHYABON FL. MALMON FL. IMIABON FL. PORTVS ARGENTI SANTIAGO CONCEPCION BONAO BVENAVENTVRA SANTO DOMINGO IACICA FL.

HYA BO

DVMITI FL. RAMANA

IVNA FL.

SANTA CRVZ

SALVALEON IABANEA IAI

CAICIMI

Abbiamo soltanto: Guakagua è regio hispaniolae, Guaurabo » flu[vius] cadens in lacum salsum. Sancti nicolai portus in angulo hispaniolae ad occidentem.

Abbiamo soltanto: Zaia. regio est. Guanahim - insula.

Batnoa una ex quinque prouinciis hispaniolae. Lares: utlla est in hispantola.

Amaguei regio hispaniolae.

Portus regalis: portus hispaniolae est.

Abbiamo soltanto: Darabonia regio.

Iaches. flu[vius] principalis hispantolae.

Abbiamo soltanto : Sancti ftoamnis insula hispantolae ab oriente.

Naiba: fluvius est primarius hispaniolae. — Ora: ‘ Neyba ”.

Azua uicus in hispantola. Questa città, fondata da Diego Colon nel 1504, rimase distrutta nel terre-

moto del 1751, e fu poi ricostruita ove ora si trova.

Hisabella : vrbs prima condita in hispaniola.

Bahabonius fluvius in hispaniola.

Conceptio : oppidum in hispantola. Bonaum: regio et opidum hispaniolae.

Sancti dominici urbs primaria hispaniolae.

Manca ai VZ., ma nel testo della Decades si legge: « .... tendunt enim [i qualtro fiumi principali dell’ isola] unus recta ad orientem qui ab accolis Junna vocatur; ad occidentem alius, ecc. ». Cfr. PENNESI, 0. C,, p. 65.

Caicimu.: prouincia.

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INDICE ALFABETICO

* Acua (1). . 0.0.0. 46 | Guahacano. . . . . 25 Manati . ...., 22 Aguazugue fl. . . . 29 | Guanabo . . ...° 5 Maymon fl... i... 37 Ahamo. . . . . . 10 Guanei . . . . 0.0. 32 * Naiba fl... ... 45

* Altovelo . . . . . 13 Guanzabus fl.. . . . 23 Portus Argenti . . . 52

* Amaguey . .. .. 38 * Guavrabo fl. . . . . 26 Portus Culicis (?). . . 29 Amany . . ..0.0. 19 Hacuei fl... . . . 6 * Portus S!i Nicolai . 27

* Bahyabon fl. . ... 44 Haguanatabon . . . 18 * Puerto Real . . . . 4o

* Bainoa . . .. 0. 35 Hanu fl. . . . .. 33 Ramana. . . 0... 61

* Bonao . . .... 55 * Hatiboni fl. . . . . 20 Salsvs il. 4 s è dè 44 Buenaventura, . . . 56 Hatiek. >. x.y goa e SI Salvaleon . . . .. 64 Cahai. . ..... 17 Hyabo . . . . . . 59 * Salvatiera . . . ..° 2 Cahaimi. ...°..0 4 labanea. . . . . . 65 Sanctus Iohannes . . 43

* Caicimi. . . . .. 67 fabaque. . . ...° 3 Santa Cruz... .. 63 Cami fl. . ...0. 12 facica fl. . . . . . 58 Santiago. . . .. 0. 53 Caonao . . . ... 48 * Taeuana,. «. sc La e * Santo Domingo. . . 57

* Concepcion . . ..° 54 lai <« gie Sale 4 106 Tala:za af a e. 4 3I Coreito (?) Saline . . 30 *laque fl. . . >. è & 42 Vallis Paradisi . . . 28 Cuiahabo fl. . . ..° 8 Imiabon fl... .. SI Vaque fl... ... 34 Dahabon fl. . . . . 4r * Isabela |. . .. . . 47 VerapaXi << e L è 4 II Dayguo. . . . . . 19 *Iuna:dyg; La, #. «62 * Villanova. . .. . 09 Damiti fl. . . . . . 60 | * Lares . . . .. . 36 Naragua. 0.0... 15

* Guacaiarima . . . . 1 * Macacina . . . . . 24

* Guahaca. . . . . . 16 Malmon fl.. . . . . 50

* *% *

Ma chi fu, verisimilmente, il personaggio al quale l'elegante esemplare delle Decades e la interessante carta erano destinati? Qui usciamo dal campo dei fatti accertati e controllabili, per entrare in quello delle supposizioni; il quale, senza essere troppo assolutamente e rigorosamente precluso, deve pur sempre essere percorso con vigile circospezione, per evitare disinganni sempre probabilissimi.

Se si rifletta che l'autore, od il Nebrissense, ebbero cura di annettere e premettere al volume proprio una lettera diretta al card. Francesco Ximenez, e che codesti fogli, spettanti ad altra edizione, furono qui posti solo perché le spiegazioni geografiche, contenute nella lettera al Ximenez, servissero di chia- rimento anche alla carta manoscritta onde era stato abbellito l'esemplare; — che quando per la morte di Ferdinando il Cattolico (23 gennaio 1516) lo scettro di Castiglia e d'Aragona passò nelle mani di (Giovanna, o piuttosto di Carlo, suo figlio, il quale trovavasi nelle Fiandre e vi si trattenne ancora poco meno di due anni, fu incaricato della reggenza appunto il card, Ximenez, il quale rivestiva appunto codesta carica quando il libro fu pubblicato (novembre 1516); — che questi venne a morte proprio l’anno successivo (1517) a quello in cui il libro fu

(1) I nomi contrassegnati di asterisco trovano riscontro nei locabr/a barbara e nelle opere di P. MARTIRE D'ANGHIERA.

LA PIÙ ANTICA CARTA DELL’ ISOLA DI S. DOMINGO, ECC. 2I stampato; — e che infine il volume reca tracce evidenti di essere rimasto non breve tempo in Ispagna (1), ove era stato impresso, e che di origine spagnuola sembra anche la persona — canonico Giovanni Bissaighe — che lo possedette a Roma nel 1679, e di cui non mi è riuscito trovare notizie; — non parrà troppo arrischiato immaginare che codesto personaggio potesse essere lo stesso card. . Ximenez. | |

Il card. Francesco Ximenez de Cisneros (1436-1517), confessore della regina Isabella, arcivescovo di Toledo, grande Inquisitore, Primate delle Spagne, primo ministro e reggente di Aragona e di Castiglia (2), al quale è diretta la lettera di Pietro Martire, legò il proprio nome non solo alla storia civile e politica del suo paese (in cui ebbe parte importantissima), e a quella della Chiesa (ove rag- giunse gradi cospicui, e che più tardi propose persino di elevarlo all’onor degli altari), ma anche alla storia delle lettere e della cultura europea, col richiamare a nuova vita l’Università di Alcalà, e col promuovere e sostenere a proprie spese la stampa della prima ‘ Bibbia Poliglotta ’, impressa, durante quattro anni (1514-1517), in sei grandi volumi in-folio, su carta e su pergamena, dallo stesso tipo- grafo delle Decades di Pietro Martire, Arnaldo Guillermo de Brocar (1511-1524) (3): Bibbia, che è appunto famosa negli annali della tipografia e della bibliografia biblica col nome di ‘ Bibbia del card. Ximenez ’ o ‘ Bibbia Complutense ’, e che fu dallo Ximenez, per sdebitarsi degli aiuti ricevutine, dedicata a papa Leone X. In questa grande impresa tipografica (che gli spagnuoli chiamarono, con giusto

’

orgoglio, ‘ hazania de Hercules, ‘ esta joya sin par de la imprenta complutense ’,

- —— _ ———y—_——— —————y_—+—-+—+—-_<—

(1) Nel margine superiore della 12 carta recto, si legge (ma poi fu cassato con un lieve tratto di penna): en este quaderno falla el seg. (?) priutlegio. Sappiamo infatti dalla descrizione del Harrisse, che l’edizione del 1511 (a cui appartengono i 2 ff. annessi al nostro esemplare) recava appunto un privilegio (cfr. HARRISSE, 2/04. An. vetustiss., I, pag. 122), accordato dalla regina Giovanna su formale richiesta dell’Autore. Di tale privilegio lo stesso Harrisse, in altra sua opera, riproduce il seg. passo : « Sepades que el protonotario Pedro Martyr del mi conseio me fizo relaciòon por su peticiòn diziendo que el ha fecho ciertas obras especial- mente un libro en que se contienen las cosas que ay en el mar Occeano y sus islas nueva- mente halladas.... los quel quiere imprimir..., por ende que me suplicava le mandase dar li- cencia y facultad para ello.... ». Cfr. HARRISSE, iristople Colomb. Son origine, sa tie, ses voyages, etc. Paris 1884 ; vol. I, pag. 9r.

(2) Sul card. Ximenez, fra le molte opere indicate dallo CHEVALIER, Aéperloire, coll. 4801-02, cfr. specialmente : C. Jos. HEFELE, Le card. Nimenes franciscain et la situation de l’Eglise en Espagne (s. NV-XII). Paris 1856 ; GALLARDO, Zusayo de una Bibl. Espanola, vol. IV (1889), coll. 1158-64; LEON DE LAVERGNE, Ze card. Nimenes ; in Revue d. deux AMondes, 4€ série, vol. XXVI (1841), pagg. 505-556; alle quali può aggiungersi la seg. monografia, che non cì è stata, sinora, accessibile : J. B. KissLINnG, Aurdinal /Yancisco Aîmenez de Cisneros (1436-1517). Minster, Aschendorff, 1917; pp. X-83, in 8°, illustr. (‘ Lebensbilder aus dem Orden d. hl. Franziskus ”, I).

(3) Per la ‘ Bibbia Complutense’ e per le notizie che la riguardano, veggasi (oltre i manuali bibliografici consueti) la descrizione accurata, e non solo strettamente bibliografica, di I. C. GARCIA, Zusayo de una Tipografia Complutense. Madrid 1889, pagg. 11-16, n.919; e pel tipografo A. G. de Brocar, le Noticias acerca de los impresores de Alcalà, in appendice alla Stessa opera del GARCIA, pagg. 610-13.

22 | C. FRATI

o mirri paiono x Prin toi ‘ milagro del mundo ’ (1), e che vuolsi sia costata all’eminente patrocinatore la egregia somma di 50.090 scudi d’oro) (2) ebbe pure parte cospicua — insieme a Demetrio Ducas, recatosi appositamente dalla nativa Creta in Ispagna, a Diego Lopez de Estuniga, a Fernando Nufez, e ad altri dotti — quell’Antonio Ne- brissense, che è una delle figure più notevoli dell’umanesimo in Ispagna, che curò la correzione e la stampa delle opere di Pietro Martire, e che perciò tro- vasi ricordato anche nel colophon dell'edizione di cui ci occupiamo (3).

Ad ogni modo, il card. Ximenez, pegli altissimi uffici civili ed ecclesiastici che riuniva in sé e per la lunga conoscenza personale che aveva dell’autore, non poteva non interessarsi alle scoperte oceaniche ed agli scritti di Pietro Mar- tire, che le illustravano e le divulgavano ; come questi, per le cariche che aveva in corte, non poteva esimersi dal fargli omaggio di un’opera, che allo Ximenez era stata dedicata sino dal 1511; come neppure poteva esimersene il tipografo, A. Guillermo de Brocar, che era lo stesso da lui si largamente sovvenzionato per la stampa della Bibbia famosa, e che perciò si faceva un dovere di fregiare quasi tutte le sue stampe coll’ ‘ escudo * o ‘ gran escudo de Cisneros’ (come av- vertono i bibliografi spagnuoli); quasi ad offrire una prova tangibile delle bene- merenze insigni che nel campo degli studi si era acquistato presso i suoi con- nazionali questo ‘ porporato Mecenate’ (4), che da semplice frate salito ai più alti onori ecclesiastici e civili, poté vantarsi di condurre (come soleva dire egli stesso) tutta la Spagna col suo cordone di francescano (5).

CaArLO FRATI.

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La leggenda aviatoria di Alessandro Magno

nella letteratura e nell'arte

(Continuazione e fine: vedi Za ZBibliofilia, anno XXII, disp. 9*122, pag. 316).

La Historia de praeliis Alexandri Magni, di cui la prima comparsa è notata sin dal secolo decimo, godé nel medio evo singolar favore ed ebbe grandissima e generale diffusione, paragonabile a quella che più tardi ebbero ed hanno tra noi i Reali di Francia e Guerrino il Ifeschino. Scritta da un ignoto autore (6) in dettato piano e facilmente accessibile, attraente per ia grandezza e la fama del

(1) Cfr. GARCIA, of, cit. pagg. II, 16.

(2) Cfr. GARCIA, of. cif., pag IS.

(3) Intorno al Nebrissense, v. specialmente /’ £s/udio critico-biografico del maestro Elio Antonio de Nebrija, del SUANA, di séguito all'opera: E. ANT. DE NEBRIJA, Z/ogio del car- denal Gimenez de Cisneros. Madrid 1880; pag. 144, in 8°.

(4) Cfr. GARCIA, of. cif., pag. 7 (n.° 7), 8 (n.° 9), 9 (n.° 12, 14), 16 (n.° 20), 17 (n.° 23), 19 (n° 30).

(5) Cfr. PENNESI, mem. cit., pag. 36, nota (7).

| (6) L’arciprete Leone, secondo Leopoldo Constans (in Petit de Julleville, Hist. de la langue et de la lit. fr., II, 236, Parigi, Colin, 1896). Fu attribuita falsamente dal Melzi e da altri a Rodolfo ab. di s. Albano o a Gualtero o Gualfredo Hemlington.

LA LEGGENDA AVIATORIA DI ALESSANDRO MAGNO, ECC. 23

protagonista, piena di particolari curiosi sulle varie parti del mondo, di dati ro- manzeschi ma precisi e offerti senza esitazione come se si trattasse di dati scien- tificamente certi, presentava l’interesse della storia della geografia e del romanzo,

Qualiter alerider fecit

fe pgriffonefinaere leuari Z ideamoto erer citu fecutuseft lito ramarifocceani co tra folfticiî bzumale.etam bulstes per vies quadra: ginta venerit vfaz adma: rerubzum.et caltrametat? eftibi. Eratg3z ibi mos er? celfus valde. Fn qué cum afcendiffet alerider vifum eratei vt ferecelo ppinguf effet. Oc cogitamitin c024 pe fiso tale ingenii Machi:

nari quo poffenteli griffo4 nesadfuperius emifperii fubleuare. it continuo ve ipfo mote vefcendés iuffit arcbitectosad fe venire.et p2ecepit curruz mirabilem fabzicari 1 colligari cathes nis ferreis vrpolfetibi fecu

. riugrefidere. Deinde fecit

venire griffones 7 ci catbe nis ferreis firmiozib? fecit eogligaricurrui eri fummi tate ipfius currus eo243 ci baria pzeparari. Zstamfi quide3 altitudinez afcende rutgriffones qp videbatur aleradro o2bis terrary3 fi: cutarea in qua fruges trity rantur 1 coduntur. Qare pero vi D2aco to:tuofus in circuiti videbatur. Ze fis quide3 virtus viuina obi: b.auit griffones vr Di cres verentalta petere ad terra infima vefcenderunt in lo? co campettri longeab erer city fuo itinere quindeci vi eruz.]Aull$93z inipfis can cellis ferreig fuftinuit lefior

nes. Etficch anguftia ma

Historia de praeliis, c. kii v., 1499, Lione (o Venezia). (Dall’'esemplare posseduto dal comm. Leo S. Olschki).

e sembrava fatta apposta per aver presa fra il popolo, nonostante qualche rara voce che le si levava contro (1), in un tempo di scarsa coltura senza niuna cri-

—_

(1) Nella prefazione della traduzione francese di Quinto Curzio (1468) il traduttore, il Portoghese Vasquez di Lucena, taccia di favolosa la discesa im mare, il volo al cielo di Ales- Sandro, ecc. che tutti si trovano nell’/isforia.

Indirettamente poi tutti quelli che trattando di Alessandro seguivano Quinto Curzio Rufo o Giulio Valerio condannavano gli altri che s'attenevano all’istoria.

24 G. BOFFITO

tica (1). Il Favre nella Memoria sopra allegata ne segue le peregrinazioni e le vicende per il mondo e nelle varie età: in Germania, dove Giacomo Twinger, detto di Kocnigshowen, se ne vale nella sua Cronica, scritta nel Trecento (non imitato però in tutto da ILartlieb Moller che un secolo dopo nella sua Storia di Alessandro si attiene piuttosto a Giulio Valerio); in Inghilterra, dove Adamo Davie nella sua Vifa in versi di Alessandro mostra di conoscerla (sec. XIV); nella Scandinavia, dove un poema svedese attribuito a Boo Jonsson (sec. XIV) accoglie tutte le favole riguardanti Alessandro; in Francia, dove non sono sol- tanto gli autori del romarz d'A/evandre ad attingerne ispirazione, ma l'histoire du noble et tres vaillant roy Alexandre le grand (A. Paris, par Nicolas Bonfons, s. d., in-4, caratteri gotici, di c. 44, e anche: Lyon, Olivier Arnoullet 1532, in-4) ne sembra più che altro una traduzione o una parafrasi (2); tra i Samaritani, il cui Chronicon samaritanum arabice conscriptum. cui titulus est Liber Josuae edito dal Juynboll (Luyduni Batavorum (1848) conosce la ZZisforia giacche menziona sia il volo che la discesa in mare di Alessandro; tra i Greci moderni che in romanzi e poemi l’accolgono e l’amplificano (3).

Due testi vogliamo ancora riferire, uno francese citato anche dal Favre ed è l’/Zistoire sopra detta, l’altro tedesco del pocma Der grosse Ale.vander (sec. XIII) di cui è uscita recentemente un'edizione compitissima apprestata di sul mano- scritto Wernigeroder da Gustavo Guth.

Quand toutes ces choses furent faictes, il se partit de l’isle à tout son ost et s’en alla sur la rouge mer, et illec se logerent où il y avoit un mont si haut et si grand, qu'il sembloit qu'il surmontast les nues. Dont Alexandre monta sur ce mont. Adonc il pensa en son cueur qu’il feroit faire un engin parquoy les oyseaux nommez gritlon le porteroient jusques au ciel: pour ce qu'il vouloit scavoir qu’elles choses avoit au ciel et de qu’elle forme estoit la terre. Lors descendit de la montaigne et commanda à ses charpentiers qu’ils fissent une cage qui

(1) Edita, pare per la prima volta, a Treviso nel 1474 (FEDERICI, 77. frecig., 49), poi a Venezia 1477, a Napoli 1477, a Lione (o a Venezia ?) nel 1490 car. got. c. 64 s- n. (OLSCHKI, Mon. tyf., n. 1343, Firenze, 1903) a Strasburgo nel 1456, 1489 e 1494; a Roma nel 1490, a Ve- nezia 1501, ecc. Non sappiamo in che relazione stesse con questa Z/isforia la el/evandri regis vita quam graece scripfam a Joanne Monaco Angelus Cospus vertit in nostram linguam, Viennae Austriae (1516 in-4) di cui il MeLzi, iz. alla parola Z/isforra. Per le varie edizioni dell’ 7/3- storia si veda L. HAIN Acpert. I, 85-87 n. 777 sgg. (Tubinga, 1826) dove si troveranno de- scritte anche altre edizioni, tedesche, francesi, belghe, ecc.

(2) Traduzione secondo l’ab. De Marolles, compendio del poema secondo Le Grand d’Aussy. Il volo sembra narrato secondo la /7isforia, giacché avviene sulle rive del Mar Rosso sopra una montagna, in una gabbia sollevata da grifoni. L’autore però vi aggiunge partico- lari che nella ZZ7istoria non si trovano : sali tant'alto che « douta que les plumes des oiseaux se bruslassent » ecc. Indi avviene, come nell’/7isforia, la discesa in mare. A quanto scrive J. BERGER DE XIVREY, Z7vYaditions fératologigues, pag. XLIV e 429 (Paris, 1836) sembrerebbe opera di Gio. Vauquelin.

(3) Un poema greco su Alessandro scritto nel 1388 in versi detti politici si trova nel cod. Marciano 408,.cart. in-4; un altro poema di Demetrio Zenone "AXizav®goc 4 MaxeZdy usci a Venezia nel 1529 e altre volte. In prosa usci a Venezia nel 1788 una Aw,yyo:g vAXsi4Y® 600 05 Maxsòv0g, in-12, di cui un’altra redazione vide ivi la luce nel 1819 "AZ. t. M. si3g aéisuot

uul viavatos, In-12.

LA LEGGENDA AVIATORIA DI ALESSANDRO MAGNO, ECC. 25

fust si forte, si grande et si carrée qu’il se peut seoir dedans et y estre et se gouverner sans nul doute ; et ainsi fu faict. Et quand la cage fu faicte, il fit prendre seize grands oiseaux qu’on appelle griffon et les fit lier par les cuisses à bonnes chaisnes de fer et attacher à la cage, il mist avec luy de la chair pour les oiseaux et esponges pleines d’eau. Quand il fut dedans la cage il eut une pièce de chair lyée à une lance et la mist dehors par les pertuis qui estoint faicts propices. Et quand les oiseaux virent la chair ils hausèrent Alexandre et il estendit touiurs la lance contremont. Adonc les oyseaux prindrent leur volée au ciel, et Alexandre tenoit aucune fois devant eux les esponges pleines d’eau pour rafréchir leur alaine et ils le portèrent si haut qu’il luy sembloyt que la terre estoit comme une haye où on met les bestes et la mer lui sembloit comme une couleuvre entour la terre. Et quand Alexandre vit qu’il estoit si près du feu il se douta que les plumes des oyseaux ne brulassent: adonc il s’age- nouilla et pria Dieu qui luy apparut en Macedone, qu’il luy aydast et qu’il peust retourner sain et sauf à son peuple non pas pour luy mais pour le sauvement d’eux.... et quand ses hommes le 'virent venir ils l’adorerent comme Dieu disant: vive le roy Alexandre seigneur de tout le monde aussi bien du ciel et de la mer comme de la terre.

L'’histoire du noble et très vaillant roy Alexandre le grand, jadis roy et seigneur de tout le monde et des grandes froésses qu'il a faictesen sontemfs comme vous pourrez votr cy aprés. A Paris, par Nicolas Bonfons, demeurant en la Rue-Neuve-Nostre-Dame, à l’enseigne Sainct- Nicolas (in-4 picc. s. d., car. gotici).

Da kòm er an daz kot mér Mit allem seinen. her. = Da waz ain perg un méssen héòch Der sich in die luft zòch. Dor auf gieng der kiinig gut Und gedaht in seinem mit Wie er hbher wiird erkàAnt Dann kainer der ye genànt Wird in aller der verlt gemain. Dar nach gieng er sain Den perg wider ab ze tall Und hiez im bringen uber ill Maister, die mit eysen Wircken kinden, die weisen Als man sie dan winden kiind, Die komen do zu stund. Er sprach zu in: « ir machet mir Ain wagen nach meines herczen gir West und auch gilt ».

. « Her, nach ewrem mit Sol ez von uns geschechen ». Die maister so begunden jehen. Do daz werk volbraht Ward als er het gedaht, In hant er hiez bringen Vier greyffen, die mit grymen Hunger heten ser. Die hiez binden der hèr An den wagen schier An die èrt vier.

La Ribliofilia, anno XXIII, dispensa 18-23 4

26 G. BOFFITO

Auf den wagen er sazz,

An ainer stang ain azz

Hiez er pinden héch,

Zu oberst auf die stang mans zocn. Auf den wagen er do sàzz.

Da die greiften daz azz li Sachen in den liiften

Sie begunden giiften

Zu stind noch der speiss

Und flugent auf vil laiss

In dem luft vil verr.

Da sach umb sich der her; Daz ertrich dauht in als klain Gen dem wasser als ain

Bon gen ainem perge gròzz.

Zu allen enden auch auch flozz Das wasser umb die erd,

Reht als ain Zìrckel weit

Hat ez die erd umb fangen. Die Gothait ward belangen

Der hoffart und dez uber miicz Die er mit solhem tricz Ymmer torst bedencken.

Ze stund begund sie lencken Yren zorn wider in

Und schickt auf die greiffen hin Von hicz ain solhen rauch

Daz in her ab ward vil gach. So kom gesunt Allexandrus Auf ain weit feld, etc. etc.

(Der grosse Alexander aus der Wernigeroder Handschrift her. G. GutH, Berlin, Weidmann, 1908, pag. 80, v. 5569 sgg. Deutsche Texte d. Mittel. XIII). * * *

La grandissima diffusione che, sovratutto in virtà e per merito della /77- storia de praeliis, ebbe nell’ Occidente poco dopo il mille la leggenda aviatoria di Alessandro Magno, non poteva a meno di avere un contraccolpo nell’arte, la quale appunto allora -si apprestava a risorgere o rinnovarsi. È risaputo che i temi più popolari furono sempre in ogni tempo i meglio accolti e più accarez- zati dagli artisti, ma specialmente dagli artisti delle origini o primitivi. L'epoca in cui il nostro tema fa la sua prima apparizione nell’arte risponde appunto a quella del maggior fiore e sviluppo di questa leggenda aviatoria, il quale si può fissare, come si rileva dai testi pubblicati, tra i secoli decimosecondo e decimo- terzo. Né solo nelle miniature dei codici del Roman e della Storia d’Alessandro appare Alessandro volante, sia in miniature piccole, — come nel codice parigino n. 7190 (entro un paniere è sollevato da quattro grossi uccelli col titolo « ci dist com Alixandre se fist hisser amont vers le ciel en une corbeille et carenne », ritr. a mezza figura, con corona reale) e n. 7190* (pure entro una specie di pa-

LA LEGGENDA AVIATORIA DI ALESSANDRO MAGNO, ECC. 27 niere o cassa è sollevato dai grifoni, col titolo « coment Alixandre se fist porter aux iiij grifons », ritr. a mezza figura con corona reale in capo, nell’atto, come nella precedente, di tener in mano e drizzare in alto una lancia, sull’estremità della quale è infilzato un pezzo di carne cruda, — sia in miniature grandi, come quella del codice parigino n. 8501 in cui il re appare ritratto con tutta la figura, seduto su d’un trono chiuso entro un quadrato e sormontato da un ornamento in forma di conchiglia, nell’atto di reggere in ciascuna mano una lancia con cui porge l’esca ai quattro grifoni che lo portano, codice quest’ ultimo che contiene il testo latino d’una Storia di Alessandro scritta nel 1237 in Italia; ma anche appare in bassorilievi e in arazzi. Il bassorilievo più importante è certo quello di Venezia, che si osserva incastrato nella facciata settentrionale di San Marco. Alessandro vi è rappresentato a sedere, in atteggiamento rigido, sopra un carro a due ruote sollevato da due grifoni in volo, rivolti avidamente all’esca, consi- stente, pare, in due lepri, infilate in cima di due lance le quali egli regge una

Bassorilievo di Venezia, sec. XII-XIII, raffigurante il volo d’Alessandro.

per mano. Il costume che indossa ricorda quello di certi imperatori bizantini, mentre quella specie di tiara che porta in capo gli dà una fisonomia un po’ asia- tica. Giuliano Durand illustrando il monumento, mezzo secolo fa, negli Anna/es archéologigues del Didron (1) ne notava la simmetria, certe forme convenzionali, il carattere di un bassorilievo con poco risalto e con un risalto dappertutto uni- forme, concludendo che doveva essere ed era di stile ed esecuzione bizantina del secolo XII-XIII d. E. V. Solo i grifoni gli parevano un po’ pesanti, ma pure in armonia col resto. L’artista si doveva essere ispirato secondo lui a qualche pit- tura, scultura o stoffa persiana, più che alla narrazione Callistenea. Infatti una rozza illustrazione che rappresentava Alessandro tra due grifoni egli aveva ve- duta a un’asta pubblica in un manoscritto arabo della Storia di Alessandro figlio

(1) DuranD, Zégende d' Alexandre le grand negli Ann. Arch. par DipROoN ainé, t. XXV, pagg. 141-158 con 1 tav. inc. rappr. a ‘/,, l'originale, dis. Eckschlager inc. L. Gaucherel (Paris, Librairie archéol. de Victor Didron, 1865), dalla quale è ricavato il nostro zinco.

28 G. BOFFITO

di Filifpo. Del rimanente questo carattere non era sfuggito, prima del Durand, al nostro Cicognara, il quale pur errando nell’ interpretazione del soggetto, aveva scritto: « La scultura che per la sua singolarità merita maggiore attenzione è il basso rilievo di Cerere coi pini accesi fra mani, montata su un carro tirato da draghi od ippogriti volanti, in atto di cercare per ogni angolo della terra la propria figliuola Proserpina rapita da Pluto. La originalità di codesto monumento sta nei modi con cui venne scolpito, poichè la composizione è schiacciata in parti- colare simmetria da rendere più un’idea delle produzioni degli antichi popoli italiani, o più veramente delle persiane scolture. Per certo è un lavoro curioso e che potrebbe condurre ad artistiche considerazioni chi amasse con filosofiche ricerche penetrare nella caligine dei secoli oscuri » (1). Quello che rimane an- cora dubbio è qual verità morale s’ intendesse insinuare con un soggetto simile esposto agli occhi dei fedeli in una chiesa. Il Meissner (2), seguito dal Carra- roli (3) crede che i due grifoni, simboli del diavolo tentatore stiano in atto di sussurrare all'orecchio del protagonista il temerario consiglio di sollevarsi alla reggia di Dio (4): interpretazione che ap- parisce assurda a chiunque abbia letto un testo qualunque del racconto del- l’ Zfistoria o da esso derivato e sappia in che alto concetto era generalmente tenuto Alessandro si da cristiani come da ebrei e da mussulmani. Meglio s’appone il Du- rand il quale crede che la moralità possa esser quella da lui letta in un antico ma- noscritto francese di moralità, posseduto dalla sua famiglia, dove, riferito il fatto del volo (che vi si trovava illustrato con miniatura raffigurante Alessandro e quattro grifoni) si concludeva che come Alessandro s’era esposto a tanto pericolo per bramosia di conoscere e di vedere, cosi non dobbiamo noi risparmiare fatica e studio alcuno per poter giungere a possedere in perpetuo le bellezze del cielo. Fatto si è che il volo si

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Capitello della cattedrale di Friburgo.

(1) Ze fabbriche e i monumenti di Venezia, Venezia, 1838 (citato dal Durand).

(2) A. L. MEISSNER, Bi/dliche Darstellungen der Alexandersage în Kirchen des Mit- telalters, in Herrig's Archiv, vol. 68 (1883), pag. 179-190. Si tratterebbe nientemeno che del- l'applicazione ad Alessandro del detto d’ Isaia « Come tu sei caduto, o Lucifero » ecc., T6;g XIV, 12

(3) Op. cit., pag. 363.

(4) Veramente il Meissner distingue le figurazioni del volo dalle figurazioni della tenta- zione precedente al volo: io credo invece che l’artista abbia voluto figurare tutt'al più due momenti del medesimo fatto e il protendersi dei grifoni verso Alessandro non sia tanto per sussurrargli, come il Meissner sogna, parole di ambizione e di gloria, quanto perché vicino ad Alessandro pendeva l’esca bramata.

LA LEGGENDA AVIATORIA DI ALESSANDRO MAGNO, ECC. 29

trova sempre rappresentato a preferenza nelle chiese (1) cioè: in un capitello della cattedrale di Basilea (entro una specie di navicella; e regge le solite due aste inescate a cui volando si voltano i grifoni), in un altro della cattedrale di Fri- burgo in Brisgovia (id.), e poi nella cattedrale di Le Mans (dove Alessandro ha un aspetto femminile e i grifoni son leoni), nella chiesa di Urgel presso Laon (dove i draghi sono quattro e hanno faccia umana), nel portale romanico di Remagen, dove il bassorilievo è simile a quello di Friburgo (2), e poi ancora negli stalli del coro del duomo di Gloucester in quelli del coro della Cartmell Priory del Lancashire, nella cappella di Sdint-Etienne del duomo di Rouen (3), nei capitelli del duomo di Gerona, e di San Severino di Bourdeaux (4), ecc. In Italia, oltreché a Venezia, si può vedere rappresentato il volo di Alessandro in un magnifico arazzo appartenente alla famiglia romana dei Doria-Pamphili, il quale si fa risalire al secolo decimoquinto (5) e, fino al Trecento, si poteva os- servare in una dalmatica di sciamito verde appartenente alla cattedrale di Anagni (6).

Ma più che queste vicende relativamente recenti della leggenda, a noi im- porta conoscere l’origine di essa e in particolare della Zisforia de praeliis, per poter tornare finalmente al punto donde abbiam preso le mosse, cioè all’aero- nautica greca antica (7). L’ Zistoria de praeliis è certo un compendio, derivato non dalle fonti migliori che s’avevano su la vita e le imprese di Alessandro Magno, quali Arriano e il cosidetto Esopo, in greco, Giulio Valerio e anche, fino a un certo segno, Curzio in latino, ma dalle fonti peggiori, più torbide e limacciose,

qual è ad esempio un B{8A0g “AXefdvèpov contenuto nel codice parigino della Na-

(1) Ad eccezione, naturalmente, delle miniature dei codici di Alessandro e di un cofa- netto d’avorio appartenente a un museo germanico (Francoforte sul M. ?) descritto dal Du- RAND, of. e 4. cit.

(2) CH. CAHIER, 2Lasreliefs mystérieux étudiés dans plusieurs églises d’Allemagne de France et d’Italie, nel vol. I dei suoi Nouveaua meélanges d’archéologie, d'hist. et de littér. sur le M. Age, intitolato Curiosités mysterieuses, Paris, F. Didot, 1874, in-4 gr. a pag. 165 sgg. Egli cita pure una miniatura di Autun, dove la navicella non appare.

Altra miniatura è registrata da LIEBMANN-WAHL, Aa/a/0g, p. 175, n. 426-27 (Franckfurt in M. 1912).

Il bassorilievo di Basilea era già stato pubblicato nel 1842 in lit. nella Descriz. anonima della Cattedrale, col titolo « Un roi placé entre deux griffons enchaînés », quello di Friburgo nella tav. 19* del 2° vol. dei Denkmidl/er der deutschen Baukunst di Giorgio MOLLER, Lipsia.

(3) Riprodotto in ADELINE, Les sculpftures grotesques, pag. 10, III : cosi il Meissner. >

(4) MEISSNER, //em. cit. in Archiv fiir das Studium der neueren Sprachen und Littera- turen, her. von LupwiG HERRIG, vol. 68°, a. 36°, pag. 184-185 (Braunschweig, Westermann, 1882). Nei capitelli la figura di Alessandro occupa l’angolo e gli uccelli volanti le due parti. Ag- giunge il Meissner che doveva essere ben popolare la leggenda per servire d’ornamento a capitelli, |

(5) DURAND, 0). cif. pag. 150. L’arazzo ha ora, a quanto pare, preso il volo anch’esso e non sappiamo dove sia andato a posarsi.

(6) X. BARBIER DE MONTAULT, 7résor d'une cathédrale: inventaire de Boniface VIII, negli Annales archéologiques des Dipron, XVIII, pag. 26 (Paris, 1858). |

(7) Facendo parte il presente studio d’una più ampia monografia sull’Aereonautica pri- mitiva, che vedrà la luce prossimamente, auspice il comm. Leo S. Olschki.

30 G. BOFFITO

zionale n. 113 (in-4, cc. 205, trascr. nel 1567 da Eustazio diacono) che nell’edi- zione didotiana dello Pseudo-Callistene apprestata da Carlo Miller (Parigi, 1865) rappresenta sempre la parte più romanzesca e buffonesca. Restringendoci solo al nostro soggetto si senta quello che dice del volo di Alessandro (lib. II, c. 41) quasi subito dopo aver parlato della discesa sua in mare (lib. II, c. 38) accop-

piando cioè le due storie favolose come si trovano accoppiate, inversamente però, nella Historia de praeliis.

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(ARRIANI Anabasis etc. PseuDo CALLISTHENIS, Zisforia fabulosa, ed. C. Muller, Parisiis, A. F. Didot, 1865, pag. 91).

Se non che noi sappiamo già che non è la prima volta che ci si presenta nella preistoria dell’aviazione il tentativo di ricorrere agli uccelli per trasvolare gli spazii. Or bene, questa leggenda di Alessandro si può ritenere indipendente da quella del re Kavus? e anzitutto è a quella anteriore o posteriore? Poste- riore di sicuro, se crediamo al Pizzi che nessuno vorrà credere un cattivo giu- dice in materia. Ma, consentendo col Pizzi, s'ha egli a credere che gli storici di Alessandro applicassero al re greco quello che si narrava del persiano Kavus? Noi non crediamo che ci sia mestieri di far questa supposizione, anzi in certo modo a questa ipotesi preclude la via Firdusi stesso che cantando a lungo di Iskender (= Alessandro) nel suo poema, non ha il menomo cenno al volo. Nella vita di Alessandro c’era già tutto quello che occorreva per la formazione spon- tanea della leggenda del volo, se pure non si vuol credere che qualche tentativo di questa sorte egli abbia fatto davvero. Pare che a un certo punto il Macedone vittorioso amasse sul serio di farsi passare per una divinità: or qual migliore e più spedito mezzo che solcare gli spazii come un dio? E dei varii espedienti aviatorii era certo quello che si doveva presentare come il più ovvio e naturale:

LA LEGGENDA AVIATORIA DI ALESSANDRO MAGNO, ECC. 3I

spaziare per l’aria con l’aiuto di animali alati come con l’aiuto di animali qua- drupedi si percorreva la terra.

D'altra opinione è Dario Carraroli, lo sido italiano più erudito della leggenda di Alessandro (1), il quale crede nata la leggenda dei grifi dai due corvi che, secondo un passo di Callistene citato da Strabone, mostrarono il cammino ad Alessandro quando andò a consultare l’oracolo di Giove Ammonio : i corvi già da Tolomeo, altro storico di Alessandro, li vediamo mutati in draghi e al tempio di Giove Ammonio si può ben esser venuto sostituendo il cielo. A dir vero, mi sembra molto poco esigente il Carraroli, a contentarsi soltanto, come di prima mossa alla formazione della leggenda, di due uccelli guidatori, (che tra l'altro, si trovano in parecchie leggende) anche ammettendo che la fantasia po- polare avesse già trasformati questi corvi in draghi (2). Resterebbe ancora a spiegare a ogni modo l’identificazione successiva dei draghi coi grifoni, da una parte, e dall’altra l’identificazione del tempio di Giove Ammonio col cielo. Ma ecco come s’esprime precisamente il Carraroli (pagg. 293-94): « L’andata di Ales- sandro al paradiso e la sua discesa al fondo del mare potrebbero essere benis- simo una di quelle tante goffe o amene invenzioni medievali, con cui si credeva di dare a un personaggio illustre il vanto di un'impresa impossibile agli altri uomini; ma è probabile assai che l’idea prima sia venuta da due racconti sto- rici o dati per tali: la visita al tempio di Giove Ammone e il passaggio del mare di Panfilia. Tolomeo in un frammento riferito da Arriano, Aristobulo e Arriano novellarono che Alessandro fu guidato al famoso tempio da due corvi o draghi; e Q. Curzio aggiunge che il Macedone non accontentandosi di essere al colmo della grandezza umana, fece una spedizione attraverso il deserto per conquistare l’entrata all’ Olimpo. Cosi il tempio, la cui topografia è assai incerta e oscura anche negli storici primi, diventò nel m. evo il cielo, a cui Alessandro sali tirato in una navicella da due grifoni. Rosenzweig (/osepA und Suleicha, 435) e con lui l’Hertz (Aristoteles in den Alexanderdichtungen des Mittelalters, Mùn- chen, 1890, pag. 63) crede che la visita all’oasi di Giove Ammone sia soltanto il germe storico dell’andata alla fontana della vita o della immortalità; ma perché non quello della salita al paradiso ? Certo le affinità ideali sono maggiori con quest’ultima che con quella e in ogni modo l’identificazione può essere avvenuta tanto per l’una quanto per l’altra » ecc. Cosi, l'episodio aviatorio sarebbe tutt’una cosa con l’andata al paradiso deliciano, che è episodio ben diverso, e l’andata

(1) Za leggenda di Alessandro Magno, Mondovi, Issoglio, 1892, in-8. Vedi le pagg. 40 e 293. La scarsezza e poca precisione delle citazioni è però un difetto che salta subito agli occhi a chi scorra il volume, che pure non manca di pregi.

(2) « Tolomeo cangiò i due corvi in dragoni confondendo forse la notizia di Onesicrito intorno all’ambasceria del re Abissare compiuta dai due draghi » pag. 40. Ma Onesicrito non dice affatto codesto : dice. soltanto, a quanto scrive Strabone, che gli ambasciatori riferirono che presso Abissare si allevavano due dragoni: brèp 8ì tabtne (196 yobpag la regione tra l’ Indo e 1° Idaspe) é&v torte Epeaty È tod “Aftodpov Ywpa, rap° di Tio Ipaxovtag àrrfyysXiov ol nap° abrod Tpéodete tpipsgdat, tòv pùv dfBornjxovra muybov, tòv dè tattapdaxovia npòg tolo Txatov, be elonusv "OvNnatxpitoc, il quale scrittore, aggiunge, è il più favoloso degli storici di AMESSAIICIO, STRA- BONE, Geogr. lib. XV /Zaudia., pag. 595 lin. 15 sgg. Parigi, Didot, 1853.

32 G. BOFFITO

al paradiso s'identificherebbe con l'andata al tempio di Giove. Ammonio, che è anch’essa ben altra. Certo, lo sdoppiamento d'un fatto non è raro nel regno della leggenda, ma qui si corre un po’ troppo e troppo si tende a semplificare. Per me, se si dovesse in qualche altro fatto, vero o supposto, della vita di Alessandro ricercare l’origine dell’esperimento aviatorio, del che fare però non vedo ragione alcuna, preferirei ravvisarlo nell’uno o nell’altro fatto narrato, come s'’ è sul prin- cipio riferito, da Giuseppe Flavio e da Arriano. GIUSEPPE BOFFITO.

INA DEIR ME EE MA DE NOE SEDIE SEN DEDE DN EE ENEIDE SCREEN DIE DIE NIC NE NIC N CHIEN DICI CNC DICI NICE RENDE NICE SCIE PORCO DICCI IE E NICE IC I CCIE EEN NC NICE NNO E NERE IOE NODI N DE ESERCITO ———————————————————————————€—€———————————————————————— sm —————__——++ o. Ae! ————_———————£__—m€—m—6—_P_€_mÈ———rm—h” mzRn*©WÈ-m——@——lm1@22@—@—@——@—@—@—@—11=11—@t—@—@—@t@—@—@t@@—@—@—@—@—@—@m@t

L'ascesa al cielo di Alessandro Magno

-

Si legge nella 2i6/iofilta, XXII, 316 sgg. un interessante studio di G, Bof- fito sulla «leggenda aviatoria di Alessandro Magno ». Mi sia concesso di fare a questo dotto articolo poche aggiunte. L’Archivum romanicum ha già offerto ai suoi lettori (IV, p. 113) la riproduzione della celebre scoltura di S. Marco a Venezia rappresentante l’ascesa al cielo di Alessandro Magno tratto dai grifoni affamati, che — legati a una cesta — s’ostinano a volare verso la ghiotta esca che Ales- sandro presenta loro (1). I Grifoni e la cesta, con dentrovi Alessandro, si avviano, cosi, per le vie del cielo. | I

Ho il piacere di far pubblica ora una miniatura sullo stesso soggetto, che si trova in un ms. della Biblioteca di Lipsia:

(1) Vedine anche la tavola in.G. BATTELLI, / libri naturali del « Tesoro » di B. ‘Latini, Firenze, 1917, pag. 3.

L'ASCESA AL CIELO DI ALESSANDRO MAGNO 33 Il ms. è del sec. XIII e contiene la nota /Historia Alexandri Magni de prae-

liis, di cui parla il Boffito (p. 329), nel cui studio si possono trovare tutte le opportune indicazioni, che qui non ripeto. G. BERTONI.

iii ——@€@€@<#"@<€@—<—<P6€<T lc @———@@<Qnc’céJm@@( ‘imm uui'-<ucui<@--ii > iii smania ita ttt ttt TITTI LIFICIFI CCI FI TIFITICITITITITITCTILITTCILI CITI CLELIA Et 8888 tt 8 ttt 308019. 9. 0.0 10t91,}_t.9.5.. percio e IA riesi ioni erano en

QUESTIONARIO DEGLI ERUDITI

(Continuazione : vedi Za Z2ibdliofilia, anno XXII, disp. 98-123, pag. 357)

La Bibliofilia, anno XXIII, dispensa 19-23

SO Google

34 QUESTIONARIO DEGLI ERUDITI

VI. £

Il frammento di cui retro è riprodotta la fotografia nelle dimensioni uguali all’originale, composto di due fogli diversi, è attribuito al Planck .(Hain, 6345) dall’Audiffredi nel .Suff/e- mentum pubblicato dal Bresciano, 1897, pag. pato del primo foglio, una nota scritta forse al principio del secolo XIX, lo giudica stampato a Roma nel 1465. In tal caso sarebbe un frammento del Donatus pro fpuerelis di Schwein- heim e Pannartz, del quale nemmeno un foglio è a noi pervenuto. Il carattere rotondo di tale frammento appare più bello ed elegante di quello usato dal Planck nei suoi libri scolastici: De varia constructione (1490) e De Oratore, s. 1. e d. (ma Planck) di Antonio Mancinelli, ma anche di quello rotondo più antico del Sulpicius, De versuum scansione, s. l. e a. attribuito ad UI-

20-21, Invece nel margine inferiore rattop-

dericus Gallus.

Agli eruditi e bibliofili chiedesi una risposta coll’indicazione possibilmente se e dove esista altra edizione o frammento del Donafus del Planck, risposta da inviarsi al direttore della

Bibliofilia, comm. Leo S. Olschki.

,

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Pubblicazioni di carattere bibliografico

e intorno alla storia

dell’arte tipografica

Tagebuch des Herrn v. Chantelou tiber die Reise des Cavaliere Bernini in Frankreich. Deutsche Bearbeitung von Hans Rose, Miin- chen, Bruckmann, 1919, 80, pp. XVI, 384.

Il dott. Rose pubblica in lingua tedesca il famoso diario del Chantelou edito già dal La- lanne nella Gazette des Beaux-Arts. Questo diario è una delle fonti più importanti per lo . studio del barocco e del Bernini che ne è l’e- spressione.

Diamo un riassunto del contenuto:

Gli appunti incominciano dal momento dell’arrivo del Bernini in Francia, dove, com'è noto, esso fu invitato dal Re Luigi XIV, per discutere la costruzione del Louvre e per farne i nuovi progetti.

Il primo di giugno del 1665, un giorno prima dell’arrivo del Bernini a Parigi, Chantelou viene addetto alla sua persona e due giorni appresso ha luogo a Saint Germain, l’udienza d’intro- duzione. Nel corso di questo primo colloquio e nel memoriale elaborato subito dopo, il Ber- nini dichiara che la nuova costruzione non può esser concepita - ‘‘ né grande né maestosa ab- bastanza, ”” dovendo i monumenti d’ un Re di Francia, secondo la sua convinzione, superare per magnificenza ed elevatezza tutto quello che

fin allora abbian fatto papi, imperatori e prin- cipi.

Con questi progetti egli sì mette al lavoro, che noi possiamo seguire in tutti i suoi parti- colari. Nel programma, fin dall’ inizio, era in- cluso, come secondo ed importante compito, il busto del Re.

Pure per quest’ opera l’artista parte dal con- cetto della glorificazione eroica. Egli vuole og- gettivare nell’opera sua il simbolo della Maestà quale esso vive nella sua fantasia.

L’ imitazione non dev’esser l’ unico fine. Per giunger allo scopo prefisso, egli evita persino di servirsi degli studi tratti dal vero, temendo d’offuscare, copiando sé stesso, l’elevatezza dell'immagine eroica che egli vuol creare.

Egli confessa spesso quanto grande sia la fatica che esso gli costa. Dopo un lavoro di più ore, egli si sente stanco e spossato. A ciò con- tribuisce il via vai irrequieto delle molte sedute che il Re concede al Cavaliere, alle quali egli appare sfarzosamente seguito da cortigiani e poeti. La loro descrizione ci offre un impor- tante materiale storico, facendosi conoscere i personaggi ed i costumi di corte. II modello ha piena libertà di movimento. La lettura di patetici sonetti, esaltanti Monarca e scultore, s’alterna con discussioni tecniche ed artistiche

PUBBLICAZIONI DI CARATTERE BIBLIOGRAFICO, ECC. 35

intorno al problema del piedistallo ed al futuro collocamento del busto nell'ambiente.

Mentre la descrizione del lavoro intorno al busto si svolge ininterrottamente nel corso del libro, fino al successo unanime e incontrastato, avvenimenti incalzanti, apparentemente bril- lanti, danno ai progetti del Louvre una piega, fin da principio, drammatica.

Il Bernini impiega tutto il suo genio nel progettare un palazzo che possa rappresentare nella sua grandiosità il sovrano più potente. Egli s’abbandona tutto al suo compito, e crea facciate d’imponente monumentalità, davanti alle quali, senz’ ambizione, in sincera umiltà, egli confessa che «solo la Grazia Divina abbia potuto concedergli tanta forza d'ispirazione e tanto potere». Fin da principio egli trascura le fondamenta e lo spazio.

L’insistente preoccupazione del primo mi. nistro, Jean Baptiste Colbert, per un dignitoso alloggiamento del Re, è più che giustificata.

Trritato, il Bernini rifiuta d’occuparsi di tali lavori, dichiarando semplicemente esser la di- sposizione interna competenza del quartierma- stro. In questa cosciente trascuranza potremmo riconoscere la tragica colpa dell'artista.

Respingendo definitivamente il progetto, Colbert poté scusarsi coll’osservare, non essere ammissibile che il Re vivesse ristretto come per il passato, dopo aver sborsato l’enorme somma di dieci milioni per la costruzione d’un nuovo palazzo. Non era però questo l’unico argomento che decise il rifiuto dei progetti del Bernini. Il Diario ci dà schiarimenti intorno ai conflitti esistenti tra il Cavaliere e la Società francese; Colbert stesso, pur occupandosi mi- nutamente per l’esecuzione del progetto, col- laborando con buona volontà ai disegni delle fondamenta, non può sopprimere una subitanea e personale avversione contro l’ospite italiano.

Non mancano ben tosto le mordaci osser- vazioni contro di lui, per la critica che egli si permette spesso e volentieri, contro ai perso- naggi e ai costumi francesi. Da qui nacque un conflitto tutto speciale. La vanità nazionale si sente colpita. Nella sua franca e pronta critica, il geniale Maestro dichiara non trovare nei Pa- rigini l’intendimento per la vera e grand’arte, ferendo con ciò profondamente il loro orgoglio.

I veri guai incominciano all’inizio dei primi

lavori: gli operai non sanno fare ed il mate- riale è pessimo. Vengono reclamati muratori romani e legname toscano. Persino l’assennato e sempre riservato Colbert perde la pazienza quando il Bernini dimostra ai presenti l’evi- dente inabilità dei muratori parigini nel farla calcina o nel congiungere le pietre.

Ma l’origine del male è ancor più profondo. Il genio dell’artefice italiano non si adatta al carattere francese, e l’alta società lo considera infine come un estraneo molesto.

La reciproca animosità spinge il Bernini a vivaci attacchi contro l’incostanza e la mania

intrigante dei francesi. Ciò dà campo ad una

più accentuata resistenza degli avversari, e al propagarsi di voci sempre più insistenti che riferiscono d’un evidente disinteressamento del Re e di nuovi incarichi dati ad altri artisti, per lo stesso progetto.

La voce decisiva è però quella del giovane Charles Perrault, nominato da Colbert direttore dei lavori d'esecuzione. ll suo schiacciante giu- dizio intorno ai disegni del Bernini non vien mitigato, neanche in seguito ad una scena pe- nosa, nella quale il Bernini lo tratta come un ignorante qualunque. Questa scena col Perrault, che il Diario descrive in tutta la sua vivacità, fu forse la prima spinfa che condusse al rifiuto definitivo del progetto.

Perrault è e rimane il maggior avversario del Cavaliere. L’appoggio di Colbert gli dà il coraggio e la possibilità d’ intrigare energica- mente, affinché la costruzione del Louvre venga affidata a suo fratello, Claude Perrault. Gl’in- trighi s’ addensano e non si trascura alcun mezzo per istigare contro al Bernini, il Re e l'opinione pubblica.

Chantelou s’affanna invano a smentire le malignità sparse. La cancelleria del Signor Col- bert ha già iniziate nuove trattative con altri artisti.

La spontaneità degli appunti di Chantelou ci fa vedere nel drammatico naufragio del gran- dioso progetto il destino del vecchio Bernini.

Con impareggiabile freschezza ci vien de- scritta la figura sempre giovanilmente appas- sionata del geniale artista già attempato. La sua fede religiosa è sincera e profonda; la chiesa una necessità. [l suo spirito d’osservazione è strettamente collegato al suo temperamento di

36 PUBBLICAZIONI DI CARATTERE BIBLIOGRAFICO, ECC.

vero artista, egli reagisce, deride e critica con vivace ed appassionata prontezza. In società egli si compiace a raccontare aneddoti della propria vita, dilungandosi volentieri, citando passi delle sue proprie commedie.

Il discorso che egli tiene davanti all’Acca- demia, e nel quale egli espone le sue idee intorno al disegno dell’ antico, ascrivendo a questo la facoltà e la forza di svegliare nei giovani artisti il sentimento e l'ideale del bello, non è l’unico passo del Diario che ci oftre un ricco materiale intorno alla sua concezione ar- tistica.

Non meno vivo e personale è il contatto

che otteniamo coll’autore del Diario stesso: Paul Fréart, Sieur de Chantelou. Astraendo da piccole vanità e dal compiacimento di mettersi in evidenza, riconosciamo senz’altro esser l’au- tore del libro un personaggio d’insolito sapere e di rara sagacità. Il suo « Diario intorno al Viaggio del Cavalier Bernini in Francia » deve la sua importanza per la Storia e la Storia del- l'Arte al fatto che esso ci presenta diretta- mente uomini.e circostanze, rivelandosi un pe- riodo storico di decadenza nella sua struttura umana e spirituale.

Nell’osservazione degli uomini si raffina il nostro intendimento degli aspetti politici, so- ciali ed artistici di un’epoca storica. Chantelou è il rappresentante del barocco agonizzante. Egli però non è la figura principale del libro. Dalla sua vivace versatilità si distacca un tipo di eccelsa unità storica: Lorenzo Bernini.

E. R.

CHARLES UPpson CLARK, Co/lectanea Hispanica. — Paris, Libr. Edouard Champion, 1920; pag. 243, in-8°, c. LXX tavv. di facsim. (‘ Transactions of the Connecticut Academy of arts and sciences’, 24).

Qust’opera importante (che, grazie alla con- sueta liberalità delle Università Americane, può trovarsi agevolmente anche presso alcune biblioteche nostre, cui fu inviata in dono) fu composta e pubblicata a istigazione di un dotto bibliotecario straniero, benemerito anche degli studi italiani, e mancato nel 1913: il dott. Rodolfo Beer della Biblioteca Palatina di Vienna. Egli, che aveva compiuto in Spagna, parecchi anni or sono, un ‘iter litterarium ’,

il quale gli aveva fornito materia per impor- tanti lavori paleografici (t), avuto conoscenza

dei materiali che il Clark, in un viaggio fatto:

nel 1907, aveva raccolto nelle biblioteche spa- gnuole per servire di diapositive alle proie- zioni che il Cl. usava fare nelle sue lezioni di paleografia alla Yale University di New Ha- ven (Connecticut), lo esortò a pubblicarli, come contributo a uno studio speciale sulla scrittura visigotica, malgrado che le riproduzioni foto- grafiche, in larga copia raccolte, fossero di ne- cessità in formato assai rimpicciolito, e non sempre (per mancanza di luce o di altre co- modità) perfettamente riuscite.

Le spese dell’edizione furono assunte dal- l'Accademia di arti e scienze del Connecticut, ma l’opera, scritta in francese, fu stampata in Francia, @ precisamente dalla tipografia F. Paillart di Abbeville. Sospesa la stampa a causa della guerra, essa è stata ripresa e com- piuta ora, a cura della casa Champion di Pa- rigi, cosi benemerita degli studi paleografici, bibliografici e letterari che hanno rapporto coll’ Italia. L’Introduzione comprende quattro capitoli. 1. Afercu historique des travaua re- latifs à l’écriture wisigothique; 2. Les manu- scrits w'isigothigues (elenco di tutti i codici

(1) Cfr. Rupote: BERR, Z/andschriftenschitze Spanicus. Bericht tiber esme im Auftrage der K. Akad. d. Missen- schaften in den Jahren 15N0-1888 durchgefiihrte Forschungs- resse: in Sttzungsberichte d. KR. Akad. d. Wissensch. (Wien), philos. -hist KI., vol. CXXIV (1891), Abhandl. VI, pagg. 1-80; CXNV (1892), Abh. III, pagg. 1-72; CXXVI (1892), Abl. II, pagg. 1-60; CXXVIII (1893), Abb. VIII, pagg. 1-80, e Abh. XII, pagg. 1-80; CXXIX (1893), Abb. IV, pagg. 1-80, e Abh. VI, pagg. 1-70; CXXXI (1894), Abh. VII, pagg. 1-80, e Abh_ XI, pagg. 1-81; — R. BEKKR, Die Handschs iften des Klosters S. Maria de Rifoll; ibid., vol. CLV (1907), Abh. III, pagg. 1-112, c. XII tavv. (lavoro, di cui fu pubblicata poco di poi anche una traduzione in ca- talano: Zes AManuscrits del Afonastir de Santa Aaria de Ripoll fer lo Dr. RopoL.Fo BEER; /#raducciò del alemany d'En PERE BARNILS v GioL; in Bo/etin de la Real Aca- demia de Buenas Letras de Barcelona, tom, V (Barcelona 1910); — R. BEER e Diaz, JiMmENEZ, Noticias bibliogra- ficas y catalogo de los còdices de la Santa Iglesia Catedral de Leon. Leon 1888; — R. BEKR, ISIDORI £/ymiologiae. Codex Toletanus (nunc Matritensis) 15,8. Leyden, Sijthoff, 1909 (in Codices graeci et lat. fhotografhice depicti, XIII), — Più, il II vol. della Bibliotheca Patrumi Latinor. Hispa- mensis, edita a cura dell’Accademia delle scienze di Vienna fu pubblicata Nach den Aufzeichnungen RupoLF BEER'S bearbeitet u. hrsg. von ZACHARIAS GARCIA, .S. /. Wien 1915.

I (NI

PUBBLICAZIONI DI CARATTERE BIBLIOGRAFICO, ECC. 37

visigotici conosciuti, per ordine alfabetico delle città e biblioteche che li conservano); 3. Ca- ractéristique de l’écriture wisigothique; 4. Tran- scription des fac-similés, i quali sono in tutto 70 (pagg. 108-243). — Non ci sembra inop- portuno (nel segnalare quest’opera diligente all’attenzione dei paleografi) accennare i ma- noscritti, in tutto o in parte visigotici, delle biblioteche italiane, e di cui nell’opera del CI. è prodotto un fac-simile, o data la descrizione. Essi (come è noto) non sono molto numerosi:

1) Cava dei Tirreni, cod. I (già 149), scritto da Danila. È la celebre ‘Biblia Ca- vensis’ della 2* metà del sec. IX, scritta a tre colonne, già descritta dal p. A. AMELLI, e Libri Baruch vetustissima latina versione. Monte Cassinò 1912, pagg. 7 e 14, e da D. BERN. GAETANI D'ARAGONA, in appendice al. Codex diplomaticus Cavensis, vol. 1. Napoli 1873 ; il quale però errò nel qualificare la scrit- tura per longobarda, mentre è visigotica. Il carattere nettamente visigotico di questo ms. fu riconosciuto pel primo dal nostro CESARE PAOLI, poi dal CORSSEN e da altri. Cfr. fac- simile alle tavv. 13-14, e trascrizione a pagg. 134-140. Cfr. anche pag. 35: 2) Monte Cas- sino, cod. 4, sec. VIII er.: S. AMBROSII, De Fide contra Arianos, con note in arabo. E evidentemente (secondo il CI.) uno dei più antichi in carattere visigotico, e poiché nelle note marginali è ricordato come contempo- raneo Elipando, che fiori nel sec. VIII, il CI. attribuisce il ms. alla fine del sec. VIII. Fac- sim. nella tav. 12 ; trascrizione a pagg. 132-34. Cfr. anche pag. 49, n. 640; 3) Monte Cas- sino, cod. 19, sec. IX: AucustiINUS, De 7ri- nifate, con note in arabo. Cfr. pag. 49, n. 641; 4) Roma, S. Anselmo, ‘sine numero’; ora in Spagna. Contiene il Vange/o di S. Giovanni. Secondo il Loew, spetta al sec. X o XI. Cfr. pag. 56, n. 679; 5) Roma, Bibl. Corsiniana, 369 (già 40. E. 6): BreaTO DI LIEBANA, Cosm- mentario sull’ Apocalisse, sec. XII. Il codice è in minuscola; ma i ff. 144-156 e le aggiunte di f. 106 sono in carattere visigotico, seb- bene mescolato ad elementi eterogenei. Fu già descritto da ZACHARIAS GARCIA, Un nucvo manuscrito del Comentario sobre el Apocalipsis de San Beato de Liebana; in Razon y Fé, a. XII (1905), pagg. 478-93. Cfr. pagg. 56-57,

n. 680 (dove, non si sa perché, il codice è re- gistrato come appartenente alla Biblioteca Vit- torio Emanuele); 6) Vaticano Reg. 267. È il famoso ‘ Sacramentarium Gelasianum ’, di S. Marziale di Limoges, descritto dal TRAUBE. Ha note marginali in scrittura visigotica del sec. IX. Cfr. pag. 57, n. 681: 7) Vaticano Reg. 708, frammento delle Senzentiae di Ist- DoRO, sec. XI. Cfr. pag. 57, n. 682; 8) Va- ticano Reg, lat. 1024, sec. VII-VIII, in semi- onciale spagnuola. Contiene la ‘ Lex Visigo- thorum Reeceswindi ’. Già descitto dallo ZEUMER nell’ ediz. delle Leges Visigothorum (4/G H., 1902). Fac-simile nelle tavv. 8-9; tra- scrizione a pagg. 127-29. Non è compreso nel. l’elenco dei mss. visigotici (cfr. pag. 57); 9) Vercelli, Bibl. Capitolare, cod. 158, sec. VIII c., con note in carattere visigotico. Cfr. pag. 63, n. 711; 10) Verona, Bibl. Capito- lare, cod. LXXXIX (84), sec. VII o VIII. Contiene 1’ ‘Orationale Gothicum”’ già pubbl. dal BIANCHINI, e offre (secondo il Cl.) «le spécimen le plus parfait de l’écriture wisigo- thique ». Fu già descritto da A. SPAGNOLO. L’orazionale Gotico-Mozarabico della Capitolare di Verona descritto da S. Maffei. Pistoia 1899. Fac-simile nelle tavv. trascrizione a pagg. 129-132. Cfr. anche pagg. 63-64; 11) Lucca, Bibl. della Cattedrale, cod. 490; scritto nel 795, da un monaco vivente in Lucca, ma probabilmente di educazione spagnuola. Con- tiene la Ckronica di EuseBIo. Cfr. pag. 64. Nulla è stato trascurato dall’autore per rendere più utile e più agevole la consulta- zione del suo libro. E cosi nel cap. II ab- biamo, oltre l’accennato elenco dei mss. visi- gotici, la bibliografia delle opere contenenti descrizioni o fac-simili di essi codici; la lista dei manoscritti visigotici datati (dal 732 al 1160-75), per ordine cronologico; l’elenco dei copisti e miniatori che hanno lasciato il loro nome ne’ mss. visigotici (fra cui anche una miniatrice, ‘Ende pictrix’, dell’a. 975): in tutto, non meno di sessantuno; l’indice dei luoghi in cui i codici furono scritti; l’elenco dei fac-simili di mss. visigotici compresi negli Exemfpla dell’ EwaLD e LOEWE (1883) e nei presenti Co//ectanea Hispanica del CLARK; — e nel cap. III, le forme delle singole lettere e dei nessi, la lista alfabetica delle abbrevia-

IO-11I;

38 PUBBLICAZIONI DI CARATTERE BIBLIOGRAFICO, ECC.

zioni visigotiche, l'ortografia dei mss. visigo- tici, i segni diacritici, la punteggiatura, ecc. Sarebbero sommamente utili agli studi pa- leografici lavori consimili per le altre ‘scritture nazionali’, purché fatti colla stessa accura- tezza e collo stesso metodo onde questo è

condotto. CarcLo FRATI.

AcHiLLk BERTARELLI, /nventario della Rac- colta formata da Achille Bertarelli. Vol. II: Aisorgimento. Giornali, opuscoli e fogli volanti contemporanei agli avvenimenti

Bergamo, Istituto

1921; pagg. [xiv n. n.)

1796-1850. — italiano d’Arti grafiche,

328, in-8 gr.

Nel presentare il primo volume di questa insigne Raccolta, destinata a raffigurarci in un quadro d’insieme la storia e la vita nazionale nel suo naturale svolgimento e nelle sue più svariate manifestazioni — a simiglianza di quanto Michele Hennin fece per la Francia ne’ 170 volumi della collezione parigina — Francesco Novati, poco avanti la sua fine im-

matura, plaudiva alla sagace e generosa lar- | ghezza di propositi dell'amico e collega, prean- nunziando come il I volume fosse destinato alla ‘ Italia geografica *, cioè ad una serie di 3379 carte geografiche e topografiche, ripartite in due sezioni : la 12, di carte generali e par- ziali della penisola; la 22, di vedute di città e paesi ; il II, alla illustrazione dell’Italia sotto l’aspetto monumentale (vedute di edifici pub- blici e privati, ecc.); il III, alla illustrazione de’ documenti grafici concernenti la storia po- litica e civile d’ Italia ; il IV, alle stampe po- polari; il V, ai documenti relativi alle costu- manze militari e civili, per regioni; il VI, a | ciò che ha attinenza alle arti, alle industrie, alcommercio (mestieri ambulanti, officine, ecc.); il VII, all’arte del libro; e finalmente l’ VIII e ultimo alla bibliografia del ritratto. Questo grandioso e geniale disegno ha già avuto un ottimo principio di attuazione, colla pubblica- zione del vol. I (/falia geografica) avvenuta nel 1914, e con quella del IIl (Z’Zfa/ia nella vita civile e politica) avvenuta nel 1916. Ma quanto al vol. II, che avrebbe dovuto conte- nere il catalogo delle stampe relative all’Italia monumentale, esso ha subito (per effetto della grande guerra che tutto ha rimutato e scon-

volto) un mutamento radicale, giacché è stato sostituito dal catalogo della raccolta del Risor- gimento, che è quello sopra annunziato. Non v° ha dubbio che la materia di questo volume offra un interesse di attualità molto maggiore che non quella prima divisata ; e gli studiosi del nostro Risorgimento, che ogni giorno più aumentano di numero e di valore, si compia- ceranno vivamente di questo nuovo e ricco materiale di studio che viene loro ammannito dal valoroso bibliofilo milanese.

Il volume comprende complessivamente 3943 numeri, suddivisi in due grandi classi (di cui la prima naturalmente di gran lunga preponderante): Libri ed opuscoli (pagg. 1-256) e Giornali (pagg. 257-284). 1 dibri ed opuscoli sono rassegnati cronologicamente, per gruppi, comprendendo nel I capitolo il periodo prece- dente l’occupazione francese (...,-1796); nel II, l'occupazione francese e le repubbliche Gallo- italiche (1796-1805); nel III, il periodo Napo- leonico (1805-1821); nel IV, dalla Restaura- zione alla elezione di Pio IX (1814-1846); nel V, dalla elezione di Pio IX alle reazioni del 1849-50, suddiviso in altrettanti paragrafi (Italia in ge- nerale; Regno di Sardegna; Lombardo-Veneto; Ducati; Granducato di Toscana ; Stati ponti- fici; Regno delle Due Sicilie). I giornali in- vece sono distinti in due sole serie: anteriori al 1796, e dal 1796 in poi. Chiudono il volume tre Indici: delle opere anonime, degli autori e dei soggetti. — Sono poi escluse dal pre- sente catalogo le seguenti sezioni di materiale storico, ordinate in gruppi speciali: a) Rivo/u- zione francese (Assemblea dei Notabilij; Stati generali; Assemblea Nazionale); 6) Misorgi- mento Nazionale (Opuscoli e fogli vol. dal 1850 ad oggi); c) Guerra mondiale (1914-18); per un totale complessivo di oltre 24.000 numeri.

La tiratura del volume è di soli 200 esem- plari fuori commercio ; e la bella epigrafe che vi è premessa, colla sua data suggestiva, dimostra da quali patriottici sensi esso fu inspirato :

IN MEMORIA DEI FRATELLI SCESI IN CAMPO CONTRO L’ETERNO NEMICO QUESTI DOCUMENTI DI STORIA PATRIA DONO ALLA BIBLIOTECA DI BRERA NEL CINQUANTESIMO ANNIVERSARIO DI ROMA CAPITALE CHE AN- CORA ATTENDE ‘L’ ULTIMA ROCCA DEL PENSIERO LATINO ”.

Fiume d’Italia, 20 Settembre 1920.

PUBBLICAZIONI DI CARATTERE BIBLIOGRAFICO, ECC. 39

Chiudendo, non possiamo non fare eco al- l'augurio espresso da Renato Sériga, in fine della breve Prefazione premessa al volume : che « possano e vogliano coloro che presie- dono alle sorti della Pubblica Istruzione dimo- strare il loro gradimento nel modo più efficace, dirimendo al più presto tutte le difficoltà che intralciano la vita operosa della Braidense, pur oggi costretta a sottrarre all’ indagine de- gli studiosi le cospicue donazioni fattele in questi ultimi tempi, fra le quali degna di par- ticolare menzione la mirabile raccolta di stampe donata sino dal 1914 dallo stesso Bertarelli, a fin che i cultori della storia della nostra poli- tica rinascita possano fra breve entrare in pos- sesso del più ricco patrimonio documentale che sin ora privato seppe comporre in ben costrutta unità a loro esclusivo beneficio ».

CF.

ALBERTO LumBROsO, della Guerra delle Nazioni ; con una lettera di A. SALANDRA (N.' z-1000: Scritti ante- riori al 1° marzo 1916). — Roma, tip. la ‘ Rivista di Roma” editr., 1920; pagg. XXXII-259, in-8 gr.

Bibliografia ragionata

Il volume sopra annunciato è essenzial- mente costituito dalle recensioni che di opere, opuscoli ed articoli relativi alla grande Guerra il barone Alberto Lumbroso — cosi alta- mente benemerito delle biblioteche italiane — è venuto pubblicando via via nella Rivista di Roma, da lui diretta. Esse si susseguono quindi in tante serie alfabetiche d’autori (delle quali non è ben chiara la ragione, e che ad ogni modo non rendono troppo sicuri i rimandi), e vanno dagli inizi della guerra e dal periodo della neutralità. al 1° marzo 1916, abbracciando un migliaio di recensioni, più o meno estese, di scritti italiani e stranieri. La calda attualità dell’argomento, l’occasione e la forma quasi giornalistica delle recensioni, fanno sî che noi non ci troviamo qui di fronte a una fredda e schematica compilazione, ma piuttosto a una bibliografia ‘ ragionata’ (come l’A. ha voluto chiamarla), o meglio ‘ vissuta’. L’esposizione stessa del contenuto degli scritti recensiti non è aridamente oggettiva, ma quasi sempre ani- mata da una intonazione polemica, che rispec- chia il grande contrasto di pensieri e senti-

Cd

menti scatenati dall’ immane conflitto, e in mezzo ai quali l’opera è stata pensata e scritta.

Non mancano qua e là aneddoti e docu- menti curiosi, che hanno, oltre l’interesse sto- rico, un sapore letterario; come, ad es., il proclama di Theophilo Braga, ex-Presidente della Repubblica Portoghese e Presidente del- l'Accademia delle scienze di Lisbona, A//e Ac- cademie ed alle Università dei Popoli civili (Roma, 12 febbraio 1915) (n. 196), e la rela- tiva poesia tedesca di Hugo Schuchardt (il ce- lebre glottologo di Graz) inviata, come mem- bro della stessa Accademia lisbonese, An die Portugiesen (1915), in risposta al Manifesto precedente (n. 389); — la poesia Za Chemise Rouge di Edmondo Rostand sui valorosi nostri garibaldini caduti nelle Argonne (n. 884); — l’ Appello per la Polonia di Enrico Sienkiewicz (n. 398); — i tre famfAlets di Joseph Bédier (l’ illustre indagatore dei Fabliama, delle Chan- sons de geste, della Leggenda di.Tristano) su Les crimes allemands d’après les témoignages allemands (n. 174-176); — la polemica che colla ‘ settaria malafede clericaloide * di André Beaunier ebbe la figlia del grande autore del- l’ Histoire des origines du Christianisme, Noémi Renan, madre dell’eroico tenente Ernest Psi- chari, morto per la Francia (n. 683); — la let- tera di Benedetto Croce (12 febbraio 1915) sulla pretesa origine germanica di G. B. Vico e sulle altre pazzie pangermanistiche di Ludwig Wolt- mann (n. 420); — un’altra lettera del com- pianto comm. Marco Besso sui doveri dell’ Ita- lia, scritta proprio alla vigilia del terribile con- flitto europeo (29 luglio 1914): lettera, che potrebbe, ora, essere oggetto di gravi medita- zioni ; e cosi via.

Anche per ciò, il perseverante lavoro del bar. Lumbroso (resosi benemerito dei nostri studi anche colla purtroppo incompiuta biblio- grafia napoleonica) arreca un notevole contri- buto a quella completa bibliografia della grande Guerra, che sarà compito dei venturi, e alla quale, dall’estero, hanno dato già notevole im- pulso il Catalogo della Zibliothégue de la ville de Lyon, il Catalogue de la collection Leblanc ; La Grande Guerre: iconographie, bibliogra- phie, etc.; Jean Vic, Charles Escalle, per la Francia ; il Lange e il Berry, per l’ Inghilterra ; l’Hinrichs, per la Germania ; il Mousset, per

40 PUBBLICAZIONI DI CARATTERE BIBLIOGRAFICO, ECC.

la Spagna. Sino ad ora, il bel volume del bar. | spaventoso argomento; ed è questo (ci sembra) Lumbroso (stampato, in questi tipi criticissimi, | l'elogio migliore che possa farsene, il miglior su carta eccellente) è il più motevole che si sia | titolo che esso abbia alla nostra gratitudine di pubblicato in Italia su codesto grandioso e | studiosi. C. F.

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COURRIER DE FRANCE

(Suite: voir Za 2:bliofilia, anno XXII, disp. 9*129, pag. 330).

Ventes. — 23 octobre 1920. Bibliothèque de feu M. G. A. P. Beaux livres illustrés du XVIIIe siècle et moderres. — 11. Boccace. Ze MNecameron (traduit par Ant. Le Macon). Londres (Paris), 1757-1761, 5 vol. in-8, portrait, front., fig. et culs-de-lampe de Boucher, Gravelot, Cochin et Eisen, veau écaille. (Rel. anc.): 3450 fr. — 30. Dorat. Les Zaisers. A La Haye et à Paris, chez Lambert et. Delalain, 1770, gr. in-8, front., fig., vignettes et culs-de.lampe d’Eisen, mar. rouge, dent. int. (Rel. anc.). Bel exemplaire de la bibliothèque Renard imprimé sur grand papier de Hollande, avec le titre en rouge et noir, et contenant les fautes de pagi- nation: 11.450 fr. — 31. Dorat. Zables mouvelles. La Haye et à Paris, chez Delalain, 1773, 2 tomes en-I vol. in-8, mar. rouge, fil., large dent. XVIII* siècle sur les plats, dent. int. (Masson-Debonnelle). Vignettes et culs-de-lampe par Marillier. Sur papier de France : 3100 fr. — 37. Fénelon. Les Aventures de Télémague. De l’Imprimerie de Monsieur, 1785, 2 vol. gr. in-4, papier vélin, mar. rouge à longs grains, compart. de 4 fil. pleins et au pointillé, dos ornés, dent. int. (Bisiaux). 72 figures d’aprèés Monnet et 24 planches: 4020 fr. — 4I. Goya. Caprices. (Madrid, vers 1799), in-fol., mar. rouge jans., dent. int. (Marius Michel et fils). 80 planches satiriques dessinées ‘et gravées à l’eau-forte par Goya: 2300 fr. — 48. La Borde. Choix de chansons mises en musique, ornies d’estampes par J. M. Moreau. A Paris, chez de Lormel, 1773, 4 tomes en 2 vol. gr. in-8, veau écaille, dent. int. (Rel. anc.). Exemplaire grand de marges (haut. : 2429), contenant le portrait de La Borde, dit « à la Lyre »: 11.600 fr. — so. La Fontaine. Consles ef nouvelles en vers. A Amsterdam (Paris, Barbou), 1762, 2 vol. in-8, mar. rouge, large dent. à petits fers (Rel. anc.). Édition publiée aux frais des Fermiers gé- néraux ; figures d’Eisen et culs-de-lampe de Choffard. La figure pour l’ « Autre imitation d’Ana- créon » est avant la fièche : 10.100 fr. — si. La Fontaine. Confes ef Nouvelles en vers. A Am- sterdam (Paris, Barbou), 1762, 2 vol. in-8, mar. rouge, pet. dent. int. (Rel. anc.). Édition publiée aux frais des Fermiers généraux, figures d’Eisen et culs-de-lampe par Choffard. Le portrait de Choflard se trouve ici avant les tailles. La deuxième figure pour « Joconde » est re- montée : 7200 fr. — 58. Livius (Titus). 7ifi Livii historiarum Libri. Lugd. Batavorum, ex offi- cina Elzeviriana, 1645, 4 vol. pet. in-12, mar. rouge, large dent. (Rel. anc.). Joli exemplaire, de la bibliothèque de Jules Janin, avec le volume de notes de Gronovius. Willems n° 590: 3405 fr. — 59. Longus. Zes Amours pastorales de Daphnis et de Chloé. Avec figures. S. |. ‘ (Paris, Quillau), 1718, pet. in-8, mar. La Vall. clair, mosaique d’après un modéèle de Padeloup. (Thibaron-Joly). Edition dite du Régent, contenant un frontispice de Coypel et 28 figures de Philippe d'Orléans, gravées par Audran. Cet exemplaire contient la figure du comte de Caylus « les Petits pieds » : 6300 fr. — 62. Marguerite, reine de Navarre. Zes Nouvelles de Margue- rite, reine de Navarre. Berne, Nouvelle Société typographique, 1780-1781. 3 vol. in-8, mar. vert., dent. int. (Cuzin). Fig. de Freudeberg et culs-de-lampe de Dunker: 3000 fr. — 64. Mo- liére, @uvres. Nouv. édit. Paris, 1734, 6 vol. in-4, fig. de Boucher, mar. rouge (Durer): 4300 fr. — 66. Montesquieu. Ze Temple de Guide. Nouvelle édition avec figures gravées par N. Le Mire, d’après les dessins de Ch. Eisen. Le texte gravé par Drougt. A Paris, chez Le

COURRIER DE FRANCE 41 Di e ————_—r - _+ Mire, graveur, 1772, gr. in-8, mar. rouge, pet. dent. int. (Rel. anc.). Bel exemplaire relié aux armes de Durfort de Duras : 6000 fr. — 67. Montesquieu. Ze Temple de Gnide. Nouvelle édition avec figures gravées par N. Le Mire, d’après les dessins de Ch. Eisen. Le texte gravé par Drouèt. A Paris, chez Le Mire, graveur, 1772, gr. in-8, mar. rouge à longs grains, pet. dent., dent. int. (Rel. anc.). Figures en épreuves avant la lettre et les numéros: 7200 fr. — 72. Ovide. Les Métamorphoses, en latin et en francais,’ de la traduction de M. l’abbé Banier, avec des explications historiques. A Paris, chez Prault, 1767-1771, 4 vol. in-4, figures de Boucher, Eisen, Moreau et autres, mar. rouge, fil., dos orné, tr. dor. (Rel. anc.). Bel exemplaire contenant toutes les remarques du premier tirage y compris l’erreur de texte à la traduction du livre neuf marqué, à tort, « livre huitième » : 6200 fr. — 78. Rabelais. Euvres.... augmentées de la vie de Pauteur et de quelques remarques sur sa vie.... S. |. (Amsterdam, L. et D. Elzevier), 1663, 2 vol. pet. in-12, mar. rouge (Thouvenin). Première édition donnée par les Elzevier. Figures de Desenne, gravéés par Thompson: 4550 fr. — 86. Rousseau (J.-J.). Emile ou de l’Education. Amsterdam, Jean Néaulme, 1762, 4 vol. in-12, mar. citron, dent. int: (Rel. anc.). Èdition origi- nale de ce format, 5 figures d’Eisen: 1405 fr. — 97. Voltaire. Romans et Contes. A Bouillon, aux dépens de la Société typographique, 1778, 3 vol. in-8, mar. bleu, dent. int. (Chambolle- Duru). Figures par Marillier, Martini, Monnet et Moreau. Exemplaire contenant les figures en épreuves avant les numéros : 3000 fr. — 152. Nodier (Charles). /ourna/! de l’expédition des Portes de fer. Paris, Imprimerie royale, 1844, gr. in-8, mar. rouge. (Petit) 40 planches hors texte gravées sur bois d’après les dessins de Raffet, Decamps, Dauzat, tirées sur Chine. Envoi auto- graphe de la Princese Hélène, duchesse d’Orléans : 1410 fr. — (08. Caricature (La). Journal fondé et dirigé par Ch. Philippon. Paris, chez Aubert, 1830-35, 10 tomes en s vol. in-4, cartonn. Exemplaire in complet d’une planche (Plan de la place d’Anvers, n° 111ter), des couvertures de livraisons, des titres et des tables: 1750 fr.

25-27 octobre. Bibliothèque Henri Cherrièr. — 2. Alsmanach des Muses (1785). A Paris, chez De Lalain l’aîné, s. d., in-18, mar. rouge. Reliure aux armes de Marie-Antoinette : 1150 fr. — 3. A/manach royal, année M. DCC.LV. Paris, Le Breton, 1755, in-8, mar. rouge. Reliure de Dubuisson, décorée d’une riche plaque dorée. Aux armes de Louis-Joseph de Bourbon-Condé, appelé le prince de Condé, colonel-général de l’infanterie : 1200 fr. — 103. Molière. Ewvres. Revues, corrigées et augmentées. Enrichies de figures en taille-douce. 6 vol. — CEuvres posthumes. 2 vol. A Paris, chez Denys Thierry, Claude Barbin et Pierre Trabouillet, 1682, ens. 8 vol. in-12, fig. grav., mar. rouge (Niédrée). Première édition complète des ceuvres de Molière. Elle fut donnée après sa mort et d’après ses manuscrits par les comédiens Vinot et La Grange, ses amis, qui y introduisirent les jeux de scène : 1400 fr. — 253. Dorat. /ab/es ou Allégories philosophiques. A la Haye, et se troùve è Paris, chez Delalain, 1772, gr. in-8, veau éc. (Rel. anc.). Premier tirage. Frontispice, en-tétes et culs-de-lampe par Marillier. Cette édition, non mentionnée par Cohen, est de la plus grande rareté ; elle présente la faute de pagination (xij au lieu de xxii) qu’il signale dans certains exemplaires de l’édition de 1773: 3620 fr. — 274. La Fontaine. /ab/es choisies mises en vers. A Paris, chez Desaint et Saillant et chez Durand, 1755-1759, 4 vol. in-fol., veau rac. (Rel. anc.). Figures dessinées par Oudry : 3000 fr. — 292. Perrault (Charles). Confes des Fées. A Paris, chez Lamy, 1781, in-12. — Grt- selidis, Peau-d’Ane et les Souhaits ridicules. A Paris, chez Lamy, 1781, in-12. 2 part. en un vol. in-12, mar. bleu (Trautz-Bauzonnet). Sur papier de Hollande, figures de Marillier et Moreau, et suite de six dessins originaux à la sépia par Huber, qui n’ont pas été gravés. Provient des bitliothèques Renouard, La Bédoyère et Henri Bordes, avec leur ex-libris: 2750 fr. — 297. Racine. Euvres. Paris, Le Clerc, 1736, 2 vol. in-12, veau gran. (Rel. anc.). 2 frontispices et 12 figures gravés par ].-B. Scotin. Reliure aux armes de la marquise de Pompadour: 2100 fr. — 381. Anfar, poème, traduction de Marcel Devic. Paris, Piazza et Cie, 1898, in-4, mar. téte de nègre, grande composition gaufrée de style arabe, frappée sur les plats et entièrement dorée (Rel. de l’éditeur). Illustrations composées par E. Dinet, imprimées en couleurs. Tiré à 300

La Bsbliofilia, anne XXIII, dispensa 19-2° 6

42 A. BOINET exemplaires num. Un des 25 sur papier du Japon contenant le tirage à part, sur papier de Chine, de tous les ornements et illustrations : 2410 fr. — 392. Baudelaire (Charles). Zes ZZeurs du Mai. Illustrations (eau-fortes en couleurs) de Carlos Schwabe. Paris, imprimé pour Charles — Meunier, 1900, pet. in-4, cart. bradel veau rac. violet. Tiré à 77 exemplaires. num. Un des 75 sur grand papier vélin du Marais, renfermant le tirage à part, en noir, de toutes les eaux-fortes: 1800 fr. — 423. Dinet (E.). Radid el Kouloub ou le Printemps des Cours. — Légendes saha- riennes recueillies par Sliman ben Ibrahim, traduites et illustrées par E. Dinet. Paris, H. Piazza ‘et Cie, 1902, in-8 carré, veau brun. Tiré à 300 exemplaires numérotés. Riche reliure de Mercier, décorée d’un beau motif à froid dessiné par Jehan Raymond : 1930 fr.

8-13 novembre. Bibliothèque de feu M. Ch. Delafosse. 2° partie. Éditions originales d’auteurs contemporains. CFuvres de Prosper Mérimée, avec lettres autographes et dessins originaux de l’auteur, manuscrits du méme auteur. — 682. France (A.). Za Vie littératre. | Paris, Calmann-Lévy, 1888-1892; 4 vol. in-12, mar. rouge, fil. dor. (Lortic). Édition originale. Un des 10 exemplaires sur papier Japon: 3420 fr. — 686. France (A.). 7%ais, Paris, Calmann- Lévy, 1891; in-12, mar. rouge, fil. dor. (Lortic.). Édition originale. Un des 20 exemplaires sur papier de Hollande: 3150 fr. — 687. France (A.). L’Ztui de nacre. Paris, Calmann-Lévy, 1892; in-12, mar. rouge, fil. dor. (Lortic.). Edition originale. Un des 20 exemplaires sur papier impérial du Japon: 3000 fr. — 690. France (A.). Ze Zys rouge. Paris, Calmann-Lévy, 1894; in-12, mar. rouge, fil. dor. (Lortic.). Edition originale. Un des 30 exemplaires sur papier im- périal du Japon: 1620 fr — 782. Loti (Pierre). A4/on frère Yves. Paris, Calmann-Lévy, 1883; in-18, maroq. bleu (Lortic.). Édition originale. Un des 20 exemplaires sur papier de Hollande : 1600 fr. — 840. Mèrimée (Prosper). Ziédtre de Clara Gazul, comédienne espagnole. Paris, A. Sautelet et Cie, 1825; in-8, fil. dor. (Lortic.). Édition originale. Exemplaire contenant entre autres une feuille de croquis originaux à la plume (tétes de femmes) et une lettre autographe à Madame de Cazes, du 25 juin 1830: 2410 fr. — $60. Mérimée (Prosper). Colomba, Paris, Magen et Comon, 1841; maroq. olive, fil. dor. (Lortic.). Édition originale. On y a joint: Une lettre autographe et six croquis originaux: 3100 fr. — 866. Mérimée (Prosper). Carmen. Paris, Michel Lévy frères, 1846; in-8, maroq. olive, fil. dor. (Lortic.). Édition originale. On y a joint: 1° Deux croquis originaux à la plume. 2° Un autographe signé en langue grecque. Cet auto- graphe est un cadeau de Mérimée à une vieille dame, familière du salon de la Princesse Ma- thilde : 5000 fr. — 886. Mérimée (Prosper). Za Chambre bleue. Nouvelle dédiée à Me de la Rhune. Biarritz, septembre 1866. Paris, imprimerie Jules Claye, 1871; in-8, maroq. olive fil. dor. (Lortic.). Véritable édition originale, qui en réalité n’a pas existé, la composition ayant été détruite, après la mise en train de trois exemplaires. On y a joint une lettre autographe et un croquis original (Femme en toilette): 2050 fr. — 897. Mérimée (P.). Correspondance (Lettres à Monsieur Panizzi). S.l. n. d. (Paris, Calmann-Lévy, 14 avril 1880); 3 vol. in-8, 928 pages imprimées en placard, mar. olive, fil. dor. (Lortic.). Édition complete à l’état d’épreuves des lettres à Panizzi tirée à quelques exemplaires (six exemplaires connus dont quatre complets; l’édition, presque achevée en 1880, parut en 1881 réduite d’un tiers. On a Joint une lettre autographe et des croquis originaux : 4650 fr. — 914. Mérimée (P.). Relation de la découverte faite a Ille, en 1834, d'une statue antique et d’inscriptions curieuses expliquées par NM" de Peyrehorade, membre du Conseil général du Dép* des Pyrénées Orientales, rédigée par M° Merimée, de l’Académie de Bourges, Section d’ Archéologie. Manuscrit autographe : 5350 fr.

15-18 novembre 1920. Bibliothèque du Comte René de Béarn (2° partie). Livres anciens et modernes. — 3. Nouveau traité de Dipflomatique, par deux religieux bénédictins de la con- grégation de Saint-Maur (dom René Tassin et dom Ch. Franc. Toustain). A Paris, chez Guil- laume Duprez, 1750-1765, 7 vol. in-4, mar. rouge, large dent. à petits fers (Rel. anc.). Exem- plaire sur grand papier: 3900 fr. — 5. Bernard de Montfaucon. L’Antfiquité eapliquée et re- présentée en figures. A Paris, chez Florentin Delaulne, 1719, 10 vol. — Supp/ément au livre de l’Antiquité expliguée. A Paris, chez Florentin Delaulne, 1724, 5 vol. Ens. 15 vol. in-fol., mar. rouge,

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fil. (Rel. anc.). Exemplaire en grand papier: 8200 fr. — 13. Bossuet. Discours sur /’MHistoire universelle è Monseigneur le Dauphin. A Paris, chez Sébastien Mabre-Cramoisy, 1681, in-4 mar. rouge (Rel. anc.). Édition originale. Exemplaire aux armes de Louis-Alexandre de Bourbon, comte de Toulouse, fils naturel de Louis XIV et de Madame de Montespan: 4250 fr. — 20. Hélyot (Le P.). /Hisfoire des'ordres monastiques, veligieux et militaires et des conpréga- tions séculières..., avec des figures. A Paris, chez J}.-B. Coignard, 1721, 8 vol. in-4, mar. rouge (Rel. anc.). 800 planches de costumes religieux, gravées par Duflos, Giffart, de Poilly, etc. ; elles ont toutes été coloriées anciennement: 3700 fr. — 22. Pufendorff (Baron de) et Bruzen de la Martinière. /ufroduction è l'histoire générale et politigue de l’univers. A Amsterdam, chez Zacharie Chatelain, 1743-1745, 8 vol. in-12, cartes et figures, mar. rouge (Rel. anc.). Exem- plaire aux armes de Madame de Pompadour: 2605 fr. — 37. 7hédatre d’honneur (Le) de plu- sieurs frinces anciens et modernes, avec leurs vies et faicts pius mémorables et leurs vrays et naturels portraicis, contenant aussi les vies et fuicts de tous les chanceliers et gardes des sceaua de France, de plusieurs hommes illustres, etc. A Paris, 1618, in-fol. mar. vert (Rel. anc.). Por- traits par Th. de Leu. Exemplaire aux armes et au chifire de Louis Phélypeaux, seigneur de La Vrillière: 4000 fr. — 52. Abbé Velly, Villaret et Garnier. Histoire de France. A Paris, chez Saillant et Nyon, 1770-1786, 23 vol. in-4, dont 8 de portraits et planches, mar. rouge (Rel. anc.). Exemplaire aux armes de Marie-Thérèse de Savoie, comtesse d’Artois: 6700 fr. — 57. Montfaucon (B. de), Zes Monuments de la Monarchie frangoise.... A Paris, chez Julien- Michel Gaudouin, 1729-1733, 5 vol. in-fol, mar. vert {Rel. anc.). Exemplaire aux armes de Ma- dame Victoire, fille de Louis XV (ex-libris à l’intérieur des volumes):. 4100 fr. — 59. Pré- sident Hénault. Nouvel abrégé chronologique de l’histoire de France. Quatrième édition. A Paris, chez Prault, 1752, un tome en 2 vol. in-4, mar. rouge, large dent. à petits fers avec semis de fleurs de lis (Rel. anc.). Magnifique exemplaire en grand papier dans une riche reliure aux armes de Louis XV. On a ajouté à cet exemplaire 240 portraits tirés par les soins d’Odieuvre, Desrochers, etc., dans des cadres ornés, et 2 planches de Bouttats: le Massacre de la Saint- Barthélemy et l’assassinat de Henri IV: 25.700 fr. — 66. Lestang (Ant. de). /fistoire des Gaules et conquétes des Gaulois en Italie, Gréce et Aste. A Bourdeaus, par Simon Millanges, 1618, in-4, mar. rouge (Rel. anc.). Exemplaire aux armes de Anne-Marie-Louise d’Orléans, duchesse de Montpensier, connue sous le nom de la Grande Mademoiselle: 5000 fr. — 79. Joinville. Mistoire de S. Loys IX du nom, roy de France, avec diverses pièces du mesme temps non encore imprimées, et quelques observations historiques, par M* Claude Ménard. A Paris, en la boutique de Nivelle, chez Sébastien Cramoisy, 1617, in-4, mar. rouge (Rel. anc.). Exem- plaire aux armes et au chiffre de Louis XIV : 2260 fr. — 105. Gaillard. /isloire de Francois premier, roi de France. Seconde édition. A Paris, chez Saillant et Nyon, 1769, $ vol. in-12, mar. rouge (Rel. anc.). Exemplaire aux armes de Marie-Thérèse de Savoie, comtesse d’Artois: 2500 fr. — 130. Mémoires (Les) de la Roine Marguerite (publiés par Auger de Moléon, sei- gneur de Granier). A Paris, par Charles Chappellain, 1628, pet. in-8, mar. rouge, pet. dent. (Rel. anc.). Édition originale. Exemplaire aux armes de Louis II de Bourbon, dit le Grand Condé : 1520 fr. — 164. Désormeaux. Zisfoîre de la maison de Bourbon. À Paris, de l’Impr. royale, 1772-1788, 5 vol. in-4, mar. rouge, fil. et dent. (Rel. anc.). Reliuré aux armes de Louis- Joseph de Bourbon, dit le Prince de Condé. Illustrations par Boucher, Choffard, Fragonard, Le Monnier, Vincent et Moreau: 12.000 fr. — 179. Davila (H.-C.). Z/isloire des gQuerres civiles de France.... Escritte en italien, par H.-C. Davila et mise en francois par J]. Baudoin. Troisième édition. A Paris, par P. Rocolet, 1657, 2 vol. in-fol., front. gravé, mar. rouge (Rel. anc.). Exemplaire aux armes de Sébastien Cramoisy, imprimeur du Roi: 1400 fr. — 181. Goulart (Simon). Les Mémoires de la Ligue sous Henri III et Henri IIII vrois de France ou recueils distincts, infinies particularités mémorables des affaires de la Ligue, depuis l’an 1576 à l’an 1598. S. 1. (Genève), 1599-1602, 6 vol. pet. in-8, vélin blanc (Rel. anc.). Exemplaire aux armes de Charles Henri, comte d’Hoym: 1550 fr. — 182. Goulart (Simon). Mémoires de la

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Ligue contenans les événemens les plus remarquables depuis 1576 jusqu'à la paix accordée entre le roi de France et le roî d’Espagne, en 1598. Nouvelle édition. A Amsterdam chez Arkstée et Merkus, 1758, 6 vol. in-4, mar. vert (Rel. anc.): 2250 fr. — 190. Aemonstrances de Messire Jacques de La Guesle, procureur généra! du Itoy, dédiées à la Royne Régente. A Paris, chez Pierre Chevalier, 1611, in-4, titre gravé par Gaultier, mar. rouge, dos et plats couverts de compart. à la fanfare avec feuillages et fil. (Rel. anc.). Superbe reliure du XVII siècle, dans le genre de celles exécutées par les Eve et dites à la Fanfare, et sur laquelle Charles Nicolas Le Clerc de Lesseville, conseiller au Parlement de Paris, a fait frapper ses armoiries: 10.000 fr. — 204. Danes (Jean). Ze régne de Louys treziesme, donné pour exemple et snstruction au Roy son fils. Imprimé à Paris, chez Claude Morlot, 1644, in-4, mar. rouge, comp. de fil. (Rel. anc.). Aux armes du Cardinal Mazarin: 4700 fr. — 235. Novi de Cavairac (Abbé ]J.). Apologie de Louis XIV et de son conseil sur la révocation de l’édit de Nantes. S.1., 1758, in-8, mar. rouge, large dent. à petits fers (Rel. anc.). Exemplaire en grand papier aux armes de Gilbert de Montmorin de Saint-Hérem, évéque de Langres: 2300 fr. — 245. Bossuet. fiszoire des variations des églises protestantes. A Paris, chez la veuve de Séb. Mabre-Cramoisy, 1688, 2 vol. in-4, mar. rouge (Rel. anc.). Edition eriginale: 2300 fr. — 250. Journal contenant tout ce qui s'est fait et passé en la cour de Parlement de Paris.... A Paris, chez Gervais Alliot, 1648. — Procés-verbaux des deux conférences: la première tenue à Ruel..., la seconde tenue à S. Gery- main en Laye.... A Paris, par les imprimeurs ordinaires du Roy, 1649. Ens. 1 vol. in-4, mar. rouge, large dent. (Rel. anc.). Reliure aux armes de Louis-Henri de Gondrin de Pardaillan, duc d’Antin, fils unique du marquis et de la marquise de Montespan: 2800 fr. — 257. Pel- lisson. Z/isfoire de Louis XIV, depuis la mort du cardinal Mazarin en 1661, jusqu'ia la paix de Nimègue en 1678. A Paris, chez Rollin, 1749, 3 vol. imn-12, mar. rouge, dent. à petits fers (Rel. anc.). Exemplaire aux armes de Louis Phélypeaux, comte de Saint-Florentin, duc de La Vrillièere: 2300 fr. — 258. Reboulet. /is/orre du régne de Louis XIV. A Avignon, chez Frangois Girard, 1746, 9 vol. in-12, mar. citron (Rel. anc.). Exemplaire aux armes de Madame Sophie, fille de Louis XV: 2500 fr. — 271. AMemotres de Mademoiselle de Monipensier. A Am- sterdam, chez Jean-Frédéric Bernard, 1730, 6 vol. in-12, mar. rouge (Rel. anc.). Exemplaire aux armes de Marie-Thérèse de Savoie, comtesse d’Artois: 3450 tr. — 282. Mémoires du Car- dinal de Retz. A Amsterdam, chez ]J. Frédéric Bernard, 1731, 4 vol., portrait. — M/émotîres de Gui Joly. Ibid. id., 1738-1739, 2 vol. — Mémoires de Madame la Duchesse de Nemours. S. |. n. d., 1 vol. Ens. 7 vol. in-12, mar. rouge, fil., dos à la grotesque, dent. int., tr. dor. (Rel. anc.): 4100 fr. — 29r. Muse historique (La) ou recueil des lettres en vers, escrites à Son Altesse Ma- demoiselle de Longueville, par le sieur Loret, année 1650. Livre premier. A Paris, chez Charles Chenault, 1656, in-4, mar. rouge, pet. dent. (Rel. anc.). Aux armes de Henri II de Savoie, dernier duc de Nemours. Première édition collective de la Muse historique de Loret: 3600 fr. — 308. Cochin (C.-N.). /istoire de Louis XV, par les médatlles, 1753-1770. In-fol. mar. rouge (Chambolle-Duru). 14 grandes planches, dont 10 dessinées par Cochin et 4 par Vien, Lagrenée, Boucher et Hallé. Splendides épreuves avec. marges, en double état : eau forte et épreuve ter- minée, Collection extrémement rare : 10.000 fr. — 329. Saint-Simon. Extrait de ses /émotres par l’abbé de Voisenon. 4 vol. pet. in-4, mar. vert, fil. (Rel. anc.). Précieux manuscrit du milieu du XVIII® siècle, recouvert d’une reliure aux armes de Marie-Anne Hardy du Plessis, marquise de Sartine : 6000 fr. — 340. Lemau de La Jaisse. Carte générale de la monarchie francoise contenant l’histoire militaire depuis Clovis.... jusqu'à la quinziéme année du règne de Louis XV. S. l. (Paris), 1733, in-fol., mar. rouge, large dent. (Rel. anc.). Aux armes de Francois Etienne, dernier duc de Lorraine, qui épousa, par la suite, Marie-Thérèse d’Autriche : 2450 fr. — 343. Arcg (Chevalier d’). /isloire générale des guerres, divisée en trois époques. A Paris, de l’Imp. royale, 1756-1758, 2 vol. in-4, frontispice par Eisen; mar. rouge, large dent. (Rel. anc.). Exemplaire aux armes de Marie-Josèphe de Saxe, Dauphine: 7500 fr. — 353. Vertot (Abbé de). /isfoîre des chevaliers hospitaliers de S. Jean de Jérusalem. Nouvelle édition.

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A Paris, chez Prault, 1753-1755, 7 vol. Îîf-12, mar. rouge, fil. (Rel. apc.). Exemplaire aux armes de Madame de Pompadour: 2000 fr. — 357. Girard (Antoine). Les mémorabdles journées des Francois. A Paris, chez Jean'Hénault, 1647, in-4, mar. rouge, fil. (Rel. anc.). Grav. par Cochin. Aux armes de Francois de Savoie-Carignan, dit le Prince Eugène : 3400 fr. — 362. 7%édtre de | la guerre en Italie ou carte nouvelle des principautés de Piemont, républigue de Génes.... A Paris, chez Dheulland et chez Jullien, 1748, in-4, mar. vert, large dent. (Rel. anc.). Riche reliure de . Pasdeloup (étiquette du relieur), aux armes de Louis-Auguste, Dauphin, plus tard Louis XVI: 3800 fr. — 364. Montluc (Blaise de). Commentaires. A Paris, chez Matthieu Le Blanc, 1626, 2 tomes en 1 vol. pet. in-8, mar. vert, pet. dent. (Rel. anc.). Aux armes de Louis II de Bourbon, dit le Grand Condé : 3500 fr. — 365. Videl (Louis). /istoire de la vie du connestable de Lesdiguières.... A Paris, chez Pierre Rocolet, 1638, in-fol., mar. rouge, plats et dos entière- ment couverts de compart. en mosaique de mar. de diverses couleurs (Rel. anc.). Exemplaire en grand papier aux armes et au chiffre de Pierre Séguier. Somptueuse et très riche reliure exécutée au XVII© siècle par Le Gascon pourle chancelier Séguier, dont les armes se trouvent au milieu des plats: 21.000 fr. — 382. La Fortelle (De). Vie militaire politique et privée de Mademoiselle Charles-Geneviève-Louise-Auguste-Andrée-Thimothée Eon ou d’Eon de Beaumont. A Paris, chez Lambert, 1779, in-8, portrait par Bradel, mar. rouge, fil. (Rel. anc.). Aux armes du chevalier Eon de Beaumont, plus connu sous le nom de Chevalière d’Eon. Provenance rare : 2800 fr. — 411. Régiment des Gardes Suisses, Traité concernant la manutention géné- rale du trésorier du dit régiment. Manuscrit in-4 de 53 pages, mar. rouge, large dent. à petits fers. (Rel. anc.). Riche reliure aux armes mosaîquées d’Étienne-Francois de Stainville, duc de Choiseul, colonel général des Suisses et Grisons: 3200 fr. — 412. Armée francaise (L') sous le rèògne de Louis le Grand. 1643-1715. Série de dessins originaux à la plume, rehaussés d’aqua- relle, pouvant étre attribués à Sébastien Le Clerc. Rel. mar. aux armes du comte René de Béarn: 4150 fr. — 413. ÉZfat général des uniformes de toutes les troupes de France représentées par un homme de chaque régiment dans le costume du nouveau vrèglement, arrété par le Roi pour l’habillement de ses troupes le 2 février 1779, par M. P. F. d’Isnard. A Strasbourg, se trouve chez Jean-Henri Heitz, 1779, in-4, cartonné. Collection complète des 168 planches gravées sur bois et coloriées: 2700 fr. — 414. Montigny. Uniformes militaires où se trouvent gravés en faille-douce les Uniformes de la Maison du Roy, de tous les régiments de France.... A Paris, chez l’auteur, 1772, in-12, mar. rouge, fil. (Rel. anc.): 3800 fr. — 418. Uniformes militaires’ des froupes frangoises et étrangères de l’infanterie, cavalerie, dragons et hussards, sous le règne de Louis XVI. A Paris, chez Onfroy, 1782, in-4, mar. La Vall., encad. de fil. (Chambolle-Duru). Seconde édition de la suite de Juliette; 182 planches gravées et coloriées: 2350 fr. — 427. Sergent. Porfraîts des grands hommes, fesmnes illustres, et sujets mémorables de France. A Paris, chez Blin, s. d. (1786-1791), 2 vol. in-4, mar. La Vall., encad. de fil. (Chambolle-Duru). 96 portraits par Sergent et 96 estampes historiques, gravés en couleur par Moret, Roger, Mue de Cernel, etc. Épreuves à toutes marges: 6200 fr. — 432. Desrochers (E.). Recuei! de portraits. Se vend à Paris, chez l’auteur, s. d. (1725), 7 albums pet. in-fol. cartonnés (654 por- traits) : 2100 fr. — 433. Larmessin (Nicolas de). Les Augustes représentations de tous les roys de France depuis Pharamond jusqu'’à Louis XIV. A Paris, chez la veuve P. Bertrand, 1679, 3 vol. pet. in-fol., mar. La Vall. (Chambolle-Duru) (242 portraits): 4250 fr. — 437. Guerre de l’Indépendance américaine. Recueil de 120 portraits. 1 vol. in-fol. mar. bleu, à longs grains, comp. de dent. dorée et à froid: 3800 fr. — 446. Laurière, Secousse, Villevault et Bréquigny. Ordonnances des Roys de France de la troisièime race. A Paris, de l’Imp. royale, 1723-1790, 14 vol. in-fol., mar. rouge et vert, fil. (Rel. anc.). Exemplaire provenant de Versailles et relié par Pasdeloup (étiquette). Tomes XII, XIII et XIV aux armes royales: 3100 fr. 29-30 novembre. Collection Léon Descloux. Dessins anciens, objets d’art, livres illustrés du XVIII: siècle.... — 247. Bouhours (Le P. Dom.). Za Manière de bien penser dans les ouvrages d'esprit, dialogues. Nouvelle édition. A Paris, chez les libraires associés, 1771, pet.

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in-8, veau jasp. (Rel. anc.), Exemplaire aux armes de la Reine Marie-Antoinette. Au dos du volume, les initiales C. T. surmontées de la couronne royale (Chàteau de Trianon): 2000 fr. — 250. Dorat. Zes Batsers, précédés du mois de mai, poéme. A La Haye, et se trouve à Paris, chez Lambert, 1770, gr. in-8, mar. rouge, fil. (Thibaron-Joly). Superbe exemplaire du premier tirage en grand papier: 3900 fr. — 251. Dorat. /ables nouvelles. A La Haye, et se trouve à Paris, 1773, 2 tomes en 1 vol. gr. in-8, demi-rel. veau fauve (Rel. anc.). Exemplaire du premier tirage imprimé sur grand papier. 99 vignettes et 99 culs-de-lampe, par Marillier: 1600 fr. — 257. Erasme. L’E/oge de la Folte, trad. du lat. par M. Gueudeville. Nouv. édit. S. 1. (Paris), 1751, in-4, mar, vert, pet. dent. (rel. anc.). Grand papier. Grav. par Eisen: 1800 fr. — 258. Histoire de Mignonne (conte de fées). Manuscrit du XVIII© siècle, sur vélin, de 27 feuillets. In-32, mar. rouge. Reliure de Derome, avec larges dentelles et le fer dit à l’oiseau: 1500 fr. — 259. La Borde (De). Choix de chansons mises en musique, ornées d’estampes par M. Moreau. A Paris, chez de Lormel, 1773, 4 vol. gr. in-8, mar. rouge, fil. et large dent. (Lortic). Exem- plaire auquel on a joint le portrait de La Borde dit « à la lyre », superbe épreuve à toutes marges, avant la date de 1774 et avant le changement du quatrième vers: 10.000 fr. — 260. La Fon- taine. Fables chotsies, mises en vers. Nouvelle édition gravée en taille douce, les figures par le st Fessard, le texte par le sv Montulay. A Paris, chez l’auteur, 1765-1775, 6 vol. in-8, mar. bleu, fil. (Rel. anc.). Exemplaire du premier tirage: 5200 fr. — 262. La Fontaine (J. de). Contes et nouvelles en vers. Amsterdam (Paris, Barbou), 1762, 2 vol. in-8, mar. rouge (rel. anc.). Au chiffre de Jean-Joseph, marquis de La Borde, fermier général. Édit. dite des Fermiers généraux, fig. et culs-de-lampe par Eisen et Choffard. Exemplaire relié par Derome (étiquette) : 9400 fr. — 263. Marguerite de Navarre, /eptaméron frangois. Les nouvelles de Marguerite, reine de Navarre. Berne, chez Beat-Louis Walthard, 1780-1781, 3 vol. in-8, mar. orange, fil. armoiries de Marguerite de Navarre sur les plats, fig. et culs-de-lampe par Dunker et Freude- berg : 1800 fr. — 265. Molière. wvres. Nouvelle édition (avec une vie de Molière par Ant. Joly et des notes par La Serre). A Paris (Prault), 1734, 6 vol. in-4, mar. rouge jans., doubl. de mar. olive (Chambolle-Duru, dorure de Marius Michel). Exemplaire du premier tirage. Estampes de Boucher, vignettes et fleurons d’Oppenord et Joullain. On a ajouté à cet exemplaire, entre autres, la suite complète des 32 figures de Punt, d’après Boucher ; la suite des 31 figures gravées par Fessard, d’après Boucher, en deux états, dont l’eau-forte; la suite complète du portrait et des 33 figures de Moreau, de l’édition de 1773, en épreuves avant la lettre; un dessin original de Wattier représentant une salle de spectacle au XVIIIe siècle; un dessin original de Taforel, exécuté à l’encre de Chine, daté de 1852, représentant le portrait de Mo- liére, d’après Mignard ; enfin le rarissime portrait de Molière par Fiquet, en épreuve avant la lettre, etc.: 17.000 fr. — 266. Montesquieu. Ze Temple de Gnide. Nouvelle édition avec figures gravées par N. Le Mire, d’après les dessins de Ch. Eisen. Le texte gravé par Drouet. A Paris, chez Le Mire, 1772, grand in-8, veau porph., fil. (Rel. anc.). Figures avant les numéros, sauf pour la figure du troisième chant: 1850 fr. — 268. Restif de la Bretonne. Za Dernière Avan- ture d’un homine de quarante-cing ans. A Genève et se trouve à Paris, chez Regnault, 1783, 2 vol. in-12, mar. rouge, fil. (Belz-Niédrée). 2 frontispices et 2 figures par Binet. Exemplaire auquel on a ajouté : 1° Deux dessins originaux de Binet; 2° Deux épreuves a l’état d’eau-forte du frontispice du premier volume et de la figure des « Deux Cinquantenaires » : 2200 fr.

1er décembre. Bibliothèque d’un amateur. Beaux livres modernes. — 88. Huysmans(J.-K.). La Cathédrale. Soixante-quatre eaux-fortes originales de Charles Jouas. Paris, A. Blaisot, René Kieffer, 1909; pet. in-4, mar. bleu, grande composition de lis fleuris en mosaique, gardes avec eaux-fortes originales de Ch. Jouas (R. Kieffer). Un des quelques exemplaires de présent, hors tirage, imprimé sur papier vélin, contenant les gravures en 3 états: 2300 fr. — 89. Huys- mans (J.-K.). En rade. Eaux-fortes en couleurs et bois originaux de Paul Guignebault. Paris, A. Blaizot, R. Kieffer, 1911; pet. in-4, mar. vert foncé, grande composition de tiges de ronces avec fruits en mosaique, gardes avec eaux-fortes originales de P. Guignebault (R. Kieffer). Un

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des 30 ex. sur papier vélin d’Arches, contenant les eaux-fortes en 3 états. Exemplaire unique, auquel on a ajouté : 1° les 18 aquarelles originales des eaux-fortes ; 2° les 36 dessins originaux, à l’encre de Chine, des vignettes sur bois, ayant servi à l’illustration du livre : 1680 fr. — 114. Marot (Clément). ZBa//ades, Rondeaua et Chansons. Eaux-fortes en couleurs et bois dessinés et gravés par Georges Bruyer. Paris, A. Blaizot, R. Kieffer, 1910; 1 tome en 2 vol. gr. in-8, mar. vert foncé, riche rel. mosaiquée de R. Kieffer. Tiré à 250 exemplaires num. Un des 20 sur papier vélin d’Arches, contenant les eaux-fortes en 3 états et une grande aquarelie origi- nale de Georges Bruyer. Exemplaire unique, auquel on a ajouté, entre autres, la série des croquis originaux de l’artiste, ayant servi à la composition des eaux-fortes: 1850 fr. — 141. Poè (Edgar). /istoires extraordinaires et Nouvelles histoires extraordinaires, traduites par Charles Beaudelaire. Paris, A. Quantin, 1884; 2 vol. gr. in-8, mar. olive foncé, grande com- position en cuir ciselé encastrée dans chaque plat (R. Kieffer). 26 compositions de Vogel, Meyer, Férat, Abot, etc., gravées à l’eau-forte ou reproduites par l’héliogravure. Un des 100 exemplaires numérotés sur papier du Japon, contenant les gravures en 2 états, avant et avec la lettre, auquel on a ajouté 75 dessins originaux : 1800 fr.

2-4 décembre. Bibliothèque du Comte A. de K.... Livres anciens et modernes. — 49. Baudelaire (Charles). Les Z/eurs du Mal. Seconde édition, augmentée de trente-cinq poèmes nouveaux et ornée d’un portrait de l’auteur, dessiné et gravé par Bracquemond. Paris, Poulet- Malassis et de Broise, 1861, in-12, mar. violet, fil. (Rel. de l’époque). Un des quelques exem- plaires tirés sur grand papier vergé, décoré de 18 aquarelles de Pierre Vidal: 2000 fr. — 183. Flaubert (Gustave). Bouvard ef Pécuchet. Illustrations de Ch. Huard. Paris, H. Piazza et Cie, s. d. (1904), 2 tomes en 1 vol. pet. in-4, mar. bleu, grande composition florale en mosaiq. de mar. multicolore (Gruel). Avec 102 eaux-fortes originales de Charles Huard: 2800 fr.

6-11 décembre. Bibliothèque de feu M. Jules Brivois. Livres modernes. Livres illustrés des époques romantique et contemporaine. — 4. Balzac (H. de). Les Cent contes drolatiques. Paris, Charles Gosselin, 1832-1833, et Werdet, 1837. Ens. 3 vol. in-8, brochés. Édition origi- nale : 2005 fr. — 20. Baudelaire (Charles). Zes /eurs du Mal. Paris, Poulet-Malassis et de Broise, 1857, in-12, broché. Édition originale. Un des 10 exemplaires imprimés sur papier de Hollande : 14.300 fr. — 102. Flaubert (Gustave). Madame Bovary. Paris, Michel Lévy frères, 1857, in-12, broché. Edition originale. Imprimé sur papier vélin fort avec, dédicace de l’auteur à Sainte-Beuve : 11.505 fr. — 588. Balzac (H. de). Za Peau de chagrin. Paris, Delloye, 1838, gr. in-8, en feuilles. 100 vignettes gravées sur acier d’après Baron, Gavarni, Francais. Exem- plaire de premier tirage auquel on a ajouté les 2 frontispices de T. Johannot, sur Chine vo- lant, de l’édition originale: 2020 fr. — 592. Balzac (H. de). Les Confes drblatiques. Cinquième édition, illustrée de 425 dessins par Gustave Doré. Se trouve à Paris, aux bureaux de la Société Générale de librairie, 1855, in-8, mar. rouge (Petit, succ" de Simier). Premier tirage des illus- trations de Gustave Doré. Imprimé sur papier de Chine: 9100 fr. — 599. Za Caricature. Journal fondé par Ch. Philipon. Paris, chez Aubert, 1830-1835, Io vol. in-4. Collection com- plète. Suite complète des planches noires et coloriées dont toutes les planches noires tirées sur Chine. On a ajouté, entre autres, l’affiche de la publication illustrée par Grandville, tirée en couleurs, et Za Lithographie ou Association mensuelle (24 pl.). Exemplaire unique de cette célèbre publication : 16.050 fr. — 604. Chants et chansons populaires de la France. Paris, H.-L. Delloye, 1843, 84 livraisons en 83 fascicules gr. in-8. Premier tirage des illustrations de Trimolet, Daubigny, Steinheil, etc.: 3550 fr. — 605. Méme ouvrage que le précédent: 2800 fr. — 608. Chevigné (C'e de). Zes Confes rémois, dessins de E. Meissonier. Troisième édition. Paris, Michel Lévy frères, 1858, in-8, broché. Premier tirage des illustrations de Meis- sonier. Un des 40 exemplaires sur papier de Hollande avec les illustrations tirées sur papier de Chine: 2900 fr. — 618. Daumier. Les Robdert-Macaire, par Daumier et Ch. Philipon. Publié à Paris, chez Aubert, s. d., 100 pl. en 1 vol. in-4, demi-rel, (Rel. de l’époque). Premier tirage des dessins de Daumier. On y a joint la très rare seconde série comprenant: Robderf Macatre.

48 A. BOINET

(Paris, Aubert, s. d., 20 pl.) et Les Mésaventures de M. Gogo. (Ibid., id., s. d., 5 pl. Ensemble 25 planches, en noir, de premier tirage): 4800 fr. — 677. La Fontaine. (Eurres compiètes, ornées de trente vignettes dessinées par Devéria et gravées par Thomson. Paris, A. Sautelet et Cie (H. Balzac, éditeur-propriétaire), 1826, gr. in-8, demi-rel. (Thouvenin). Sur papier de Chine. Exemplaire de Balzac: 2100 fr. — 691. Laurent de l’Ardèche (P.-M.). Zisfoire de l’Em- pereur Nafoléon, illustrée par Horace Vernet. Paris, Dubochet et Cie, 1839, broché. Premier tirage. Un des quelques exemplaires imprimés sur papier de Chine: 2650 fr. — 701. Litko- graphie mensuelle (La). Paris, Aubert, 1832-1834, 24 pl. in-4, dans un carton. Collection com- plète des 24 lithographies de Daumier, Grandville, Forest, J. David, Traviès, etc. 22 planches sur Chine collé, 2 pl. sur vélin: 8600 fr. — 710. Molière. (Euvres, précédées d’une notice sur sa vie et ses onvrages par M. Sainte-Beuve. Vignettes par Tony Johannot. Paris, Paulin, 1835-1836, 2 vol. gr. in-8, vignettes sur bois, brochés. Premier tirage des illustrations de T. Johannot. Sur papier de Chine : 4850 fr. — 723. Nodier (Charles). /ourna/ de l’expédition des Portes de fer. Paris, Imprimerie royale, 1844, gr. in-8, cartonn. Exemplaire imprimé, texte et planches, sur papier de Chine, On y a joint quelques lettres autographes dont une du B°®® de Claye: 10.000 fr. — 735. Perrault (Charles). Contes du tfemps passé, illustrés par MM. Pauquet, Marvy, Jeanron, Jacque et Beaucé, texte grave par M. Blanchard. Paris, L. Curmer, 1842, gr. in-8, en feuilles. Exemplaire de premier tirage: 2000 fr. — 750. Scenes de la vie privée et publique des animaua. Vignettes par Grandville. Paris, Hetzel et Paulin, 1842, 100 jivraisons gr. in-8, dans leurs couvertures. Premier tirage. Planches en double état, en noir et coloriées. On y a ajouté, entre autres, un troisièéme état, en noir tiré sur Chine, pour le frontispice du tome premier et 8 planches en noir ou coloriées, présentant une légende diffé- rente: 3350 fr. — 781. Baudelaire (Charles). Quinze Aistoires d’Edgar Poe. Illustrations de Louis Legrand. Paris, Imprimé pour les Amis des livres, 1897, gr. in-8, broché. Édition publiée tirée à 116 exemplaires sur papier vélin, avec eaux-fortes en deux états: 3100 fr. — 782. Bau- delaire (Charles). Les Fleurs du sai. Illustrations de A. Rassenfosse. Paris, pour les Cent bi- bliophiles, 1899, gr. in-8, en feuilles. Édition tirée à 115 exemplaires sur Hollande. On y a ajouté, entre autres, une suite de 17 eaux-fortes de Ch. Jouas, Lacault, van Muyden, Lemais- tre, gravées par Lacault et van Muyden : 2700 fr. — 881, Huysmans (J.-K.). A Rebdours. Gra. vures sur bois en couleurs d’Auguste Lepère. Paris, pour les Cent Bibliophiles, 1903, in-8, en feuilles: 4500 fr. — 967. Voltaire. Zadig, ou La Destinée. Paris, Imprimé pour les Amis des livres, 1893, gr. in-8, broché. Edition tirée à 115 exemplaires, figures gravées en couleurs par Gaujean, d’après F. Rops, J. Garnier et A. Robaudi: 2900 fr. — 973. Saint-Pierre (Ber- nardin de). Pau! et Virginie. A Paris (chez P. Fr. Didot jeune), de l’Imprimerie de Monsieur, 1789, in-18, mar. rouge, fil. au pointillé (Rel. anc.). Figures de Moreau et J. Vernet. Sur papier vélin avec les figures en épreuves avant la lettre : 3250 fr. — 980. Saint-Pierre (Bernardin de). Paul et Virginie. Paris, Curmer, 1838, gr. in-8, portraits sur acier, vignettes sur bois, en livraisons. On a ajouté, entre autres, les 7 portraits en épreuves d’artiste, sur grand papier de Chine, dont celui de l’auteur avant la sphère et avant toutes lettres: 4350 fr. — 997. Saint- Pierre (Bernardin de). Paul et Virginie, avec une introduction par Alexandre Piédagnel. Figures et vignettes par Ad. Lalauze. Paris, Liseux, 1879, in-12, rel. mar. bleu clair mosaiquée (Lortic). Un des 15 exemplaires sur papier de Chine; il renferme sept états des illustrations. On a ajouté, entre autres, les dessins originaux par Lalauze des illustrations du livre, à la plume et au lavis d’encre de Chine : 3050 fr.

13-20 décembre. Bibliothèque Hoche. Livres anciens et modernes. — 234. Baudelaire (Charles). Zes 2%eurs du NMal. Seconde édition. Paris, Poulet-Malassis et de Broise, 1861, in-12, demi-rel. mar. rouge (Lortic). Sur papier de Chine avec une lettre autographe de Baudelaire : 4000 fr.

A. BOINET.

NOTIZIE 49

NOTIZIE

I codici greci del Vecchio Testamento, — Sino dal secolo XVIII, Federico Andrea Stroth pubblicava nel Repertoriwm dell’ Eichhorn (1779-1782) un saggio di Elenco dei codici della versione greca dei Settanta. Ma solo un secolo dopo doveva Paul de Lagarde, colla sua Ankiindicung einer neuen Ausgabe der griechischen Uebersetzung des Alten Testaments, pubblicata a Gottinga nel 1882, porre le basi di una nuova edizione critica della Bibbia dei LXX. Da quest’epoca, Gottinga diviene il focolare di questo importante campo di studi. Nel 1904 il prof. Alfred Rahlfs vi pubblicava il primo volume dei suoi .Sepfuagiuta-Studien, su i ‘ Libri dei Re ’; al quale, tre anni dopo, fece séguito il secondo, sul ‘Salterio ’ (1907). Ancora tre anni più tardi, ‘costituitasi presso la ‘Gesellschaft der Wissenschaften’ di Gottinga la Com- missione del ‘ Septuaginta-Unternehmen ’, presieduta dal prof. Jacob Wackernagel (Com- missione che — come è noto — ha per compito di preparare una grande edizione critica del testo greco del Vecchio Testamento), questa dava in luce il primo volume delle Mitteilungen des Septuaginta-Unternehmens der Kgl. Gesellschaft der Wissenschaften zu Goòttingen, il quale contiene: Ernst Hautsch, Der Zukiantext des Oktateuch (Berlin, 1910). — Come II volume di codeste /Mfitfeilungen, ed altempo stesso come ‘ Beiheft ’ dell’a. 1914 delle Nackrickten von der Kel. Gesellschaft d. Wissenschaften zu Gòttingen, Philol.-hist. Klasse, viene ora in luce un grosso volume dello stesso prof. A. Rahlfs, Verzeichnis d. priechischen Handschriften des Alten Testaments f. das Septuaginta-Unternehmen aufgestellt (Berlin, Weidmann, 1914; pagg. XXVI-444, in-8) : volume dedicato alla memoria di Rudolf Smend, che il R. chiama ‘ Padre spi- rituale del Septuaginta-Unternehmen ’, mancato nel dicembre 1913.

Il lungo paziente arduo lavoro è stato dal R. condotto principalmente sui cataloghi a stampa dei manoscritti, dei quali l’a. mostra di avere una conoscenza compiuta, e di cui fa sempre esatto ricordo avanti la registrazione dei mss. di ciascuna biblioteca; ma il materiale cosi raccolto è stato poi da lui, parte a parte, vagliato ed elaborato, mediante riscontri perso- nali suoi o di cortesi aiutatori. I codici sono recensiti secondo l’ordine alfabetico delle città in cui si conservano (a qualunque nazione esse spettino); a ciascuno è assegnato una sigla, o numero, che lo contraddistingue (‘ Sigel’), ed in fine è dato un “‘ Verzeichnis der Sigeln ’ Pagg. 335-72), disposto secondo l’ordine numerico : dal quale si ricava che il numero comples- sivo dei codici esaminati, o da esaminarsi, sale alla cifra cospicua di 2048. A questo fa sé- guito, e chiude il volume, un altro indice delle parti del Vecchio Testamento contenute nei vari codici (pagg. 373-439).

Le biblioteche italiane che hanno codici (generali o parziali) del V. T. in greco, regi- strati nella presente opera, sono in tutto trentatrè : Bologna, Bibl. Comunale e Universitaria (pagg. 35-36); — Capodistria, Convento di S. Anna (pag. 43); — Cesena, Bibl. Malate- stiana (pagg. 43-44); — Ferrara, Bibl. Comunale (pagg. 59-61); — Firenze, Bibl. Lauren- ziana, Nazionale e Riccardiana (pagg. 61-69); — Genova, Bibl. delle Missioni Urbane (pagg. 70-71); — Grottaferrata (pagg. 74-77); — Lucca, Bibl. pubblica (pag. 117); — Messina, Bibl. Universitaria (pagg. 134-38); — Milano, Bibl. Ambrosiana, Braidense e Tri- vulziana (pagg. 124-132); — Modena, Bibl. Estense (pagg. 138-40); — Molfetta, Bibl. del Seminario (pag. 140); — Montecassino (pag. 140); — Napoli, Bibl. Nazionale (pag. 160); — Padova, Bibl. Universitaria (pagg. 179-80); — Palermo, Bibl. Nazionale e Museo Na- zionale (pag. 180); — Parma, Bibl. Palatina (pag. 217); — Roma, Bibl. Angelica, Casana- tense, Vallicelliana, Vaticana e Chigiana (pagg. 232-281); — Torino, Bibl. Nazionale e Bibl. di S. M. (pagg. 297-300); — Udine, Bibl. del Seminario (pagg. 300-01); — Venezia, Bibl. Marciana (pagg. 302-10); — Verona, Bibl. Capitolare (pagg. 310-11).

A questa grande impresa di critica biblica si riferisce anche un’altra importante pubbli.

La Bibliofilia, anno XXIII, dispensa 12-28

“I

so NOTIZIE

cazione tedesca: Lie Septuaginta- Papyri u. andere altchristliche Texte der Heidelberger Pa- pyrus-Sammilung hrsg. von ADOLF DEISSMANN, come I vol. delle ‘ Veròffentlichungen aus der Heidelberger Papyrus-Sammilung ’ (Heidelberg 1905).

Un nuovo codice dei ‘ Trionfi’ petrarcheschi e della ‘ Pietosa Fonte’ di Zenone da Pistoia, autografo di Bartolomeo Gatari. — Della Pietosa Fonte — il poema che Zenone da Pistoia (1330 c. - 1417 c.) compose (appena due mesi dopo) sulla morte del Petrarca, e che fu pubblicato, prima nelle De/iciae eruditorum del Lami, poi nella Scelta di curiosità letterarie dello Zambrini — si conoscevano sin qui quattro codici: il Riccardiano e un ms. di mons. Esperti adoperati dal Lami ; un Magliabechiano ed uno Laur.-Gaddiano, collazionati o indicati dallo Zambrini. A questi viene ora ad aggiungersene uno assai notevole, ed importante anche | per la fortuna del Petrarca nel Veneto, della Biblioteca Colombina di Siviglia, contenente, oltre la Pietosa Fonte, anche i Z7rionfi del Petrarca. Esso fu ritrovato dal prof. Mario Schiff nel 1908, mentre faceva ricerche di codici petrarcheschi nelle biblioteche di Spagna, e possono ora ve- dersene vari facsimili nella prefazione che Antonio Medin ha premesso alla Cronaca Carra- rese di GALEAZZO € BARTOLOMEO GATARI, confrontata con la redazione di ANDREA GATARI (a. 1318-1407), vol. I, curata da lui e da Guido Tolomei per la nuova edizione dei Rerum Italicar. Scriptores, fasc. 172 = Tom. XVII, parte 1, fasc. 7 (Città di Castello, 1920; pagg. XXxXxviI-vii). Dall’exp/licit della Pietosa Fonte e dei 7rionfi si ricava, oltre il nome del trascrit- tore, anche il luogo e l’epoca precisa in cui il codice fu scritto: Qui finise questa opereta chia- mata la piatosa fonte fata per gelone da pistoglia per la morte de messer francescho petrarcha

e schrita per me Bartholomio di Gatari che uolentier uorebe asa’ denari

în padoa 1405 dì X di aurille,

Chi schrise questo libro chon dileto : Xpo perdonegli ogni suo difeto.

Un exflicit analogo trovasi in fine dei 7rionfi, colla data ‘di XVI. di marzo ’, e col mede- simo distico di chiusa. E del Gatari abbiamo qui, probabilmente, non solo l’autografo, ma anche l’autoritratto, se (come non par dubbio) devesi ravvisare il trascrittore nella figura virile, sdraiata su una roccia, e trafitta da una freccia, mentre accanto alla testa (dalla cui bocca esce un listello col distico :

L'alta fortuna del mundo ministra Cum fouertà e cum amor m’atrista)

trovasi lo stemma della famiglia Gatari, ed una gatta nera in atto di mordergli il piede sini. stro. Né deve recare meraviglia che il codice dell’opera di un pistoiese fosse scritto proprio 2 Padova, perché sappiamo per altre notizie che Zenone, « passato ad abitare a Padova, vi godé la protezione e il favore di Francesco da Carrara, signore di quella città, e, forse per esorta- zione di quel principe che era caldo ammiratore ed amico del Petrarca, compose intorno alla metà del settembre (374 in soli due mesi la se/osa Fonte, come egli stesso ci fa noto in queste due ultime terzine :

Da Catellina cogli altri dirivo E in Padova di tanto venni autore, D’un mese e due quel pueta privo, A laude del magnifico signore Di quella terra che trionfa il carro, Finita è l’opra fatta per suo amore ».

NOTIZIE SI (cfr. G. ZACCAGNINI, Sfudi e ricerche di antica storia letter. Pistoiese; in Bullettino stor. Pi- stotese, a. XII [1910], pag. 55).

La dichiarata autografia del codice Sivigliano ha poi permesso al Medin di confermare per autografo anche il codice Ital. 262 (già 10142) della Biblioteca Nazionale di Parigi, conte- nente la Cronaca dello stesso Bartolomeo Gatari. Questo codice Parigino (di cui è pure qui prodotto un buon facsimile) è l’unico ora conservato che abbia la Cronaca di Bartolomeo; giacché di un altro codice, che fu prima di S. Michele di Murano, poi dell’abbazia di S. Maria delle Carceri e finalmente della biblioteca di S. Gregorio al Monte Celio in Roma, già indicato dal Mittarelli e dal Valentinelli, si è ora smarrita la traccia dopo il 1865, anno in cui fu visto dal bibliotecario della Marciana, che lo registrò nel suo scritto: Ze biblioteche italiane : Biblio- teca di S. Gregorio al Monte Celio in Roma, inserito prima nella Circolare della libreria ita- liana di Milano, poi in parte riprodotto nell’ Archivio Veneto del 1872.

La miniatura fiamminga al tempo della Corte di Borgogna (1415-1530). — Con questo titolo, il ch. Conte Paul Durrieu, membro dell’ Istituto, conservatore onorario del Museo del Louvre e ben noto per importanti lavori sulla miniatura franco-fiamminga, annunzia un’opera d’insieme, che vedrà la luce prossimamente presso la casa G. Van Oest & C.i* di Bruxelles (La Miniature Flamande au temps de la Cour de Bourgogne [1415-1530]). L’opera comprenderà 103 tavole fuori testo, nelle quali verrano riprodotte 153 miniature ricavate dai manoscritti più celebri della scuola fiamminga, che il D. ha esaminato e studiato direttamente in oltre un tren- tennio di viaggi e ricerche nelle biblioteche e ne’ musei d’Europa. «Dans ce choix (scrive l’editore) il s’est attaché principalment à mettre en évidence les morceaux les plus typiques, ceux pour lesquels on peut avec le plus de sùreté proposer des noms d’auteurs, on préciser des dates et des provenances, tout en ayant à coeur en méme temps de prendre de préférence ce qui était le plus charmant d’exécution et le plus propre à faire sentir le degré de perfec- tion atteint par les maîtres du genre ». Ognuna delle 103 tavole sarà spiegata da- una notizia avente valore di commentario, il quale enumera i soggetti delle miniature e indica in molti casi a quali artisti esse sieno dovute, appoggiandosi, come basi solide di attribuzione, a testi contemporanei ; e finalmente riferisce ciò che è utile a sapersi, sia sulla storia, sia sullo stato materiale dei manoscritti utilizzati; talvolta anche su certe particolari condizioni in cui i minia- tori hanno lavorato. L’opera abbraccia quindi il periodo più glorioso e più fecondo della mi- niatura fiamminga, dall’epoca dei Van Eyck a quella degli artisti che operarono per Marghe- rita d’Austria e per il nipote, l’imperatore Carlo V; ed a fianco dei maggiori e più famosi, ci fa passare sott'occhio la produzione di artisti minori, parecchi dei quali erano rimasti sin qui pressochè ignorati: Jean de Pestivien, Dreux Jehan, Guillaume Vrelant, Jean le Taver- nier, Jean Hennecart, Simon Marmion, Loyset Lyedet, Philippe de Mazerolles, Alexandre Be- ning, suo figlio Simon Bening, il rappresentante più perfetto della scuola Ganto-Brugeoise, Gérard Horebont e sua figlia Susanna, ecc. E, accanto agli artisti, si vedranno pure sfilare i nomi dei principi e delle principesse di Borgogna, ordinatori o dedicatari delle opere di minio, da Filippo il Buono sino ai suoi pronipoti; e quelli di alti personaggi, funzionari, letterati e scrittori di quell’epoca fortunata, quali Georges Chastellain e Olivier de la Marche.

L’opera si pubblica col concorso dell'Académie des Inscriptions et Belles Lettres, aven- dole questa accordato una sovvenzione della ‘ Fondation Piot’; e conterrà: 1.° uno studio sulla storia della miniatura fiamminga dall’epoca dei Van Eyck al 1530: 2.° il commentario ragionato delle 153 miniature contenute nell’opera; 3.° la riproduzione in eliotipia su 103 ta- - vole fuori testo, di 153 miniature di scuola fiamminga. — La tiratura dell’opera (che apparirà ne' primi mesi del 1921) sarà di 600 esempl., il cui prezzo di sottoscrizione (aperto sino al 1.° aprile 1921) è fissato in 200 fr.: prezzo che sarà elevata a 250 fr. dopo la data accennata. Sarà pur fatta un’edizione di lusso, di 25 esempl., su carta d’Arches, numerati, al prezzo di sottoscrizione di fr. 300.

i

52 ‘NOTIZIE

— — ii E | a nn na i — —_

Codici miniati della Biblioteca Reale di Bruxelles e di altre biblioteche. — Fra le ri- produzioni di antichi codici miniati, sopratutto di scuola francese e fiamminga, fatte in questi ultimi anni dalla casa G. Van Oest & C.i* di Bruxelles, ricordiamo le seguenti: 1.0 Z7eures de Milan. Vingt-huit feuillets à peintures provenant des ‘ Trés-belles Heures de Jean de France, Duc de Berry”. Reproduction en hélio-eravure d'après les originaux de la Biblioteca Trivul- ziana, à Milan, précédée d'une étude par GrorcEs H. nE Loo. Di quest'opera, che consta di 31 tavv. in fotoincisioni, furono fatte due diverse edizioni: un’edizione comune, di 325 esempl., al prezzo di fr. 200; e un'edizione di lusso, di 25 esempl. (di cui tre su pergamena, con una tav. a colori), al prezzo di fr. 4ov. 2.0 Un livre d’Heuves du duc Jean de Berry. Reproduction du ms. sur 19 doubles planches en phototypie, dont une en fac-similé polychrome, et notice par PoL DE MONT, conservaleur du Ausée des Beaux-Arts d’Anvers, in fol. Dal cod. 719 della Bibliothéque Royale di Bruxelles. È uno dei documenti più importanti dell'Arte franco-fiam- minga dal 1375 al 1400, e dell’orientazione dei precursori dei Van Eyck. Le miniature sono generalmente attribuite a André Beauneveu e Jacquemart de Hesdin. Prezzo: fr. 80. 3.0 Ze Psautier de Peterborough. (Manuscrit de la Bibliothèque Royale de Belgique). Reproduction du ms. sur 32 doubles planches en phototypie, dont deux en fa-similé polychrome, et notice par I. VAN DEN GHEYN, £. Z., conservateur des inss. à la Bibliothèque Rovale de Belgique, in fol. Dal cod. 9961-9963 della Bibliotheque Royale de Bruxelles miniato alla metà del sec. XIII da un benedettino dell’abbazia di Peterborough, che costituisce uno dei monumenti più importanti dell’arte primitiva inglese. Prezzo: fr. 100. 4.0 Le DSréviatre de Philippe le Bon. (Manuscrit de la Bibliothèque Royale de Belgique). Reproduction des mintatures des mss. n.8 osir el 9026 de ‘ la Bibliothèque Royale de Belgique, pur I. VAN DEN GHEYN, Sì. Z., conservaleur des mss. à la Bibliothèque ltoyale de Belgique. Secondo il Van den Gheyn, le miniature sarebbero state ese- guite circa il 1420-1440 nell’atélier di Bruges frequentato da Guillaume Vrelant. L’opera com- prende 61 tavv. in fototipia di dimensioni uguali all’originale. Ne furono fatte due tirature: su carta d’Olanda, al prezzo di fr. 80, e su carta del Giappone, al prezzo di fr. 200. 5.0 Les très-belles mintatures de la Bibliothèque Rovale de Belgique, par EvoENE BACHA, conservatenr des imss. dà la Bibliothèque Royale de Belgique. Oltre lo studio introduttivo, che illustra la ce- lebre collezione proveniente dall’antica libreria dei duchi di Borgogna, l’opera comprende la riproduzione di 57 fra le più belle miniature di Jean Le Tavernier, Loyset Liédet, Guillaume Vrelant, Andrè Beauneveu, Jacquemart de Hesdin, i fratelli de Limbourg, ed altri. Il volume